Rivisitato dopo dieci anni dalla prima versione, con una prefazione che mette in guardia dalla tenerezza dello spiegare, nel 2012, cosa fosse whatsapp, il figlio brutto di Guia, da lei stessa ingiustamente definito tale, ci sottopone a quella consueta prosa magistrale - nonché a uno sconfinato lavoro di ricerca sostenuto da incredibile cultura cinematografica e sociale - per ricordarci che il tradimento, nel nostro scintillante paese, è tradizione antica - e meritevole d'inchiesta - esattamente quanto il matrimonio.
Memorabile la citazione di Monica Vitti sul lettino del dottore, davanti al quale si interroga: "Di che natura è il mio male? Ho avuto un trauma? Sono sotto choc? È un disturbo neurovegetativo? O è perché sono mignotta?"