The report that lands on Commissario Martusciello’s desk is unlike any other. The lifeless body of the Neapolitan singer Jerry Vialdi, a.k.a. Gennaro Mangiavento, has been found at the Naples football stadium; another corpse, this time a Jane Doe, has been discovered in the Bentegodi Stadium in Verona, hundreds of miles away. The bodies were left in a fetal position, there are no signs of physical violence, the method and the madness behind it appear to hide some unutterable secret. Conclusion: a daring challenge left by a psychopath for the police. who are stabbing in the dark with no idea where to begin. All except for superintendent Blanca Occhiuzzi: beautiful, blind from birth, forced by the dark that envelops her to perceive the world through only four senses, she feels the fear in people; she feels their guilt and their innocence. It is she who takes Martusciello by the hand, guiding him into the mind of a murderer with her sensual intuition. It is as if he were the blind one. Allusive, mysterious, rife with double-meanings, saturated with an exotic almost esoteric musicality, Patrizia Rinaldi’s radically new way of writing recounts a captivating story.
Lo stadio San Paolo di Napoli a Fuorigrotta, inaugurato nel 1959.
Jerry Vialdi è un cantante napoletano neomelodico che, il giorno precedente all’inizio del campionato, viene trovato morto allo stadio San Paolo di Napoli. È il calcio d’inizio del campionato italiano di calcio di serie A, e il calcio d’inzio di questo romanzo. Il cadavere giace in posizione fetale in un angolo della rete della porta e stringe tra i denti un pezzo di erba del campo di calcio. Il commissario Martusciello, l’ispettore Liguori e, soprattutto, la sovrintendente Blanca Occhiuzzi con competenza di buio e mistero, cominciano a indagare. Alla vigilia della seconda giornata di campionato nello stadio Bentegodi di Verona viene trovato il cadavere di una donna: tra i denti stringe un pezzo di erba del campo di calcio. La donna è morta a causa dello stesso veleno che ha ucciso il Vialdi. Donne usate e gettate via, vittime, ora anche possibili assassine.
Pozzuoli
Per quanto è durata la lettura delle pagine del suo nuovo romanzo, Patrizia Rinaldi mi ha riconciliato con il trend nazionale che riempie le librerie di gialli, giallo-rosa, thriller, noir, noirissimi, thrilleracci… per di più troppo spesso mediocri e improvvisati. Lo sport nazionale non è più il calcio, ma la scrittura: chiunque ha un manoscritto nel cassetto, e per lo più si tratta di giallo o thriller o noir o giallo rosa o pulp o thrilleraccio o noirissimo. Inutile e scritto male. Infatti, questo nostro è un paese con più gente che scrive di quella che legge.
Patrizia Rinaldi scrive, non affastella parole, non le getta a caso sulla pagina in attesa che si sistemino da sole, ma le usa e le piega con lingua fine, il suo magnifico italiano farcito di Napoli crea personaggi, atmosfera, trama, emozione. Direi che crea quasi dipendenza.
«Stai diventando mistica, Occhiuzzi.» Nella quarta di copertina, Maurizio De Giovanni scrive “ [...] La scrittura sinuosa, morbida e affascinante di Patrizia Rinaldi [...] Per un romanzo di genere assolutamente fuori dal genere.” Non saprei cosa aggiungere, se non che questo secondo episodio della sovrintendente di polizia Blanca Occhiuzzi mi è piaciuto e mi ha coinvolto più del primo. E, come diceva quel tale, non finisce qui!
Parole come ricami; merletti che fanno da ordito ad una trama giusta, accattivante, fino all'ultima pagina. Dopo Blanca, questo libro è un crescendo. La Rinaldi, comunque, rimane autrice per palati fini. La sto ancora assaporando.
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... le mani tue mi sono venute a prendere in mezzo a stagioni di solitudine, la bocca tua ha fatto il resto.
Blanca fa vedere del tenero sotto la sua scorza dura e Liguori è pronto ad approfittarne grazie ad un'indagine complicata su di un cantante trovato morto in circostanze che farebbero pensare a un serial killer.. tra malavita, camorra, bassi napoletani e una miriade di sospetti, i due investigatori avranno un bel daffare per scoprire il colpevole.
Ich lese gern und viele Krimis. Neben den skandinavischen Krimis rangieren die italienischen recht weit vorn in meiner Beliebtheitsskala. Deshalb habe ich mich auch für diesen Krimi entschieden. Die Geschichte spielt in Italien und hat zudem noch eine neue und interessante Komponente – eine blinde Kommissarin. Ich war gespannt, wie Patrizia Rinaldi die Kommissarin ermitteln lässt.
Bereits nach den ersten Seiten wusste ich, dass es kein leichter Krimi wird. Die Charaktere waren (für mich) wenig sympathisch und auch der Aufbau der Handlungen war ungewohnt. Rinaldi hüpft zwischen den Figuren hin und her. Ich hatte Schwierigkeiten ihr zu folgen und verstand auch teilweise ihre Zusammenhänge nicht. Zudem lag der Fokus enttäuschenderweise gar nicht so sehr auf der blinden Kommissarin, sondern auf den Kollegen. Die Geschichte war zäh und wenig spannend, da zu viele Nebenschauplätze existierten und sie sich darin verlor. Es konnte sich keine Spannung aufbauen, da die Handlungen immer wieder unterbrochen wurden und Rinaldi abschweifte. Und warum nur, musste die Kommissarin jetzt schon die Affäre beginnen? Dies wäre ein guter Fortsetzungsstrang für weitere Folgen gewesen.
Die meisten italienischen Krimis haben einen leichten Grundton (wie z.B. Donna Leon), man spürt den italienischen Flair, die Wärme des Landes und der Menschen, die Gelassenheit und man kann förmlich den Espresso riechen. Die Fälle sind auch bei Leon nicht ohne, aber sie schafft es um die Geschichte ein gutes Gerüst zu bauen, welches den Leser begleiten und durchatmen lässt. Rinaldi hat dies leider nicht geschafft. Es kommt wenig beim Lesen von Italien und seinen Besonderheiten an.
Ich habe mich aber tapfer durchgekämpft, immer in der Hoffnung, dass es doch noch spannend wird. Ich war sehr enttäuscht von diesem Buch und werde wohl auch in Zukunft die blinde Kommissarin allein ermitteln lassen. Schade.
I picked this one up off of the new books shelf at the library thinking, "Hmmm ... a blind policewoman in Naples sound promising, so let's try it." I found that character boring, as were the rest, except when they were annoying. The Naples setting wasn't particularly featured, so there went that idea. I made myself finish it, though I had ceased to care who did it.
A slow, meandering mystery that goes nowhere terribly fast. Character and setting should have made up for it, but neither were terribly compelling or plotted out enough to remain interesting for long. A poor showing from a publisher I usually very much enjoy.
Belli e inconsueti i personaggi (diciamo "abbastanza" inconsueti: nei commissariati letterari ormai alcuni ruoli sembrano fissi e inevitabili, si replicano nell'ambito di scarse varianti, ma almeno qui non sono le solite macchiette dialettali che circondano i vari Montalbano e Schiavone). Bello, inconsueto e molto molto ricercato lo stile dell'autrice. Talmente ricercato che finisce per obnubilare e distrarre il lettore dalla trama gialla, che oggettivamente non è la parte più interessante del libro. Lo è il personaggio di Blanca e il costruirsi delle sue relazioni sociali ed emotive. Con Martusciello, con Liguori e con Ninì. Di tutti sarebbe interessante esplorare meglio la psicologia, ma per apprezzare il contenuto di quello stile così ricco e denso occorre una concentrazione che distrae da tutto il resto. Prima di proseguire la serie mi serve una pausa.
Three and a half stars. At once both beautifully written and infuriatingly wordy, this book sent me on a journey that was never boring. The plot is really secondary here, Rinaldi's literary leanings coming to the fore. Interesting protagonists and short chapters save it from collapsing