Già attraverso il titolo, "Garam masala" in italiano, la scrittrice indiana Bulbul Sharma conduce i nostri sensi assopiti dalla grigia quotidianità, direttamente in cucina - dove è il profumo delle spezie fresche a farla da padrone: garam masala è infatti in termini culinari una miscela di cannella, cumino, cardamomo, curcuma, coriandolo, pepe e chiodi di garofano, capace di conferire ai cibi indiani quel loro speciale sapore.
In questo caso Garam masala, è un collage di racconti, scritti in tono brillante e divertente. Le storie hanno un punto di partenza comune. Un gruppo di donne, tra di loro imparentate, si ritrova per una cerimonia funebre memoriale. Un insieme di storie che queste donne si raccontano in cucina, mentre affettano le verdure in vista dell'inizio del cerimoniale.
Il fascino per la penna dell' emisfero orientale spesso ne risente quando in questo genere di romanzi si riscontrano amori e passioni conditi in un insopportabile salsa telenovelas. Non è il caso della Sharma che racconta con arguto savoir-faire e sensuale ironia di intrecci e tradimenti, amori e fedeltà con una punta di rosso peperoncino. Sono racconti aromatici, intrisi di spezie e passioni antiche, i cui odori e immagini appaiono quasi percepibili sulla carta.
Il cibo è il punto di partenza ma è spesso anche al centro dei singoli episodi. La cucina è per tradizione il mondo delle donne indiane e di quelle arabe. Può essere una condanna ma anche uno strumento attraverso il quale veicolare sentimenti d'amore e di odio, istinti folli e seduttivi. Interessante.