Il saggio presenta una ricostruzione di ciò che la guerra ha significato nell'evoluzione dell'Occidente. Dalle guerre medievali, distruttive ma limitate, alla tragedia delle guerre di religione, fino alle complesse strategie e agli scontri ideologici dell'età napoleonica. Dalle compagnie mercenarie, agli eserciti professionali dell'Antico regime, fino alla coscrizione obbligatoria dell'epoca rivoluzionaria. Dalla lancia dell'uomo d'arme rinascimentale, alla picca e all'archibugio del mercenario cinque-seicentesco, fino al potenziale distruttivo del moschetto e del cannone.
Si laurea in lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale all'Università di Torino. Successivamente perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa e nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in Storia Medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Nel 1996 vince il Premio Strega con il romanzo "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo". Dal 1998, in qualità di professore di Storia Medievale, insegna presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Oltre a saggi storici, è anche scrittore di romanzi. Collabora con il quotidiano "La Stampa", e lo speciale "Tuttolibri", la rivista "Medioevo" e con l'inserto culturale del quotidiano "Il Sole 24 Ore". Dal 2007 collabora ad una rubrica di usi e costumi storici nella trasmissione televisiva "Superquark". Il governo della Repubblica Francese gli ha conferito il titolo di “Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres”.
13/03/2021 (***) Breve e fresco compendio della storia militare d'Europa, dal primo Rinascimento a Napoleone. In 400 anni l'evoluzione e lo sviluppo dell'ars militaria segue (o anticipa) lo sviluppo sociale. Il tramonto della nobiltà feudale porta alla parziale estinzione della cavalleria, il cui devastante impatto era stata l'arma risolutiva di quasi tutte le battaglie medievali (con notevoli ma sporadiche eccezioni). A estinguere la carica di cavalleria intervengono due fattori: l'utilizzo sistematico della polvere da sparo e l'evoluzione della fanteria, assai più economica dei soldati montati. L'ulteriore sviluppo di armi da fuoco e artiglieria porta dritti ai terrificanti massacri delle guerre cinquentesche e seicentesche e all'ulteriore irrobustimento della quota parte di fanteria; la cavalleria rimane in vita, ma marginalmente relegata a funzioni di supporto (esplorazione, foraggiamento, rastrellamenti), finché l'epoca napoleonica ne rivitalizzerà l'importanza come arma di sfondamento. In contemporanea, soprattutto dal Sei-Settecento, lo sviluppo della burocrazia statale, necessaria per reperire i fondi per pagare i soldati e gestire eserciti sempre più grandi, rivoluziona l'essenza stessa degli Stati, che da entità leggere e snelle divengono via via sempre più strutturati e pesanti. L'apparato statale come noi lo conosciamo nasce in quell'epoca, per ragioni assai meno nobili di quelle attuali. Infine, la presenza dell'artiglieria (pur grezza e arretrata, lenta e imprecisa) evoluziona radicalmente i sistemi difensivi urbani: i castelli medievali perdono d'importanza e le cinte cittadine si abbassano e inspessiscono, con tracciati studiati geometricamente per limitare i danni.
L'arte dell'assedio diventa pertanto fondamentale, e le campagne militari nel Settecento, influenzate da questo e dal razionalismo illuminista, si sviluppano in un alternanza di lunghissimi assedi e manovre tattiche, che sfociano abbastanza raramente in battaglie campali (che, tuttavia, diventano sanguinosissime): la terribile Guerra dei Sette Anni, con le sue spaventose battaglie dovute all'aggressività tattica di Federico il Grande, è l'eccezione che conferma la regola. Per assurdo, si è tornati indietro ai secoli del Medioevo, quando le campagne si risolvevano in lunghi assedi per portare alla fame i capisaldi strategici dei signorotti avversari e assai raramente in scontri campali.
A cambiare tutto, e imporre quell'accelerazione soprattutto tattica, organizzativa e politica che si riverbererà, con varie sfumature, fino alla II guerra mondiale, è Napoleone, che da genio assoluto e spregiudicato coglie le debolezze degli eserciti dell'Ancient Regime e li trasforma, pur senza particolari innovazioni tecnologiche. Gli eserciti professionali scompaiono definitivamente e vengono sostituiti da eserciti di coscritti, aumentandone esponenzialmente le dimensioni; l'artiglieria diviene mobile e trasferibile sul campo, utilizzata anche all'offensiva, in attacchi localizzati per cercare lo sfondamento; l'organizzazione e la logistica divengono sempre più raffinate e complesse, così come le catene di comando; le guerre si trasformano da affari dinastici fra case regnanti a conflitti totali e ideologici, con quel che ne consegue in termini di dispendio economico, demografico, sociale. La ricerca della battaglia decisiva, che Napoleone e Von Clausewitz proporranno come mezzo più veloce e economico per ridurre l'avversario alla sconfitta, diventa la chimera di tutti gli strateghi successivi, rimanendo quasi sempre mera utopia, destinata a innescare lunghe e estenuanti guerre di logoramento.
L'alba della guerra moderna, insomma, che condurrà dritta - grazie al progresso tecnologico - ai macelli industriali del Novecento.
Un buon libro di sintesi, scorrevole e preciso nell'individuare i temi centrali del ragionamento e dell'evoluzione storica dell'arte militare; per approfondimenti, Barbero riporta una bibliografia ragionata divisa per periodi, con libri celebri che avevo già letto e che sono effettivamente molto esaustivi (La guerra nel Medioevo e La rivoluzione militare: Le innovazioni militari e il sorgere dell'occidente, per esempio, e soprattutto il secondo).
Utile, oltre che per gli appassionati, anche per ricordare che, volenti o nolenti, la guerra è sempre stata un formidabile motore di evoluzione della razza umana.
Ho visto molti video di Barbero e l'ho sempre trovato affascinante col suo modo di parlare chiaro e semplice, fruibile da tutti. È il primo libro che leggo di Barbero (per un esame di Storia Moderna) e sono rimasta piacevolmente sorpresa: quando si dice "scrive come parla!" E nel suo caso non è assolutamente un'offesa. Libro interessante, che non solo ti informa riguardo i progressi delle tecniche militari dal tardo Medioevo fino all'età napoleonica, ma anche su una società che molto spesso non è pronta a determinati cambiamenti, a volte radicali. Leggerò sicuramente qualcosa d'altro scritto da lui.
Libro breve, chiaro e facile da leggere per chi vuole essere introdotto alla storia militare di epoca moderna. La biografia alla fine del libro è facile da consultare e contiene spunti interessanti per approfondire ognuna delle 4 sezioni (o capitoli) in cui è diviso, basate sul periodo storico relativo (es tardo medioevo o epoca napoleonica).
Ensayo histórico de 136 páginas en el que los autores nos ofrecen un estudio divulgativo acerca de la evolución de los ejércitos europeos, desde el siglo XIV hasta principios del siglo XIX. Me ha gustado mucho porque ofrecen muy variados e interesantes datos de los que se habla muy poco como la forma de reclutar, si eran privadas o publicas las entidades que lo hacían; qué industrias paralelas se desarrollaban para equipar y armar a los soldados, qué intereses económicos se escondían detrás de las guerras y cómo las nuevas tecnologías iban obligando a todos los estados a renovar sus ejércitos. De muy recomendada lectura.
libretto leggero, senza la profondità di un testo storico (nessuna citazione nel testo ed una scarna bibliografia al termine) che elenca i cambiamenti nella tecnica militare dal '400 a Napoleone.....livello da SuperQuark, si legge in poche ore, lascia qualche informazione, ma rimane in superficie....
Buon libro, veloce, fatto bene e molto chiaro. Capitoli semplici e rapidi per scoprire l'evoluzione della guerra dal 400 all'800. Per chi vuole avere un'infarinatura generale dell'argomento è un buon metodo.
Sunto efficace, cristallino e coinvolgente, da parte di uno dei massimi storici italiani viventi; con la scrittura essenziale, è adatto anche ai lettori non specialisti. Consigliato.
Exceptional little booklet, were Barbero depicts in broad strokes the evolution of the art of war from middle age to the Napoleon era. It really helps you to understand how military organisation shaped (and was shaped by) the evolution of government, from feudalism to full fledged republic. A must read for anyone interested in military history.