Tra le mura dell'Inquisizione
E' un breve ma densissimo saggio storico.
Mi ci sono imbattuta qualche settimana fa nel bookshop di Palazzo Chiaromonte Steri, oggi sede del Rettorato dell'Università degli studi di Palermo, più noto per essere stato sede del Tribunale dell'Inquisizione in Sicilia.
Gli intonaci delle celle dei prigionieri sono interamente ricoperte di disegni e di scritte, all'epoca incise dai prigionieri del Santo Uffizio. Si è fatto denso il silenzio tra i visitatori alla vista dei graffiti; l'unica a parlare la guida che dava voce alle mura: maledetto è quell'uomo, iniquo e rio che confidasi in uom e non in Dio. Non proprio le parole di un eretico, forse più le parole di chi è stato bersaglio di delazione.
Quella della guida di Palazzo Steri e' in un certo senso la medesima operazione compiuta da Sciascia con questo suo scritto: dare voce ai torturati, ai prigionieri, ricostruire la verità attraverso il recupero e l'analisi dei documenti storici, restituire giustizia.
Scrive Sciascia:
<< Non c'è sulle pareti spazio, sia pure minimo, che sia stato risparmiato dai prigionieri. Ognuno vi ha lasciato traccia della propria pena, dei propri pensieri. Chi ha segnato i giorni con una serie di aste verticali e chi ha affidato alla parete il grido della propria innocenza. Chi ha testimoniato rassegnazione e fierezza >>.
Il fulcro dell'indagine di Sciascia riguarda la prigionia, anzi le prigionie, di Fra Diego La Matina, più volte incarcerato nel corso di oltre un decennio dalla Santa Inquisizione, con accuse di volta in volta più gravi, fino all'ultima accusa per eresia. Nel corso dell'ennesimo interrogatorio nella sala delle torture, Fra La Matina ucciderà l'Inquisitore Juan Lòpez de Cisneros.
Sono numerose le leggende e le narrazioni analizzate da Sciascia sulla storia di Fra Diego e sulle accuse per cui fu più volte imprigionato. Sciascia non è persuaso e scaverà a fondo, fino a quando riuscirà a ricostruire la verità storica. Non la svelerò a beneficio di quanti non la conoscessero e avessero piacere di leggere il libro o di documentarsi.
Fra La Matina sarà condannato al rogo. E' molto toccante la ricostruzione del processo sommario e dell'esecuzione della pena. L'uccisione di Fra Diego, come raccontata da Sciascia, rappresenta quella di tutti i prigionieri condannati dalla Santa Inquisizione. Ne riporto un piccolo stralcio:
<< Per quanto riguarda il Sant'Uffizio, la vicenda di Fra Diego era finita: bastò spostarlo davanti al palco del capitano di giustizia, e l'ultima sentenza di morte si gli pronunzio': che vivo abrugiato, fossero al vento le di lui ceneri disperse >>.
Concludo riportando una nota di Leonardo Sciascia nelle pagine conclusive di questo libro ricco di documenti, di cronache, di studi:
<< Ho letto (o presumo di aver letto) tutto quel che c'era da leggere relativamente all'Inquisizione di Sicilia: e posso dire di aver lavorato a questo saggio più, e con più impegno e passione, che a ogni altro mio libro >>.
Certo è che, pur essendo un saggio storico, l'emozione di Sciascia è viva e trapela da ogni riga.