Un veterano della Guerra Civile Americana, che non invecchia mai, una fattorie dalle finestre indistruttibili, un'intera cittadina sfrattata da un misterioso acquirente, un allevatore di puzzole che possiede, senza saperlo, un'arma decisiva: sempre, nei romanzi di Clifford D. Simak, i vasti temi della fantascienza, viaggi nel tempo e nel cosmo, invasioni di extraterrestri, immortalità, si combinano con figure ed elementi di vita spicciola, umile, provinciale. C'è in queste storie pur drammatiche e avventurose, pur popolate di mostri, terrore, violenza, una fondamentale gentilezza, un'ironia distaccata e benevola, che giustamente hanno valso al loro autore il titolo di "maestro". Nessun altro, infatti, ha saputo come lui introdurre nella fantascienza i paesaggi e i caratteri dell'America di campagna, ha saputo restare tenacemente attaccato, fra ipotesi e invenzioni disumane, a una visione terrestre, o meglio, "naturale", della vita e dell'universo.
Indice: Oltre l'invisibile (Time and Again, 1951) La casa dalle finestre nere (Here Gathers the Stars, 1963) Camminavano come noi (They Walked Like Men, 1962)
"He was honored by fans with three Hugo awards and by colleagues with one Nebula award and was named the third Grand Master by the Science Fiction and Fantasy Writers of America (SFWA) in 1977." (Wikipedia)
Lettura interessante ma la cui trama dimenticherò, temo, già tra una settimana. Si collocano in un arco temporale tra la SF avventura e poco credibile degli anni '50 e una atmosfera di incertezza tipico della guerra fredda. Siamo lontani anni luce sia dalla SF hard che dalle saghe di Vance