Edmond Moore Hamilton was a popular author of science fiction stories and novels throughout the mid-twentieth century. Born in Youngstown, Ohio, he was raised there and in nearby New Castle, Pennsylvania. Something of a child prodigy, he graduated high school and started college (Westminster College, New Wilmington, Pennsylvania) at the age of 14--but washed out at 17. He was the Golden Age writer who worked on Batman, the Legion of Super-Heroes, and many sci-fi books.
Letto molti anni fa, quando venne pubblicato per la prima volta nella bellissima collana Cosmo Oro. Il mio libro di SF preferito, del mio autore di SF preferito. Hamilton è, a mio avviso, il più grande scrittore di space opera che sia mai esistito, ancora oggi insuperabile. Il ciclo dei Svrani delle Stelle è considerato la sua opera migliore e probabilmente lo è, in quanto a prosa, sense of wonder e trama. Ancora oggi ogni tanto ne rileggo alcuni passaggi e mi vengono i brividi. Meraviglioso.
Ну что ж, я удивлен. Начало было весьма странным, но странным не в прямом смысле, а в том, что роман мне отчего-то напомнил Джона Картера. И тут я приуныл, морально приготовившись ко всему тому унынию, что меня ожидает. Но нет, обознался, каюсь. Всего этого и в помине нет в цикле про Джона Картера Гордона. Вот сплошной экшон, сплошное действие, никакого уныния и поблизости. Единственный мне не понятный факт: если Гамильтон после написания второй части отредактировал первую, убрав сами знаете что, то, простите, какого черта спустя столько времени издается не отредактированная версия романа? Вот представьте, не знаете вы этого, прочитали первый роман, начинаете второй - а тут хоп, нежданчик! И тут возникает понимание, что или ты что-то пропустил, или же что-то недопонял. Возвращаетесь к концовке первого романа, просматриваете - да нет же, всё ок, но что это тогда в начале второго? Эдмонд, какого черта? А это все издатели, втюхивают нам устаревшую версию романа, сволочи х) Но не смотря на все это, романы хороши, тут и говорить нечего. Конечно, на серьезность не претендуют, но чисто по фану, расслабиться пару-тройку вечерков очень даже достойный вариант.
Закиньте всі наукові досягнення сучасності та осягніть істину фантастики 50-х. ⠀ Джону Гордону несподівано випадає шанс переміститися у майбутнє, стати відомим повелителем і врятувати інший світ, а також закохатися в жінку іншого віку. ⠀ У першій книзі було захоплююче та нове. Переживання зливалися з думками та витікали до космосу. Я була королевою зірок
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I Sovrani delle stelle è la raccolta, pubblicati nella collana Oro della casa editrice Nord dei due volumi facenti parte del ciclo "I sovrani delle stelle" del 1986 e racchiude le storie del 1947 "I sovrani delle stelle" e "Ritorno alle stelle" del 1970 dello scrittore di fantascienza statunitense Edmond Hamilton che è considerato uno dei maggiori autori del filone della space opera.
In questo romanzo non manca nessuno degli elementi che resero Hamilton famoso come scrittore di space opera: l'eroe solitario, la bellissima principessa che si innamora dell'eroe, il nemico terribile e implacabile, gli immensi scenari, le battaglie spaziali e l'arma risolutiva.
La trama è la quintessenza della space opera avventurosa, infatti la storia del primo libro si può riassumere così: John Gordon, americano qualunque reduce dalla guerra e impiegato come assicuratore, sente delle voci. Poi, un giorno, si risveglia in un corpo che non è il suo. Gordon è stato oggetto di uno scambio mentale con il futuro; passerà un certo periodo nel corpo di Zarth Arn, scienziato, storico e secondogenito dell’Imperatore della Galassia, mentre Zarth Arn userà il suo corpo per condurre ricerche storiche nel ventesimo secolo. Nel secondo libro invece sono passati un paio d’anni dagli eventi del primo romanzo e John Gordon è in cura da uno strizzacervelli. Non solo, infatti, ha un buco di memoria piuttosto esteso, non solo ha dei ricordi di avventure impossibili in luoghi e tempi improbabili, ma quelle memorie gli impediscono di godersi la sana vita tranquilla dell’assicuratore nell'America del dopoguerra. Il futuro che ha immaginato, è molto meglio della vita di tutti i giorni. Poi John Gordon scompare: Zarth Arn ha perfezionato la sua macchina, e ha trasportato Gordon nel futuro, mente e corpo, affinché possa ricongiungersi ai suoi veri amici.
La mano felice di Hamilton costruisce un romanzo affascinante anche se è decisamente datato ad una lettura moderna e la narrazione è molto semplice, a tratti ingenua, con in sottofondo quel "sense of wonder" che è caratteristico della fantascienza degli anni d'oro, ma tutto questo sommare di luoghi comuni e archetipi letterari è inserito in un intreccio coinvolgente, che Hamilton conduce con passione e perizia, travolgendo il lettore con girandole impazzite di spazi immensi, tradimenti, battaglie e amori impossibili.
Insomma se avete ancora la mente bella sgombra e vi piace sognare ad occhi aperti e amate la fantascienza questa sarà sicuramente una lettura di pura e gradevolissima evasione che vi saprà divertire e a mai annoiare!
Bisogna dire che la prima parte mi ha un po' confuso, fin da subito appare chiaro che idee e spunti interessanti non mancano, ma lo stile di scrittura e troppo ingenuo. A tratti sembra che l'autore si rivolga a dei trogloditi, rispiegandoli lo stesso concetto, tra l'altro semplicissimo, ogni 3 (e dico 3) pagine. Ma alla fine il turbinio della trama e la forza del "sense of wonder" presente nel romanzo hanno la meglio. Il secondo romazo contenuto nel volume, scritto molti anni dopo (dal '67 al '69) aggiusta un po' lo stile di scrittura e mantiene inalterati i punti di forza del ritmo della trama e del "sense of wonder". Ma in quegli anni la fantascienza è oramai già cambiata e questo abbassa un po' il voto.