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Tutto Pazienza #5

Gli ultimi giorni di Pompeo

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Molto resterà dell'opera di Andrea Pazienza e certamente resterà quello che da molti (e dall'autore stesso) è considerato il suo capolavoro: Pompeo. In Pompeo, Paz riesce a far entrare, senza spingere, buona parte del suo universo, dei suoi miti, della sua esistenza personale, degli oggetti e delle persone care; quasi un riepilogo di se stesso, scritto con il cuore e con il sangue, sostenuti da una genialità, grafica e narrativa, che lascia sbalorditi. Un'opera che salta tutti i filtri della testa, tutte le analisi possibili, per entrare direttamente nelle viscere del lettore. Da Pompeo si viene investiti, in un abbraccio che non dà scampo. Pochi artisti hanno saputo mettersi a nudo, senza schermi e senza pudori, come il Pazienza di quest'opera. Un libro che non dovrebbe mancare anche nelle biblioteche prive di fumetti.

126 pages, Paperback

First published February 1, 1987

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About the author

Andrea Pazienza

97 books59 followers
Andrea Pazienza debuted in 1977 on the magazine Alteralter with his first comic story, The Extraordinary Adventures of Pentothal, the surrealistic and psychedelic story of an alter ego named after the sedative Penthothal. He subsequently published several short stories on Cannibale, Il Male, and Frigidaire, of which he was one of the founders. Pazienza developed a personal body of work, alternating between playful comic cartooning—at times politically charged–and much more elaborate, dark, disturbing graphic novels, often dealing with drugs and wanton violence, with a scattering of black humor throughout. In 1980, he created the character Zanardi and collaborated with the magazines Corto Maltese and Comic Art, while also producing movie and theatre posters, scene designs, record covers, and advertising material. He was extremely prolific through the 1980s, penning hundreds of single-panel cartoons as well as longer, intricate stories. Pompeo, his last graphic novel, depicts the gradual downfall of a heroin addict (a largely autobiographical character), is generally considered his masterwork. He died of heroin overdose in 1988, at the age of 32.

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13 (2%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 41 reviews
Profile Image for Vanni Santoni.
Author 41 books630 followers
October 16, 2020
È il miglior romanzo italiano del secondo Novecento, e si sa. Iersera l'ho riletto per l'ennesima volta e ci ho trovato una prefazione di Mollica così insulsa (se non altro si dava di "inutile" da sola) che ho dovuto strapparla via dal volume.
Profile Image for Mateus Braz.
73 reviews5 followers
January 24, 2023
O RESUMO DA ÓPERA: Os Últimos Dias de Pompeo é tão lisérgico quanto um mito grego.

Seria fácil chamar Pompeo de lisérgico. "Um olhar lisérgico sobre a morte." deve ter dito algum crítico por aí. Mas isso seria muito simples. Os Últimos dia de Pompeo é sobre acordar, correr sem parar, concluir que não saiu do lugar, e prostrar-se na cama. Sobre olhar para o mundo ao seu redor e ver formas distorcidas, não pela droga, mas pelo cansaço. Dizem que este livro é um diário dos últimos dias do autor. Não sei muito sobre a vida de Pazienza. Sei que ele ganhava bem como quadrinista, que ele usava heroína, que ele morreu, e que ele gostava do Pato Donald. "Consumir" arte é diferente de produzir arte, na medida em que por mais que uma obra nos toque, ela é sempre alienígena. "Nossa, eu to triste, mas não como esse cara." A ficção é por vezes um retrato hiperbólico (e sendo assim mais realista que a enumeração de fatos) do que sentimos em nossas vidas. Se Pazienza verteu a si mesmo nesse quadrinho, ele se tornou ao mesmo tempo autor e personagem. Agora, como o Pato Donald, ele também habitava um mundo de tinta e papel, estruturado por quadros e balões. No fim das histórias do Pato Donald, tudo se resolvia, por bem ou por mal, e o status quo retornava. Mas como Pompeo poderia retornar ao status quo? Um passos depois do outro agora se tornavam um tufão prolixo de sensações captadas por um cérebro (esse sim) lisérgico, mas não apenas isso. Antes da droga vem o vazio, e depois também. O corpo pesa, e cada vez mais pesado, se torna insuportável. Quando começou isso? Não é a droga. Afinal só consigo respirar depois de uma picada. Seria mais fácil acreditar que foi tudo um sonho, mas como poderia? Se o amanhã por fim chegou. E depois dele mais um, e mais outro, e mais um... Só mais um, resista. Amanhã é um novo dia! Mas até quando? A droga faz mal, mas puta merda, a realidade também.
A prosa inebriante de Pazienza nos conduz em um ritmo desconcertante rumo a parede. A arte flutua entre extremos de detalhe, entre o poético e o figurativo. É impossível não ficar atordoado e ao mesmo tempo lembrar, de dias em que parece que um tufão tirou um pedaço de nosso crânio e arrebatou nossas sinapses. O Últimos Dias de Pompeo não é lisérgico, é trágico, não como uma criança atropelada por um ônibus, mas como uma tragédia grega. É tolice lutar contra o destino. O Pato Donald não pode terminar assim, mas Hipólito pode.
Profile Image for Gerardo.
489 reviews33 followers
July 10, 2016
Con il senno di poi, questa è un'opera molto particolare, potente dal punto di vista emotivo. Pazienza era un eroinomane, morto per un'overdose. Il testo ci parla, appunto, degli ultimi giorni di vita di un eroinomane di nome Pompeo. La stessa fisicità di Pompeo ricorda le fattezze di Pazienza (ma soprattutto alcune rappresentazioni che Pazienza faceva di se stesso nei suoi fumetti).

Questa è la storia di una generazione che negli anni '80 incontrò la droga. Gli anni '80 furono gli anni in cui tutte le belle speranze del '68 e del '77 si arenarono contro una società che stava cambiando velocemente, in favore di tutti quei valori consumistici ai quali, oggi, siamo abituati. Quella grande stagione, non priva di pecche, ma sicuramente ricca di emozioni e movimento, era finita. Avere alle spalle una tale forza e un tale vitalismo, di sicuro, non è stato facile.

La vita di Pompeo è la descrizione di una vita normale, in cui si è costretti a una routine priva di senso. Il tutto viene reso molto bene dalla forma diaristica: infatti, le tavole assomigliano a pagine di diario, in cui spuntano disegni che rappresentano quanto narrato. Il linguaggio è particolare: è un flusso di coscienza dai tratti lirici, ma scritto in terza persona. E' come se Paz, per parlare del suo dramma, avesse dovuto per forza guardarsi dall'esterno, immaginarsi non in prima, ma in terza persona. Questo crea un effetto di distaccamento dalle vicende narrate, come se al lettore fosse richiesto un giudizio e non un'immedesimazione. E' un'opera che, nonostante la sua forte connotazione patetica (nel senso che vuole suscitare emozioni), ha come fine la riflessione sul tema della droga.

Dicevo: una vita normale, che si ripete, che mostra tutto il vuoto di un eterno ritorno nonsense, in cui ogni azione viene fatta per andare avanti, solo per andare avanti. Il vuoto non è provocato dalla droga, il vuoto preesiste e la droga vorrebbe essere il suo rimedio. Purtroppo, essa produce solo un'indifferenza nei confronti del mondo (fonte di questo vuoto), conducendo il drogato in un mondo solipsistico, privo di uscita. L'umanità rappresentata intorno alla droga è un'umanità che si attacca a un ultimo brandello di identità, solo perché c'è bisogno di una mano che spinga lo stantuffo della siringa e poi via, via il dolore, via tutto, ci si tuffa nel nulla venendo dal nulla. La differenza è che il primo è un nulla doloroso, il secondo è un nulla che, per un piccolo arco di tempo, fa dimenticare che anch'esso è doloroso.

Il mondo di Pompeo non è un mondo privo di elementi positivi: ci sono figure che tentano di aiutare Pompeo. Ma il loro aiuto è parziale, privo di progettualità: soddisfano una necessità del momento, per poi lasciarlo di nuovo a se stesso. C'è un'indifferenza di fondo anche agli animi più altruistici. Difficile criticare queste persone, perché nel nulla sono delle luci che, però, riescono a diradare solo una misera porzione di tenebra.

SPOILER

Pompeo è un personaggio dell'azione circolare: ci si droga per non soffrire, ma poi si soffre quando finisce l'effetto della droga. Il circolo della tossicodipendenza non è che la versione estrema della vita circolare borghese, fatta di un lavoro per sopravvivere che si ripete senza aprire a chissà quali orizzonti (Pompeo è un insegnante di disegno annoiato in una classe di ragazzi privi di talento. Si ricorda che lo stesso Paz fu insegnante di disegno).

L'overdose è la naturale conseguenza, eppure non la fine del personaggio: viene salvato da due donnine che rappresentano quell'umanità positiva, ma dall'azione molto limitata. L'unico gesto che resta da compiere a Pompeo è il suicidio: l'unica azione che gli permette di prendere su di sé la responsabilità del suo vuoto, senza che altre persone ne soffrano. Pompeo si suicida affinché la morte sia davvero sua e non conseguenza di una sostanza tossica esterna da sé. La chiamata della madre, tra l'overdose e il suicidio, è il tragico cliché della madre meridionale che chiama il figlio lontano, che nel suo ripetere ossessivamente "Dillo alla mamma, cos'è successo?" mostra tutto il suo affetto... e la sua impotenza. Non è colpa di nessuno, si è tutti impotenti di fronte al nonsense della vita, ma ci sono animi più fragili che non riescono a resistere.

Le pagine che chiudono quest'opera, dove Pazienza si rivolge direttamente al lettore, sono di una potenza toccante: è la confessione di un fu ragazzo arrogante, che si credeva un genio, ma che nonostante il suo talento artistico, era riuscito ad ottenere poco e niente. Una vita tranquilla, ma una vita come tanti altri. Ecco, Pazienza soffriva perché nonostante tutto, anche lui era come tutti gli altri. L'illusione del genio, l'illusione di una vita 'altra' destinata ai grandi talenti, cozzava con la sua vita abitudinaria. Da ciò il cocente senso di sconfitta (ingiustificato, ma è facile per noi che siamo venuti dopo ad ammirare la bellezza che ha creato).

Un'opera necessaria per capire un'epoca, per imparare che cosa si cela dietro il dramma della droga, per non saltare a troppe facili conclusioni. Ma anche un'opera di una bellezza struggente, che parla dell'esistenza umana al di là del tema specifico di cui è pregna, ma dal quale non dipende.

Profile Image for Federico.
225 reviews5 followers
August 2, 2022
Riscrivo daccapo la recensione perchè non me la sento di memare un'opera stupenda come questa.

Questo fumetto è assimilabile ad una metamorfosi continua e senza fine. È un (in)costante turbinio di stili, di continue variazioni lessicali, grafiche, pittoriche, poetiche: ogni tavola mantiene una propria identità rispetto alle altre, ma al contempo riassume in sè le precedenti e anticipa le sucessive. È tutto in costante divenire, mutamento. La linea dell'orizzonte viene spostata ad ogni pagina sempre un po' più in là, vicina ma irraggiungibile, quasi si piegasse su se stessa, a spirale, ciclicamente. Muta lo sfondo, la grafia, la disposizone delle parole e delle lettere. Cambiano continuamente i registri linguistici: si passa dall'errore grammaticale e sintattico fino al dialetto, alla poesia in versi, alla prosa, all'arcaicismo, al lessico filosofico, poi ancora alla poesia e si ricomincia.

La trama è semplice: Pompeo vive i suoi ultimi giorni, nient'altro. Giorni che sembrano un'istante, ma anche un'eternità: la narrazione segue linee orizzontali, inizio-fine, ma poi si interrompe, viene attraversata da flussi di coscienza, si taglia, si buca, zoppica, torna indietro, ancora ciclica. Bastano 24 ore o poco di più: sembra la stessa anti-struttura dell'Ulisse di Joyce.

Il fumetto è costellato di citazioni visive (Topolino, Paperino e sicuramente altre che mi sono perso) e poetiche (Byron, Majakovskij, Esenin, Pasternak, in retrospettiva lo stesso Carmelo Bene). Queste citazioni non sono però voci altrui inserite per abbellire il romanzo, affatto, esse costituiscono semmai un veicolo per la trasformazione di Pompeo in un'alterità che è già dentro di sè: il Pompeo-Majakowski eroe, il Pompeo-Manfred tragico, il Pompeo-Cristo (in copertina) redentore degli eroinomani, degli artisti, della generazione della Bologna anni '80 etc.

È un capolavoro.
Profile Image for Caterina.
44 reviews8 followers
August 5, 2020
Così emotivamente distrutta che sto pensando di alzarmi dal letto e farmi una piadina per annegare i miei dolori nel cibo
Profile Image for Jack.
22 reviews
August 8, 2023
“Vuoi mettere risorgere risorgere risorgere risorgere risorgere…..”
Profile Image for Sonia Di Pietra.
120 reviews1 follower
February 3, 2025
Iniziato in biblio,finito sul bus, mi sono dovuta fermare per i conati. La potenza delle immagini e dei testi superano di gran lunga le pagine.
Profile Image for Gabriele Bitossi.
Author 4 books13 followers
June 10, 2023
Ri-ri-ri letto per la tesi e l'ho trovato migliore persino della lettura precedente, che già mi aveva lasciato senza parole.

Quindi mi maledico per non essere stato abbastanza attento, ma allo stesso tempo mi benedico perché so che alla prossima lettura sarà ancora meglio.

Mi piace pensare alle parole di Vanni Santoni, che l'ha definito, nel suo "La scrittura non si insegna" il più bel romanzo italiano del secondo Novecento.
Profile Image for Marcello.
58 reviews2 followers
May 17, 2024
Un opera complessa e sfaccettata ma anche molto, troppo, umana.
Pazienza ti prende a colpi in faccia con le tavole e nonostante lo stile di disegno possa sembrare "semplice" ha una forza incredibile.
Mi ha lasciato commosso
Profile Image for Matteo Pilotto.
2 reviews
April 1, 2025
A prima vista un accrocco di pagine scritte da un drogato che si diletta a scarabocchiare, in realtà un breve poema moderno, al contempo granguignolesco e struggente. I fogli sparsi su cui è scritto sono il sudario naturale per l’anima inchiostrata di Pompeo.
Profile Image for Riccardo Negri.
30 reviews
November 25, 2021
“Si accascia su un divano lurido. Chiude gli occhi. È triste, felice, si fa le sue storie. La roba c’è”.
Pompeo sa che la dose fatale è vicina. Sente che non può durare e che non durerà, ma non si ribella al suo destino. Percorre la città e le ultime ore di vita in una sorta di routine, assuefatto a una quieta disperazione. Un continuo brigare, umiliarsi, arrendersi, dilapidare soldi. Una successione di incontri con personaggi grotteschi e deformati, in gran parte pure loro ormai disinteressati a vivere.
“Poi mi faccio, e tutto torna bello. L’alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo. Palle anche lì, palle peggio di qua. Vuoi mettere risorgere, risorgere, risorgere, RISORGERE...”.

Andrea Pazienza, l’autore di questa bellissima graphic-novel, presagiva forse, e temeva, che l’eroina lo avrebbe ucciso: “Gli ultimi giorni di Pompeo” è il tentativo di esorcizzare un destino segnato, o di raccontarlo con lucidità. Quando terminò di disegnarlo, un lavoro protrattosi per circa tre anni, Paz era risoluto a uscire dal tunnel della dipendenza. Purtroppo non ne ebbe tempo.

Rimane la sua drammatica testimonianza: non un documento degli anni Ottanta, ma un vero e proprio poema grafico. I disegni - pennarelli neri su fogli disparati - sono apparentemente schizzati in fretta, con una urgenza tale da diventare a tratti scarabocchi. Costituiscono però un’opera ricca di dettagli meditati e studiati. Suggestivo il lavoro sugli occhi: quelli di P. sono chiusi, o riflessi in uno specchio, a volte chiari a volte neri, in tralice, vuoti, o coperti dai capelli, o in penombra, schermati da occhiali scuri o filtrati da sbarre, o magari rivolti in alto (verso quel cielo così bianco). Sguardi quasi sempre sfuggenti, che osservano senza giudicare una realtà allucinata e desolata, ma non sanno accorgersi della vita che se ne va.
Profile Image for Ivan Lanìa.
215 reviews19 followers
August 14, 2022
Essendo cresciuto a Bonelli e Disney Italia sono ragionevolmente pratico di fumetto italiano "popolare", ma sostanzialmente digiuno di quello "d'essai" – ragion per cui Gli ultimi giorni di Pompeo è stato una lettura esplosiva: primo approccio ragionato al filone "avanguardista" che conoscevo vagamente per esposizione occasionale a Max Bunker e Bonvi, primo approccio alla tradizione "surreale-psichedelica" parallela a quella satirica dello stesso Bonvi – primo approccio ad Andrea Pazienza, che di pancia mi verrebbe da descrivere come un Michael Moorcock della Nona Arte. Perché se penso al mio Moorcock preferito, quello dei romanzi di Karl Glogauer e John Daker, è difficile non ritrovare ne Gli ultimi giorni di Pompeo la stessa sintesi di brutalità quotidiana e abisso della psiche: in queste 120 pagine scarse mi si sono attorcigliate le budella per scene di truculenza inaudita, ho penato per empatia con degli autentici reietti, mi è caduta la mascella per dei climax idiosincratici da capogiro (e vi giuro che non è una supercazzola), mi sono lasciato avvincere da una sceneggiatura di virtuosismi linguistici eccezionali e da un tratto che davvero riesce a racchiudere in ogni tavola un ciclo pittorico. Un'opera che dovrò rileggere e rileggere, e un autore di cui voglio leggere l'opera omnia.
Profile Image for Artù.
225 reviews7 followers
November 11, 2024
Mi piace molto l'estetica di questo fumetto.
Il motivo, il senso, lo sfogo dell'autore.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
843 reviews113 followers
February 3, 2023
La fine di un tossico

Attirato dalla definizione di "miglior romanzo italiano del secondo Novecento", ho preso in mano il capolavoro del mitologico fumettista sambenedettese.
Indubbiamente è opera artistica completa e profondissima, ricca di variazioni di stile e frutto di una vera ispirazione creativa, con tavole di grande espressività e originalità. Il testo stesso è molto particolare e si può dire che, anche solo con le parole, Pazienza sia stato un artista geniale.
Eppure trovo che la eccessiva "mitizzazione" di un grande fumettista finisca per danneggiarlo: "miglior romanzo italiano del secondo Novecento" è un'iperbole che rischia di scivolare nell'agiografia esagerata - no, Pazienza non è superiore a Gadda, Arbasino, Manganelli, Landolfi, Calvino, D'Arrigo, Moresco, ma a che servono certi confronti?
Meglio dire che la graphic novel in Italia divenne tale ben prima della moda dei primi anni Duemila, che Pazienza ha influenzato tutti (ma proprio tutti) gli autori italiano di questa modalità artistica, che la forza espressiva di disegno e parole in queste pagine è unica.
Poi, mi rimane qualche riserva sul finale (almeno dal punto di vista narrativo) perchè la fortissima tensione esistenziale si sfarina in una telefonata alla mamma troppo "italiana" e in un dolente, ma prevedibile (e forse inevitabile) suicidio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Alessandro.
1,525 reviews
April 17, 2025
“Pompeo” di Andrea Pazienza è un’opera devastante, struggente, sublime.
Considerato a ragione come il suo capolavoro, Pompeo è l’ultimo grido d’artista di un autore immenso, un’autobiografia mascherata da graphic novel, un testamento visivo e narrativo che non lascia scampo. Pazienza non si limita a raccontare: si mette a nudo. E lo fa con una scrittura disperata, lucida, a tratti poetica, che accompagna il lettore in una discesa annunciata, quella verso la morte per overdose del protagonista.
Si sa sin dalle prime pagine dove si andrà a finire, eppure non c’è alcuna morbosità: solo una sincerità disarmante, uno sguardo pieno di compassione (per sé, per gli altri), e una tensione tragica che si fa sempre più concreta.
Dal punto di vista grafico, Pazienza tocca vette altissime: cambia stile come cambia umore, passando da tratti nervosi e scarni a tavole densissime e ricche di dettagli, come a voler mostrare tutte le sue anime. Un talento smisurato, tanto da far impallidire anche nomi “altisonanti” del fumetto mondiale.
Pompeo non è solo un fumetto. È una confessione, un urlo, una lettera scritta troppo tardi. Bellissimo e doloroso, da leggere almeno una volta nella vita. E poi rileggerlo, con rispetto.
Profile Image for Kayky Alexander.
5 reviews
May 28, 2025
Oq mais me encanta em Os Últimos Dias de Pompeo é que toda palavra, frase, poema ou imagem parecem por si só terem um tom de despedida. Uma verbosidade complexa que disfarça o sentimento de arrependimento e de que o fundo do poço está se aproximando, um grito de desespero disfarçado de revolta, sak?

E é ainda mais doído pensar nisso quando você se lembra que é uma autobiografia disfarçada, pompeo/pazienza parecia ser uma pessoa extremamente culta, integrada e até mesmo politizada em certo aspecto. Se o futuro não tivesse sido destruído por si próprio, não imagino até onde ele conseguiria ir, mas com certeza iria além de muitos…

A arte eclética dele parece evocar justamente o tom que o texto e a ideia central da obra quer passar: algo belo e lindo, uma potência infinita contida, mas contida pelo vício, pelo confuso e pelo caos interno que a droga causa.

O quadrinho parece funcionar como um testamento fantasmagórico, sinto que pazienza queria mostrar tudo aquilo que ele sabia, escrevia, consumia, sentia, tudo que ele podia fazer… Quase como um “Olha, eu sei que estou no fundo do poço, mas isso não quer dizer que eu seja medíocre”
This entire review has been hidden because of spoilers.
1 review
January 22, 2025
Le ultime 24 ore di vita di Pompeo, un tossicodipendente insegnante del DAMS. È la rappresentazione della vita di tantissimi italiani degli anni 70/80, uccisi dalle droghe che circolavano a prezzi insulsi. Notiamo come viva la giornata un drogato, le sue priorità e di come quella fosse per lui la normalità, svegliarsi e spararsi una "pera" per poi andare a lavoro (sotto effetto di sostanze). Per esempio la scena in cui usa sostante è palesemente stata scritta quando pazienza era sotto effetto. Un linguaggio decisamente aulico misto a frasi dialettali (penso bolognesi) e a locuzioni inventate "il coniglio coniglia". Questa è e resterà per molto tempo una delle storie d'amore più originali e grandiose di sempre, oltre che un testamento.
Profile Image for Juan Fuentes.
Author 7 books76 followers
August 4, 2022
Con Pazienza uno se pregunta donde hubiera llegado si no hubiera muerto por culpa de la heroína. Este cómic es lo más parecido al infierno que sufrió y tiene páginas estremecedoras, sobre todo leyéndolas sabiendo como acabó todo.
Profile Image for Zooey Glass.
245 reviews19 followers
December 27, 2022
Pensare che il fumetto sia letteratura per me resta un’eresia, qui poi cosa dovrebbe esserci di speciale?
Ho letto decine di storie di tossici ben più interessanti (per quanto le biografie dei tossici possano esserlo, in fondo sono tutte uguali, disgustose e noiose).
Inizio a pensare che il merito di Pazienza fosse quello di essere un bel ragazzo, molto ben raccomandato o forse in quegli anni erano davvero tutti rintronati dall’eroina…
Profile Image for Matteo.
83 reviews1 follower
February 15, 2023
Letto questo perché sta per scadere il prestito; spero di riuscire a recuperare anche gli altri prima o poi.
Profile Image for Werehare.
771 reviews29 followers
May 24, 2024
When it's good it's very good, esp. art-wise; the rest of it is the short (thus: better) version of "Infinite Jest", i.e. the therapy journal of a self-absorbed junkie.
Profile Image for Laura.
65 reviews1 follower
May 21, 2025
" tenera e fumante una bella tazza di camomilla "
Profile Image for Cremallo.
22 reviews
July 11, 2025
il fumetto migliore di sempre del fumettista migliore di sempre. una storia che potrebbe funzionare anche senza i disegni e viceversa.
Paz grazie per avermi reso quello che sono.
Profile Image for Sara.
65 reviews1 follower
October 25, 2021
Profondamente disturbato, incasinato e crudo. Profondamente umano
Profile Image for Attela.
122 reviews3 followers
January 19, 2016
Non è la prima volta che leggo Pompeo e non è la prima volta che ricevo questi pugni nello stomaco. Pazienza disegna una storia senza via d'uscita, colma di quello stupido orgoglio disperato che pare farla da padrone nelle vicende di droga. «L'alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo... [...] E non valgono quei personaggi più di quell'altri», dice Pompeo, circondato da spacciatori e da strafatti (http://i65.tinypic.com/14jybf8.jpg). Palle, purtroppo. E la storia di Pompeo, come quella di Pazienza, forse, come quella di Cobain e come tutte le altre storie del genere, serve a dirci che no, Neil Young non aveva ragione e «It's better to burn out / Than to fade away» è tuttalpiù una bella favola. E questo, probabilmente, Pazienza lo sapeva bene.

Pazienza è morto a 32 anni, in circostanze mai rese note. Per qualche anno, tra il '70 e l'80, ha vissuto in una via a dieci metri da casa mia. Sarebbe stato bello, forse, incontrarlo.

«Se avrò forza a sufficienza mi vedrete invecchiare / E scoprire un po' alla volta che non basta il tempo e non basta il fiato se non per / Imparare / A lasciarsi galleggiare / Con un sasso sulla pancia e un pensiero bello in testa / E dopo tutto, quando fuori non piove, non è affatto male.»
Displaying 1 - 30 of 41 reviews

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