La Grecia arcaica e classica ha elaborato riti che rispondono in modo efficace al trauma della morte. L'intera comunità si misura costantemente con i rischi e i vantaggi che possono derivarne, adeguandoli nel tempo alle proprie esigenze. L'evento luttuoso non è mai oggetto di tabù, come accade nel mondo moderno, e può anzi divenire strumento delle ambizioni degli eredi o della propaganda dello stato. Questo volume ripercorre ritualità e convenzioni funerarie greche, di cui illustra i presupposti culturali e religiosi, e soprattutto evidenzia come si vada trasformando l'immagine del destino oltremondano. Soffermandosi poi sulle strategie della memoria, mette a fuoco la tensione fra istanze familiari e pubbliche, ma anche gli usi politico-ideologici della morte e del lutto nel quadro della formazione e dello sviluppo della polis.
Un buon saggio in cui l'autrice ripercorre scolasticamente lo stato attuale della conoscenza sulle credenze e i riti della cultura greca relativi alla morte, al morto e a come si affrontava la dipartita delle persone care in quei secoli. 4 stelle.
Not exactly a riveting page turner, but a careful and comprehensive look at this topic from a variety of thoughtful angles. I definitely recommend this a resource if you have an interest in thanatology from an ancient Hellenic perspective.
A classics professor recommended this book to me. Mirto covers a range of topics such as beliefs about death/afterlife, mourning, archaeology, and art. The primary and modern scholarly sources are provided.