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Roma Sin Papa: Crónicas Romanas De Finales Del Siglo Veinte

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Roma senza papa fu il libro che rivelò Morselli. Quando il romanzo apparve, nel 1974, Giulio Nascimbeni scrisse sul «Corriere della Sera»: «La prima tentazione è di dire che c’è stato anche un Gattopardo del Nord. Viveva in luoghi profondamente lombardi, tra Gavirate e Varese. Scrisse migliaia di pagine. Sperò a lungo che gli editori si accorgessero di lui. È morto il 31 luglio dell’anno scorso. Adesso esce un suo romanzo, Roma senza papa , pubblicato dalla Adelphi, e se ne resta attoniti, come davanti a un frutto raro e inimmaginabile».

158 pages, Hardcover

First published January 1, 1974

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About the author

Guido Morselli

24 books60 followers
Guido Morselli (1912–1973) spent his youth in Milan, where his father was an executive with a pharmaceutical company. When he was twelve his mother died from Spanish flu, an event that devastated the reserved child. After attending a Jesuit-run primary school and a classical secondary school, Morselli graduated from the Università degli Studi di Milano with a law degree in 1935. Instead of practicing law, however, he embarked on a long trip around the Continent. Though he wrote consistently from the remote town in the lake region of Lombardy where he lived alone, Morselli succeeded in publishing only two books over the course of his life: the essays Proust o del sentimento (Proust, or On Sentiment, 1943) and Realismo e fantasia (Realism and Invention, 1947). His many works of fiction, journalism, and philosophy were repeatedly rejected by publishers, and, frustrated by his perceived failures, he committed suicide in 1973. Hanging in his library was the motto Etiam si omnes, ego non (Though all do it, I do not). In fact, Morselli’s nine posthumously published novels, among them Roma senza papa (Rome Without the Pope, 1974), Divertimento 1889 (1975), and Dissipatio H.G. (The Dissolution of the Human Race, 1977), enjoyed considerable critical success. Morselli left his farm and lands to the town of Gavirate in his will, and today Parco Morselli looks south onto Lago di Varese and north toward the Alpine foothills.

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26 (7%)
1 star
7 (2%)
Displaying 1 - 30 of 39 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,109 reviews350 followers
January 23, 2024
” La città cessava di essere antica,
era vecchia, per la prima volta.”




Ci sono artisti che nascono al momento sbagliato o, perlomeno, in epoche in cui non c’è corrispondenza tra il loro messaggio e quello che il mondo in quel mondo può/vuole sentire.
Sono momenti storici in cui le persone non sono in grado di cogliere l’essenza di alcune opere.

Guido Morselli appartenne a questa cerchia di “incompresi”.
Furono veramente i numerosi rifiuti delle case editrici a convincerlo di togliersi la vita?
Molto probabilmente sì.

Dopo essersi sparato tra le sue carte fu ritrovata una cartellina etichettata “ Rapporti con gli editori" un disegno troneggia sulla copertina: un fiasco, disegnato a matita.
Guido Morselli si toglie la vita il 31 luglio 1973.

A partire dal 1974 saranno pubblicate le sue opere.
Roma senza papa: Cronache romane di fine secolo ventesimo (scritto nel 1966) è considerato l’esordio in quanto la prima opera che Adelphi decide di pubblicare.

Si tratta di un romanzo in bilico tra il genere ucronico e il fantapolitico dove la Chiesa cattolica in un contesto surreale dilata e distorce i confini teologici fondendosi con politica, società e cultura.

In particolar modo si abbandona la morale e si abbattono i recinti eretti in saecula saeculorum.

La voce narrante è quella di un prelato svizzero, don Walter.
La forma è quella della cronaca in cui racconta del suo arrivo e soggiorno a Roma in attesa di un’udienza (continuamente rimandata) con il papa in carica, papa Giovanni XXIV un irlandese che raccoglie l’eredità di una Chiesa completamente stravolta dal suo predecessore, papa Libero I.

La dottrina ecclesiastica si è, difatti, protestantizzata partendo dall’abolizione del celibato clericale e spostando la sede papale a Zagarolo.

Morselli catapulta il lettore in un mondo grottesco e surreale dove ad esempio negli USA c’è addirittura (!) una presidentessa (Jacqueline Kennedy).

Liberalizzare, in un certo senso, il pensiero teologico dà il via ad una miriade di correnti ideologiche che arrivano all’apoteosi negando la stessa esistenza di Dio e attraversando pratiche sconcertanti come la via psichedelica e l'uso di allucinogeni.

In una Roma spogliata dal richiamo dei fedeli, il turismo si gioca la carta del sesso:

”Del resto, da quando l’Italia ha chiuso altiforni e officine per dedicarsi a quest’unica industria congeniale, il turismo si è ingigantito e le permette un livello di vita pressoché europeo. Si opina che le mignottelle romane siano sovvenzionate (come i banditi sardi) dagli albergatori. Non abbiamo più le guardie svizzere, dicono a Roma: se soffocate le iniziative delle figliole, «de cché se campa?»”



Scritto nel ’73, fa sorridere oggi l’immagine di una tecnologia automatizzata con modalità allora inimmaginabili e con lo sfruttamento della Luna come nuova colonia terrestre.

Un testo particolare che ho letto - ahimé- con grande difficoltà.
Leggerò sicuramente altro di Morselli.


”Roma ha finito di essere caput mundi. È una capitaletta di terz’ordine, sperduta nel Mec. Anche se Papa Giovanni è a soli trenta chilometri.
E i romani, con che animo accolgono questa retrocessione? Le risposte che ho avuto sin qui concordano nell’accusare (o lodare, secondo gli interlocutori) i romani di rassegnazione. Un popolo che non si eccita, non reagisce, ha un fondo di cinismo, è scettico, è scanzonato, si accontenta di vivere come può, per loro la Storia non è che contingenza, precarietà, passaggio. “
Profile Image for Andrea.
184 reviews63 followers
November 22, 2020
Roma, fine del XX secolo: un sacerdote svizzero, don Walter, giunto qui per un'udienza papale che viene posticipata di qualche giorno, inganna l'attesa frequentando i luoghi e le persone della città della sua formazione giovanile, tenendo un diario in cui descrive i fatti di cronaca attuali e rimembra quelli passati. Don Walter sembra abbastanza critico circa le pieghe prese dalla dottrina della Chiesa negli ultimi anni, che vengono riassunte nel suo diario.
Dopo la morte di papa Paolo VI, viene eletto suo successore Libero I, un libanese maronita, autore di una serie di riforme radicali in seno alla Chiesa. Il celibato del clero è soppresso: preti, vescovi e pure il papa possono sposarsi, avere una famiglia, fare vita mondana. La Chiesa accetta e addirittura promuove tutti i metodi contraccettivi, l'aborto, i matrimoni omosessuali, l'uso di sostanze stupefacenti. Il culto mariano è malvisto, la verginità di Maria viene rinnegata, come anche l'esistenza di Satana e del male. Persino l'infallibilità del papa è messa in discussione. Alcuni preti e teologi cristiani ora si dichiarano, senza vergogna e remore, atei, aderendo al G.I.D.M. (God-is-dead Movement). La psicanalisi freudiana viene inglobata nella teologia cristiana, anzi, la tendenza è quella di pensare la fede come fenomeno spiegabile esclusivamente dalla psicologia. L'ecumenismo è la corrente prevalente, con il cristianesimo che sembra volersi fare influenzare, e contaminare, dalle altre religioni ed eresie, dal buddhismo (ad esempio, nella considerazione sugli animali, dotati di anima al pari degli uomini) al mormonismo.
Intanto, Roma e l'Italia intera sono diventate come un enorme parco divertimenti a disposizione dei turisti stranieri. In Italia c'è la rivoluzione soltanto perché lo Stato ha cercato di deprofessionalizzare il mondo del pallone, volendo dimezzare gli stipendi dei calciatori. Ma nessuno sembra protestare quando la Federazione Ovest-Europea, guidata dai paesi del Nord, Germania in primis, spinge per chiudere le grandi industrie italiane e sostituire il parlamento di Montecitorio con un sub-parlamento alle sue dirette dipendenze. La volontà europea è quella di rendere sempre più debole e periferica l'Italia, hotelizzandola definitivamente. Amintore Fanfani riunifica la sinistra italiana e si appresta, con il partito comunista in costante ascesa, che governa già al Campidoglio, a guidare anche la nazione. Alcide De Gasperi è defunto, beato e canonizzando, mentre il membro più rappresentativo del parlamento è il senatore a vita Claudio Villa. La Questione Meridionale è ancora viva, e il governo si gioca il tutto e per tutto affidando il compito di risolverla ai gesuiti, sempre più potenti, che beneficiano di ampie concessioni territoriali a sud di Napoli.
A Libero I succede Giovanni XXIV, un monaco benedettino irlandese, primo papa eletto a non sapere una parola di italiano. Con lui, l'inglese diviene lingua ufficiale della Chiesa al posto del latino, e le principali confessioni cristiane, cattolicesimo, protestantesimo calvinista ed anglicano, e a breve rito ortodosso, vengono unificate. Il papa anglossassone, riservato e poco carismatico, decide di lasciare Roma e di portare fuori città la sede papale, a Zagarolo (un evento passato alla storia come Grande Trasferta). La crisi politica ed economica della capitale è irreversibile, e a nulla vale l'unico, ridicolo, tentativo del governo italiano di allargarne i confini fino ad inglobare nel territorio comunale la nuova residenza papale. Intanto, la Città del Vaticano si secolarizza sempre più, con l'ONU che la vuole come suo quartier generale.
La Santa Sede e l'Unione Sovietica stipulano un Concordato. Il Vaticano è sempre più lontano dall'influenza americana, nonostante i tentativi di riavvicinamento del presidente degli USA, Jacqueline Kennedy, che sembra corteggiare, non solo politicamente, Giovanni XXIV, già impegnato in una relazione ufficiosa con Mrs. Maraswani, filosofa indiana e maestra di yoga. All'interno del Vaticano, sono in molti a preferire un ritorno all'alleanza con gli USA: questi propongono un papato a tempo determinato, di durata di quindici anni invece che a vita, per far succedere all'attuale pontefice padre Johnson, giovane prete afroamericano ex giocatore di pallacanestro.
USA e URSS non solo lottano per la supremazia mondiale, ma anche per la conquista della Luna, con i sovietici primi ad arrivare sul satellite e con il papa che dovrebbe fare da garante per la spartizione equa dei suoi territori e delle sue risorse. La decisione del papa sul Grande Arbitrato è attesa con ansia da tutto il pianeta.
Dopo aver fatto il punto della situazione a Roma nel suo diario, e dopo aver incontrato numerose personalità più o meno eminenti, gravitanti intorno alla Santa Sede, don Walter si appresta finalmente a ricevere l'Udienza di Giovanni XXIV nel suo nuovo, asettico complesso residenziale. Avrà soddisfazione o resterà deluso dal colloquio con questo papa informale, antiretorico e senza ieratismi? Mentre le cronache romane ci vengono raccontate da don Walter, con un climax ed una escalation nella tensione narrativa e nelle aspettative attorno all'Udienza papale, un evento inatteso e imprevedibile sembrerà ribaltare le sorti del mondo e le trame geopolitiche, forse cambiando il corso della Storia.
Scritto nel 1966 e primo romanzo di Morselli ad essere pubblicato postumo, nel 1974, subito dopo il suo suicidio, “Roma senza papa” è un romanzo esuberante e preciso nella capacità predittiva e speculativa, ma cupo nell'ambientazione e pervaso da una certa aura di tragicità, di pessimismo e di decadente rassegnazione davanti agli intrighi e alle trame di potere, con un realismo che emerge nelle considerazioni di don Walter sugli usi, i costumi, gli animi e i vizi degli italiani. L'idea del romanzo venne a Morselli sulla scia dei venti riformisti del Concilio Vaticano II: lo scrittore porta agli estremi il ragionamento sulle riforme della Chiesa e ci mostra come eventi di per sé positivi, perlomeno per gli animi più progressisti, possano rivelarsi disastrosi e portare allo sfacelo qualora la svolta dovesse essere solo apparente, di facciata, non sentita come bisogno di un rinnovamento della fede ma come strumento studiato a tavolino per favorire gli interessi della diplomazia e della politica.
Se con “Contro-passato prossimo” Morselli si cimenta nell'ucronia, in “Roma senza papa” gioca con gli strumenti della fantapolitica e della storia alternativa (anche se al lettore del 2020 “Roma senza papa” può sembrare un'ucronia, tecnicamente sarebbe meglio considerarlo un romanzo di anticipazione, in quanto ambientato in anni successivi a quelli in cui venne scritto), rendendo quest'ultimo romanzo ancora più riuscito, non tanto per la trama, trascurabile rispetto all'accuratezza e alla suggestione della sua cornice narrativa. La sconfinata cultura dell'autore sui temi storici, filosofici, politici e religiosi emerge nelle numerose citazioni, disseminate in ogni sua pagina, e si mette al servizio dell'immaginazione sul futuro della Chiesa, dandole credibilità. Aveva ragione Giulio Nascimbeni a scrivere sul “Corriere della Sera”, in occasione della pubblicazione postuma di “Roma senza papa”, che anche il Nord Italia aveva avuto il suo Gattopardo. Peccato che tutti se ne accorsero troppo tardi, e che Morselli non ebbe mai la fortuna di essere riconosciuto in vita.
Profile Image for Andrea Iginio Cirillo.
123 reviews43 followers
October 9, 2020
Il mio primo Morselli, senza dubbio il primo di una lunga serie. Ci troviamo in una Roma fin de siècle, tutta immersa nel suo languido stile barocco, ma con una differenza rispetto al passato: il Papa si è trasferito. La notizia ha dell'incredibile, ma il lettore non ha tempo di avvedersene poiché Morselli lo catapulta, attraverso gli occhi di Walter, in medias res. Il nostro protagonista, ecclesiastico svizzero, è in attesa di una udienza presso il giovane papa Giovanni XXIV, il quale risiede ora a Zagarolo, in periferia, e nell'attesa mostra a chi legge una Roma crepuscolare, attraversata da spinte modernistiche relativamente alla religione (incredibile l'uso che Rusticucci vuole fare della psicanalisi, ancor di più il fatto che non ci sia più il celibato per gli ecclesiastici e che essi si comportino come intellettuali laici o addirittura dandy). Walter, però, essendo di una generazione sospesa tra riforma e tradizione, si trova in limine, proprio come molti di noi nati prima della globalizzazione imperante e non del tutto inglobati nella tecnocrazia. È sì sposato, ma conserva un culto per la vecchia religione (esternato nella venerazione della figura, divenuta controversa, della Vergine Maria, e nell'avversione per l'assurda giustificazione dell'ateismo in seno alle Università cattoliche stesse). Anche il papa è espressione dei tempi che cambiano: giovane, amante del tennis, aperto alle riforme (e i sincretismi con buddismo, protestantesimo e dottrine scientifiche abbondano) e del tutto svestito dell'aura sacrale che caratterizza i papi come li conosciamo noi. Un libro che è un "what if", che ci mostra risvolti anche a livello politico e che è una mera previsione di un intellettuale degli anni '60, ma che ci apre gli occhi su situazioni che potrebbero realmente verificarsi in futuro. Visionario, da leggere con attenzione anche per la particolarità dello stile.
Profile Image for sara (lunediomartedi).
144 reviews
July 15, 2025
un'ucronia non così surreale, in fondo, la cui ferocia è addolcita dallo stile di Morselli. "Roma senza papa" non è né tagliente né angosciante come "Dissipatio H. G." - e meno male, forse.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
847 reviews113 followers
August 30, 2020
Distopia ecclesiologica

Curioso esperimento questo di Morselli: un romanzo breve di fantascienza scritto usando lessico e atmosfere curiali e vaticane. Ne risulta un ibrido originale e godibile, anche se non sempre felicissimo - le invenzioni futuristiche (le città sulla Luna, la mezza rivoluzione italiana per motivi calcistici) sono scontate e quasi appiccicate nel testo. Però la voce narrante smaliziata, cinica e un pò disillusa è indovinata e i dibattiti teologici ed ecclesiali (dall'iperdulia all'infallibilità papale, passando per l'ecumenismo e l'anima degli animali) sono davvero divertenti ed intelligenti.
Forse Morselli a volte spinge un pò sul tasto della critica all'innovazione e alla modernità, rischiando di scivolare in un antimodernismo un pò caricaturale, ma si salva con una buona dose di ironia e qualche invenzione notevole - il papa che "ci tiene a restare invisibile" ricorda molto il personaggio di Lenny Belardo nell'opera cinematografica di Paolo Sorrentino (chissà che il regista genialoide non abbia letto questo libro)
701 reviews78 followers
August 7, 2019
La primera novela publicada de Morselli, cuando ya hacía un año que se había suicidado, explica el motivo por el que ningún editor confió en un autor que adelantó varias décadas de historia literaria. Esta historia de Iglesia-ficción presenta un Vaticano que cuestiona el culto a la Virgen, el celibato sacerdotal y su relación con la política, las otras religiones o el psicoanálisis se reformulan porque Morselli habla del futuro y como él mismo (no) supo, solo hay que dejar que pase el tiempo para comprobar que todo cambia, hasta la historia de la Literatura.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
August 4, 2023
Il papa da Roma a Zagarolo, il celibato abolito, sdoganato l'uso delle droghe leggere. Questa la fine degli anni '90 che Morselli immagina alla metà dei '60, senza poter sapere che questo testo, come quasi tutti gli altri suoi, sarebbe stato pubblicato postumo almeno una decina di anni dopo. Questo è un libro brillante, arguto, ricco di ricerca e di invenzioni, che descrive bene un ambiente ignoto ai più. Lo stile è quello "spigoloso" di Morselli (che, leggendolo le prime volte, non avevo apprezzato ma ora capisco), gli inserti di altre lingue molto funzionali al racconto, così come le divagazioni più "tecniche". Una ucronia nota a pochi che vale la pena di recuperare. Fra i lettori degli ultimi anni, mi piace immaginare il Paolo Sorrentino di The Young Pope.
Profile Image for Kyle C.
674 reviews104 followers
July 3, 2025
First of all, this novel needs to be translated into English. Maybe something for the New York Review of Books to consider?

Published posthumously in 1974 (but written in 1966), "Rome Without a Pope" is a prophetic novel, anticipating not only the modernization of the Catholic Church in the aftermath of Vatican II, but predicting the emergence of new technologies (video calls, pneumatic transport, personal helicopters) and boldly imagining a future theology fractured by the rise of sociology, secularism, machines and artificial intelligence. Subtitled Cronache romane di fine secolo ("Roman chronicles at the end of the 20th century"), the book evokes a certain fin de siècle aesthetic (of the 20th rather than 19th century), portraying an ecclesiastical world made effete, cynical and pessimistic. Seminarians don't believe in God; priests don't believe in the devil; bishops have wives that are twenty years younger; the Pope has relocated to a small town on the outskirts of Rome; machines have taken up the duty of defending free will.

The novel is written in the form of a diary, the record of a trip to Rome by a certain Father Walter, recounting the personalities he met and some of the correspondences he received. The novel is a jarring mix of genres: journal, science fiction, futuristic theology, geopolitical uchronia, alternative history, and comic satire. It has a carnivalesque quality, as cleric after cleric enters the book espousing their strange, subversive pet doctrines. Perhaps the most bewildering is a Swiss-Californian priest who holds the distinct honor of being the first priest to celebrate mass on the moon and now walks around Rome smoking a joint and photographing the relics of saints, including robotic statues of St Anthony which can talk in multiple languages (this priest, incidentally, is photographing them because he believes the church will soon abolish all these premodern sacramentals). According to him, Franciscan missionaries at Palo Alto are trying to convert "thinking machines" to Christianity. The novel is a parade of ecclesiastical eccentrics, no longer joined together by any common creed but rather by their shared membership in the clerical order.

Fr. Walter himself is a Swiss priest who has come to Rome in the hope of a papal audience. At first, he seems like an overzealous tunnel-visioned cleric. He is known as a "hyperdulist"—that is, he believes the highest veneration should be given to the Virgin Mary, and he has published a book on the topic (unfortunately, unreviewed by any major Catholic journal). He has come to Rome specifically to bring an end to the interminable debates questioning established Marian dogma and he wants the Pope to declare as infallible doctrine that Mary was not a converted Jew but a saint (the previous pope—appropriately named Libero I—seems to have unsettled many long-standing norms with his liberal reforms). When Fr. Walter arrives at Rome, however, his meeting with the Pope is repeatedly rescheduled, and so he wanders the city, reminiscing about his time as a seminarian, finding the streets both similar and changed: the odor of turpentine now drowns out the smell of incense, ruffian boys provocatively play in the streets and kick around a priest's biretta in lieu of a soccer ball, the United Nations wants to rent out the area around St Peter's. Tourism is down, Vatican workers have lost their jobs, a Swiss guard now works as a massage therapist. "Rome is a museum," Fr. Walter reflects to himself, not the center of power anymore. "Rome had ceased to be ancient, it was now old, for the first time," he says later.

Morselli's novel imagines a church that has undergone seismic transformation: priests can marry, contraception is permitted, the pontifical universities have created interdisciplinary chairs of "anthropological theology", professors are discoursing on the salvific effects of psychedelics and seem to have accepted "matrimonio monosessuale" (a quaint term, presumably meaning same-sex marriage), the students are marching to proclaim the death of God. It's doctrinal chaos, schismatic mayhem. A Portuguese priest gives a lecture explaining that the miracle of Fatima was a trick of cinematography, a clownish hospital chaplain tells Fr Walter that original sin stems from the subconscious and can only be treated by psychoanalysis (he also does not believe that women have souls—an id and ego, yes, but not a super-id). A Franciscan has published an article arguing that there should be no discrimination between Christianity and Buddhism—all religions are good. Meanwhile, another mendicant street-preacher—"like the orators of Hyde Park"—is proclaiming that theism is undemocratic. In all of this, there are many who oppose the liberalization of the church—but they too seem cartoonishly unorthodox. A French-English cleric is about to unite the Anglican and Catholic churches but he argues that the current decline of liturgical pageantry in the Roman church has upset the English. He spends much of his time photographing male swimmers, accompanied by a handsome, young Sicilian translator; he likes Mormonism because it believes in happiness in the material world; he will probably be made a cardinal.

Doctrine and piety have been replaced with sociological theory and the politics of solidarity, but missing from all of these controversies is the mysterious new pope, John the 24th. He is an Irishman who speaks no Italian, has retreated from the city and made few public addresses, "an invisible Pope", as Fr. Walter describes him. He does not seem just to have rejected the modern world but withdrawn from it, banning all televisions from the papal apartments and lining the walls with orthodox icons. Some people speculate that he had a relationship with a Bengali mystic; others think Jackie Kennedy—who is now the president of the USA—is in love with him. The pope's hands-off management has resulted in an ecclesiastical crisis, a de facto sedevacantism, and Morselli invents a string of neologisms to describe the changes in the church: a certain "vulgarization", "televisionization", "northernization", "protestantization"—essentially, a church that has become less clerical, less Catholic, less Roman and less mystical, and much more academic and much more involved in global politics.

Before this, I had only read of Morselli his novel The Dissippatio H.G.—the story of a man who wakes up to find the rest of the human race has vanished and now must make sense of his inveterate misanthropy in a world now devoid of fellow humans. In style, genre and tone, these novels are completely different but there are interesting points of contact: a skepticism of capitalism, modernity, and technology. There's a longing to retire from the incessant conflicts of politics. There's also a critique in both novels of the "sociologization" of the modern man, a decentering of humanity as just another object of academic theory. The protagonists of both novels find themselves alienated from a world that has rapidly transformed—intellectually, socially, technologically—around them. Fr Walter feels displaced. Born in 1943, he belongs to neither the old-guard conservatives nor the neophyte reformists: he is young enough to benefit from some of the reforms (such as clerical marriage) but old enough to miss the old devotions of the church, and he is skeptical of the new zeitgeist of ecumenicalism, pluralism and "research-mania" in this increasingly academic church. The church is changing and some, like Fr. Walter, find themselves lost in the widening chasms of shifting doctrine.

It's a novel that retains its timeliness fifty years after its publication. In one bizarre scene (which even Father Walter describes as a farce), a priest recommends that they use the "electronic enunciators" to compare Father Walter's hyperdulist article with that of an Argentinian priest. When he gives the machine the two articles, he is pleased to hear his own article accurately summarized (though he notes some minor infelicities in phrasing) but he becomes increasingly dismayed to hear the machine, seemingly broken and misbehaving, refute his article with a theodical counter-argument (if all salvation came through the Virgin Mary, then what about the billions of life-forms that predated human existence, presumably condemned to miserable abjectness without her intercession?) Although Father Walter lives in a church torn apart by theological feuds and schisms, for the most part he happily listens to the various clerics espousing their heterodoxies—but the first time he is truly unnerved and has to leave the room is when he hears the contradicting machine ("il contraddittorio") stridently reject his own article. It's not just God who is dead in the modern world; humanity seems to be on the precipice of its own perilous irrelevance. "We need a theology of acculturation, a theology of automation," a priest tells Father Walter—and one might say the same thing today.

I find Morselli's oeuvre so wide-ranging and unpredictable—speculative, wildly imaginative, comedic at times, surprisingly anti-modernist but not revanchist or conservative, with protagonists who are profoundly disillusioned and alienated. But above all, it is totally idiosyncratic. I hope more of his novels will be translated.
Profile Image for Ramona.
75 reviews
March 23, 2014
"Ero quirite, e or son congolese - In omaggio all'usanza che ci si impose - Chi da Roman passò Zagarolese."

Per quanto io abbia trovato affascinante la natura distopica del romanzo, riguardante l'evoluzione del papato nei primi anni duemila (la piega democratica e pluralista è poi davvero esilarante, soprattutto considerando l'oscurantismo che ha distinto la politica vaticana degli ultimi 30 anni), è la descrizione di Roma - palcoscenico di cui non ci si dovrebbe mai stancare, sonnolente e rassegnata ad essere oramai culla di un Vaticano depapizzato - il vero collante del libro, dato che Morselli tesse una narrazione altalenante e pregna di un sarcasmo nordico, che rispecchia il carattere e la personalità del protagonista.

Da rileggere
Profile Image for Elettra.
357 reviews28 followers
January 29, 2024
Pubblica nei primi anni ’70, questo libro, che con una prospettiva ucronica ci sbalza nel duemila con un avvenuto ‘rinnovamento della cristianità’ che altro non è che una farsa aberrante in cui la società laica come quella religiosa sono cadute. Non c’è una delle tante innovazioni proposte dal clero ovvero dalla Chiesa che abbia un fondamento etico o che vada ad impattare con la dimensione religiosa e spirituale. Don Walter, il protagonista, che non è certo un antimodernista, assiste tuttavia molto perplesso a queste trasformazioni e spesso si trova a dubitare sulla sincerità delle motivazioni morali che l’hanno create o riflette impotente su come anche per il clero “il fine giustifichi i mezzi”. Morselli propone tanti argomenti che allora magari non erano così chiari ma che ora sono diventati di una sconcertante attualità come l’omologazione imposta, la ricerca inquietante di visibilità a tutti i costi, a visione materialistica della vita. Manca assolutamente il contradditorio per la ricerca della verità. Se raffrontato al nostro oggi Morselli sembra un profeta.
Profile Image for Saturn.
632 reviews80 followers
January 29, 2024
Questa ucronia fantapolitica costituisce un libro davvero complesso che riflette sui cambiamenti della Chiesa cattolica e i tentativi di modernizzazione di questa istituzione. Il punto principale mi è sembrato una critica alla svolta progressista che diventa come un serpente all'interno della Chiesa e che ne avvelena l'essenza. E dunque l'esistenza. Togliendo alla Chiesa i suoi dogmi, i riti avvolti nel mistero, la distanza che pone il latino tra il credente e l'istituzione si perde tutta la sua unicità, la sua sacralità. Ciò che rimane è una Chiesa spoglia, come la nuova sede papale scelta dal nuovo pontefice.
Che poi si potrebbe discutere su quanto progressista sia davvero questa svolta considerando la scarsa considerazione che si ha delle donne in tutto il libro. E che forse riflette la scarsa considerazione riservata alle donne all'interno della Chiesa, e dunque una critica al contemporaneo dell'autore.

Fra gli spunti interessanti mi ha colpito il fatto che si decide di trasformare l'Italia in un grande parco turistico, deindustrializzando il paese e quindi riducendo la sua influenza a livello internazionale a zero. Un argomento di un'attualità allarmante.

Inoltre leggendo di questo papa anglofono, giovane, ritroso a farsi vedere in pubblico e a parlare in pubblico ho pensato alla serie TV di Sorrentino di qualche anno fa con lo splendido Jude Law. Anche se tutte le somiglianze finiscono lì.

In definitiva credo comunque di non aver colto granché di questa lettura o delle intenzioni dell'autore.
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
Vaticano Redux 2.1 Curiosissimo romanzo. Ucronico Utopico ma non Ulogico. Morselli immagin� un sacerdote svizzero che si reca a Roma per un'udienza papale. Il narratore ci relaziona attraverso i suoi incontri, appuntamenti ricordi e note, sullo stato delle cose di una Chiesa che come mutamento fra i minori ha appena trasferito la sede papale fuori Roma. Per i curiosi che volessero leggere solo per gustose anticipazioni e vaticini della realt� odierna li soddisfo subito con un perentorio non ci ha preso in nulla, si consolino con dragospia cui sono pi� affini. Non � il motivo per leggerlo. Morselli non ci prende [quasi, l'amministrazione comunale di sinistra succube del papato, e gli alti lai e bai dei Romani per la decisione papale ma solo per i cali di fatturato sono due centri] sia perch� non � un futurologo (anche se la discussione teologica fra due computer � una chicca) sia perch� fin dall'inizio fa una premessa arrischiata, che la Chiesa accetti gli anni '60 e '70 come nuova direzione da accompagnare. (come sapete, non fu cos� anzi.) Ma di quel percorso alternativo traccia una mappa accuratissima (sulla Chiesa Cattolica � assai ben documentato) e plausibile, grazie anche alla contemporanea notevole esperienza sui caratteri e la natura umana. Ovviamente fra fine del celibato, allucinogeni per le meditazioni, teologie pluriformi e sincretistiche, riassorbimento di altre fedi... l'aspetto � mutato ma la struttura � ancora riconoscibilissima. Necessita di qualche (troppa, ecco perch� tolgo una stellina) non banale conoscenza di filosofia e della struttura della Chiesa oltre ai movimenti del periodo (hippy inclusi)... (chi dice sempre "LA Chiesa" ecc pensando a un organo monolitico, pu� trovare qui qualche insegnamento.) Certo che nelle biblioteche Vaticane il libro sia presente e letto con interesse, contesto chi scrisse che il libro parte bene e poi si perde. Tutt'altro, � logico conseguente e coerente fino alla fine. Colonna sonora: Erykah Badu - Mama's Gun/Worldwide Underground Massive Attack - Mezzanine
Profile Image for Giovanni Spadolini.
181 reviews9 followers
April 20, 2022
In un futuro prossimo ma ideologicamente ancora molto lontano, il Cristianesimo vede i suoi dogmi (il culto di Maria, la castità dei sacerdoti, il divieto a usare anticoncezionali, ...) cadere in favore di una Contro-Controriforma atta a preservarne il culto con l'affacciarsi del nuovo millennio.
Il protagonista, un sacerdote svizzero sposato ma insofferente di alcune delle riforme fatte, vive a Roma l'attesa del colloquio con un Papa sfuggente, che non fa vita mondana e che non abita nemmeno più a San Pietro. L'io narrante incontra nella capitale una serie di personaggi che - tra cene e aperitivi - raccontano il mondo in cui vivono e le contraddizioni che il neo-Cristianesimo non è comunque riuscito a sanare.

Un libro da rileggere per capire qualche passaggio affrontato superficialmente durante la prima lettura, il primo impatto è stato abbastanza duro, dato che sembra un saggio distopico.
La scrittura diventa scorrevole man mano che la lettura prosegue, all'inizio tocca rileggere spesso i paragrafi per essere sicuri di aver capito bene i pensieri del protagonista e - soprattutto - per riuscire a ricostruire la realtà del fatidico 199X, anno in cui il libro è ambientato.
Profile Image for Kovalsky.
351 reviews36 followers
September 26, 2021
Una lettura non semplice, per alcune pagine molto scorrevole, in altre più impegnativa. Non ammette distrazioni. Certamente Morselli aveva grande capacità visionaria, per molti versi in anticipo sui tempi, ed era anche profondamente conoscitore delle materie sfiorate. Verso la fine la narrazione si fa più complicata e contorta e spesso mi sono persa e ho dovuto riprendere dei concetti che ad una prima lettura mi sfuggivano completamente
Ecco, questo è uno di quei libri che hanno il grande potere di farmi sentire stupida.
192 reviews1 follower
March 16, 2022
"Roma senza papa", Guido Morselli, 1974.

In una Roma alle soglie del Duemila ci sono tantissime novità.
Il giovane Papa Giovanni XXIV non risiede più in Vaticano, ma si è spostato a Zagarolo.
Le guardie svizzere sono sciolte.
I preti, i cardinali ed i vescovi possono sposarsi.
Stati Uniti e Russia si dividono la Luna.
Don Walter, voce narrante di queste pagine, è in attesa dell'Udienza con il Santo Padre.
La trama è questa, non voglio aggiungere nulla in più. Quello di cui voglio parlare è sempre Lui: l'autore di questa ennesima perla.

Morselli, già.
La sua scrittura è il Santo Graal per ogni lettore.
È il nettare degli dei.
Godimento fisico e spirituale.
Siamo ai massimi livelli stilistici, ma lo conosciamo in quindici.
Imploro l'Adelphi di provvedere ad una ristampa seria delle opere di questo Maestro.
Per il bene di tutti.

"La prima tentazione è di dire che c'è stato anche un Gattopardo del Nord. Viveva in luoghi profondamente lombardi, tra Gavirate e Varese. Scrisse migliaia di pagine. Sperò a lungo che gli editori si accorgessero di lui. È morto il 31 luglio dell'anno scorso. Adesso esce un suo romanzo, Roma senza papa, pubblicato dalla Adelphi, e se ne resta attoniti, come davanti a un frutto raro e inimmaginabile."
Così, nel 1974, scrivere sul "Corriere della Sera" Giulio Nascimbeni.
Non posso essere più d'accordo.
Profile Image for David.
20 reviews
September 23, 2021
Morselli è senza dubbio geniale.
Tutto l'universo da lui creato, la rappresentazione di questa Roma di fine secolo, tutte le ciniche invenzioni e nuove convenzioni che vengono adottate sono dissacranti e senza dubbio "pregiate".
Il problema di questo libro è però molto evidente: tutto il resto non è all'altezza.
Senza cercare dei problemi fin troppo complicati, tutte le discussioni sulla teologia varie risultano, spesso, indigeste e noiose. Chiaramente, è questo il succo del libro, lo so bene che il libro praticamente tutto su questo si basa ed infatti sono convinto che la qualità sia infatti molto alta, ma semplicemente io, così come credo il lettore medio di libri di questo genere, non ho le nozioni per godere appieno di tutte queste discussioni teologiche.
Sicuramente Dissipatio H.G. si trova un gradino sopra, ma nonostante i vari problemi, Roma senza papa è un libro che si legge velocemente e del quale rimane sicuramente la geniale creazione di questa uto/distopia.
Profile Image for Stefano.
243 reviews17 followers
April 23, 2018
Scritto più di cinquant’anni fa anche se pubblicato postumo dopo il suicidio dell’autore, è senz’altro un libro interessante soprattutto per la nostalgia dello spirituale che ne emerge. Alcune derive dell’impostazione di Papa Francesco vi sono già prefigurate! Merita leggerlo ... donne à penser!
Profile Image for Perla Olmi.
45 reviews6 followers
December 18, 2023
This barely fits the criteria for a novel. Could just be a screenplay: it's mostly a bunch of dialogues between oddly paired interlocutors.
Profile Image for Hypatia 'Free Palestine, Stop Genocide'.
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January 22, 2024
Un libro molto breve, che di prassi avrei letto in una sera, invece ci ho messo quattro giorni.

Già dal primo capitolo mi sono sentita ignorante.
Ma veramente ignorante.
Mai usato così tanto il dizionario di italiano, manco quando andavo a scuola.
E non mi venite a dire che voi conoscevate il significato di 'iperdulia', perché non ci credo.
Magari altre parole che ho dovuto cercare le conoscevate, ma quella no, dai!

Oltre al problema linguistico, mi sembrava davvero di non capirci una cippa, quindi Tutto quello che scriverò sotto è passibile di correzione, perché potrei avere interpretato male le cose, visto che spesso faticavo perfino con il linguaggio, figuriamoci con i concetti!

E’ andata un po' meglio dal secondo capitolo, anche se sono rimasta sempre in compagnia di un dizionario, però la mia impressione è che il narratore saltasse un po' di qua e di là senza un vero filo logico, o magari ero io che non riuscivo a seguirlo, vai a sapere.

L'argomento teologico non mi è dispiaciuto, più che altro perché mi sembra che la posizione di Morselli nei confronti della Chiesa sia molto critica ed esprime la cosa in questa ucronia dove la Chiesa è diventata in teoria più 'moderna', ma non migliore, semplicemente con problematiche differenti rispetto a prima.

Interessante il fatto che Morselli, negli anni Sessanta, immagina che la chiesa trent'anni dopo abbia approvato il matrimonio omosessuale: sono passati altri trent'anni e ancora su quelle posizioni non si muovono.

Il libro ha qualche sprazzo divertente, come la tecnologia con automat, bus-cotteri e pneumatica, oltre alla questione lunare, che all'epoca era molto di attualità, mentre le cose in futuro si sono rivelate differenti da quello che si immaginava allora.

Mi ha fatto morire il trasferimento della sede papale da Roma a Zagarolo. Non posso farci niente, mi fa ridere tantissimo, e non sono nemmeno di quelle parti, ma immagino che per un romano sia come se per un milanese un teorica sede papale a Milano passasse a Busto Arsizio.

In generale, mi sembra che il libro non abbia una vera trama, ci sono riflessioni, in genere teologiche, che si susseguono con gli incontri che don Walter fa nell'attesa dell'incontro con il Papa, ma non una storia da seguire.

Un libro un po’ complicato per le mie conoscenze linguistiche, filosofiche, teologiche, che però qualche spunto di riflessione me lo ha dato, anche se resta il dubbio che le mie riflessioni siano partite da presupposti diversi da quelli intesi dall’autore.
Profile Image for Panormino.
40 reviews1 follower
August 5, 2021
Ringraziamo la “cricca” di Roberto Calasso anche per la pubblicazione postuma di Morselli, autore respinto in vita da tutta l’editoria italiana, questo il suo primo romanzo. Respinto credo per due motivi; stile non-italiano, assolutamente non italiano, questa per esempio è un ucronia che contiene oltre alla fantapolitica una specie di fantateologia, e un certo pensiero prudente-reazionario mai nascosto. Come poteva Calvino, responsabile editoriale, in quell’atmosfera, far passare dei libri in cui non si vedeva progresso ma decadenza dovuta a una perdita di ancoraggio a certi valori tradizionali. Nello specifico di: “Roma senza Papa”, la decadenza è quella della chiesa cattolica sul contraccolpo del Concilio Vaticano II. Abolizione del celibato, Papa che lascia Roma e si trasferisce in una villetta a schiera-kibbutz a Zagarolo a 30 Km dal Vaticano, Amintore Fanfani diventa il dittatore comunista al potere. Per la gioia dei sovranisti contemporeanei, lo scenario fantapolitico del romanzo ci mostra che l’ingresso dell’Italia nella proto Unione Europea corrisponde a una sua “meridionalizzazione” che fa crescere il risentimento, lo stesso risentimento dei romani per la de-vaticanizzazione del papato. Qui ho trovato un passo molto brillante e profetico, pieno di spunti di riflessione: il Nord Europa e la Germania dominano l’economia italiana e spazzano via quel che resta della grande impresa italiana, secondo loro infatti gli italiani si sono ostinati a produrre auto, elettrodomestici, mezzi agricoli, acciaio, in modo totalmente anti-economico, secondo loro la grande impresa è una difesa a oltranza dell’impianto autarchico del regime fascista. Il pensiero dell’italiano medio non si sarebbe mai emancipato dall’ideologia autarchica. Io questa cosa la trovo parecchio interessante.
Profile Image for Piera Rivera.
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June 9, 2024
3,25⭐
Disturbante... Visionario (?) preti sposati, ologrammi del papa in San Pietro, nomi delle vie che cambiano (da XXIV maggio a 7 novembre 1917 - rivoluzione di Russia e ascesa al potere di Lenin), fantomatici organismi ecclesiali IPPAC (istituto per la promozione della psicanalisi cattolica) elementi psichedelici (LSD GR6) e un papa che non risiede più a Roma ma a Zagarolo e che da mecenate di arte e cultura diventa un tipo campagnolo, bucolico e riceve, in piedi sotto un portico, dopo averli fatti attendere per lungo tempo, dodici sacerdoti (simbolo degli apostoli?). Un papa che ha abidicato al suo ministero (?): un enigma. Conferenze fatte interfacciando un computer (un gran guazzabuglio... il libro è della fine degli anni 60, oggi si parlerebbe di intelligenza artificiale). La Chiesa si sta protestanizzando e Roma, non è più Roma senza il papa.
Questo tipo di romanzo (ucronia), alla fine fa riflettere e qui sta il bello di tutto il libro, che confonde, destabilizza e non è di proprio semplice lettura. Da tutto il libro traspare l'immensa cultura dello scrittore. Da rileggere!
Profile Image for Stefano.
120 reviews2 followers
December 24, 2025
La Roma del XX secolo è cambiata: nuove riforme, nuove ideologie e una rivoluzione sociale sono state portate avanti in simbiosi con l'istituzione religiosa. Il cardinale Walter, attraverso note giornalistiche redatte con lo scopo di tenere traccia della sua convocazione a Roma per un incontro col Papa stesso, esplora tutti i legami e i contrasti della capitale con la chiesa. Da tali annotazioni (tanto di Walter quanto di Morselli) emerge così, oltre a numerosi conflitti di interessi, la perdita della fede, molteplici risvolti fantapolitici e l'amore per Roma, un velato ripudio per il bigottismo insito nello Stato della Chiesa, stesso bigottismo per cui probabilmente l'autore si è visto rifiutare la pubblicazione di questo romanzo.

"Roma senza Papa" è stato definito un romanzo dalla trama
"profetica" ma questa caratteristica la si può attribuire anche allo stile di scrittura che sembra anticipare gli scrittori contemporanei i quali si avvalgono, nella stesura del loro testi, di periodi semplici e puliti: lo stesso procedimento che segue l'autore elevando la prosa ad un livello superiore grazie al lessico estremamente ricercato.

Un romanzo sicuramente complesso la cui lettura richiede più di qualche passaggio e spinge a numerosi riflessioni su svariati argomenti (alcuni anche piuttosto scottanti) .
Immancabile è la profonda conoscenza di Morselli su nozioni che coprono materie come la filosofia, la religione, l'arte e le lingue (proprio come accadeva in Dissipatio H. G.").
Profile Image for Mass.
104 reviews2 followers
May 5, 2021
Straordinario romanzo del 74 in cui Morselli riesce a introdurci ad alcune questioni teologiche di una Chiesa in crisi da fine millennio, senza farcelo pesare, anzi, facendocelo piacere. A corredo due cose su tutte: strategie del comico perfette e una Roma descritta per brevi pennellate, anch' esse perfette.

"Per aggiornare le mie note mi sono chiuso in gabinetto. Su un panorama di tetti fatiscenti, lontani capitelli di vecchie colonne. E lo sciacquone che non funziona. Roma".

"Sotto l'asfalto screpolato e disciolto, per le strade, rispuntavano sconnesse le piccole selci consunte. Polvere nelle vetrine e sui davanzali, negli sporti delle facciate, polvere e stanchezza di tanti anni addensati e inutili. La città cessava di essere antica, era vecchia, per la prima volta".
Profile Image for Francesca Sparaci.
20 reviews2 followers
February 7, 2021
In una Roma ucronica la prosa di Morselli scorre lentamente con aneddoti esilaranti. Ambientato 30 anni dopo la data in cui fu composto, ossia negli anni 90 il romanzo narra la storia della società attraverso la voce di un sacerdote svizzero che nella Capitale, unico filo conduttore della trama, attende udienza dell'attuale papa, Giovanni XXIV. Il papa vive però a Zagarolo con la sua fidanzata, una teosofa di Bengalore. L'acutezza ironica di Morselli si muove nelle dottrine, vere e non, e la sua continua invenzione satirica tiene accesa la prosa che può a tratti sembrare lenta. Un libro profetico sotto molti punti di vista!
Profile Image for Jacopo Sciascia.
47 reviews
December 14, 2025
23# Corto-circuito letterario
Un papa con Malinowski sulla scrivania; conventi-industrie che producono pillole di lsd (con funzione iniziatica ed estatica); la processione - ma anche le apparizioni di Fatima - che in realtà sono proiezioni 3D “movielife”; l’uomo migrante discendente dal canguro; il sugo all’ananas, e il vino come parametro del cattolicesimo meridionale e politeista. Ma rimane un dubbio: se in Sicilia ci fosse la nebbia esisterebbe la mafia?
Profile Image for Stefano Solventi.
Author 6 books73 followers
May 31, 2025
"Una fede, per quanto paradossale, non è mai soltanto una moda"

Molto bello. Una distopia sarcastica che col tempo è diventata affresco ucronico. Ancora attuale (al netto delle - esilaranti/inquietanti - preveggenze sulle AI conversazionali). Per me anche superiore al giustamente mitizzato Dissipatio HG
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