Gli asparagi e l’immortalità dell’anima è una raccolta di divertenti racconti brevi che affrontano temi tra loro diversissimi. Dalla caricatura della vita matrimoniale (sempre sagace) si passa ai malintesi dovuti al doppio significato della parola moroso (fidanzato e debitore) fino alle disavventure di due coniugi appassionati di antichità. Interessanti anche le considerazioni filosofiche scaturite da un piatto di seppie coi piselli.
Piacevoli e veloci letture con linguaggio d'altri tempi, regala leggerezza e umorismo intelligente. E' bello sorridere così come l'avrebbero potuto fare i nostri nonni. Si sente come da questo autore dalla sintassi pulita siano emersi tratti caratteristici della cultura popolare italiana.
A dire il vero, la mia edizione di questo libro è la prima edizione rilegata del 1973, che ho comprato nel marzo 1994 in un negozio di remainder: una serie di etichette avevano fatto lievitare il prezzo da 3500 a 22000 lire... e l'etichetta del penultimo prezzo di 16000 lire era comunque marcata Rizzoli, quindi non era stato accresciuto apposta per poi scontarlo. Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione vera e propria. Campanile aveva il suo stile inconfondibile, e anche in questi racconti tardi credo che bastino poche righe per capire che il testo è suo. Dal mio punto di vista, è un autore che io devo leggere a piccole dosi, perché dopo un po' mi annoio: il formato a storielle autoconcluse da questo punto di vista è perfetto. Le storie mostrano la loro età, ma spesso sono ugualmente deliziose, come quella della vacanza sugli sci oppure del periodo antiquario passato da lui e sua moglie; a volte però la vena di tristezza che Campanile aveva già da trentenne è un po' troppo forte e non viene nascosta dalla battuta umoristica. Ma come scrivevo Campanile è così: o lo ami o lo odi.
Brevi racconti di altri tempi di uno scrittore a me completamente sconosciuto che predilige l'umorismo dove non si ride mai davvero in modo esplicito, ma la somma delle risate interiori trasmette comunque una sensazione di leggerezza. Storie che vedono protagonisti spesso lui e la moglie alle prese con situazioni di routine familiare che ho trovato adatte anche per i nostri giorni. C'è una frase nel libro che mi è piaciuta molto: "le case bisogna farle a poco a poco. E' la vita che le fa. Aspettare che capiti un'occasione, che s'imponga una necessità. Oggi si compera un pezzo, fra un anno un altro".
I miei racconti preferiti in ordine di apparizione: Pantomima - famiglia e bugie Il celebre scrittore - reputazione e treni Ferragosto - le statue a Milano prendono vita Il segreto - bomba nucleare L'apostolo - morte e monarchia Seppie e piselli - sulla scrittura.
Ironico e sofisticato. Avevo bisogno di una lettura spassosa e questo libro è venuto in mio soccorso. Peccato per un’uscita infelice sul maltrattamento animale
A Queneau e ai suoi “Esercizi di stile”, Campanile risponde con questa sua ideale raccolta di “Esercizi di comicità”. Si sente di stare leggendo un classico contemporaneo, indubbiamente, con gli aspetti migliori ed anche più negativi che questo comporta. Il tono rimane invariato in ognuno dei brevi spaccati umoristici che contraddistinguono l’intera collezione: caratteristica che può piacere o non piacere.
Gli asparagi si mangiano, mentre l’immortalità dell’anima no.
un tuffo in un'epoca di umorismo garbato e intelligente ambientato in un'epoca che oggi appare lontanissima: campanile passa dai piccoli bozzetti di vita quotidiana a momenti quasi dadaisti (il saggio che da il titolo all'opera ne è un buon esempio, ma anche il conclusivo trattatino sulle seppie coi piselli ne è un buon esempio). gran protagonista è poi la vita coniugale, vista come sopportazione continua. oggettivamente la stragrande maggioranza dei libri "umoristici" sul mercato sono pura e semplice spazzatura: c'è però una piccola percentuale che riesce ad essere godibile, intelligente e che riesce ad essere attuale anche a distanza di anni, e questo è uno di quei casi.
Una serie di racconti dove emerge la natura umana nei suoi pensieri, nelle sue piccolezze, nelle meschinità di ogni giorno, condita da un linguaggio chiaro e a volte spassoso. Una sottile ironia, venata appena da un fioco cinismo e meravigliose metafore per descrivere elementi della vita quotidiana, fanno parte del percorso.
Divertente...fa sorridere e in un paio di occasioni ti strappa una fragorosa risata senza essere mai scontato, volgare o banale. Ho ascoltato la versione audio, dura 40 minuti, e ne consigli l'ascolto quando si vuol passare qualche minuto in leggerezza.
Seppure Campanile non parli direttamente di immortalità dell'anima, questa tarda raccolta di racconti non è solo umorismo, farsa e giochi di parole. Intendiamoci, andava benissimo anche così: Agosto, moglie mia non ti conosco è un capolavoro pieno di assurdità, Celestino e la famiglia Gentilissimi ha la stessa profondità dei cartoni animati di Willy il Coiote e Beep-Beep ed è splendido proprio per quello, ecc. ecc. Qui però una vena malinconica e un pochino più riflessiva c'è. Accanto ai luoghi comuni triturati (come in Paganini non ripete, Il biglietto da visita, Il moroso, Centenari) come da classico di Campanile, troviamo qualcosa che lascia un retrogusto amaro: Il celebre scrittore sarà pure un equivoco ma c'è ben poco da ridere, Il segreto è perfino lievemente inquietante, Le seppie coi piselli (destinate a incontrarsi solo poco prima di essere mangiate) può essere visto come una metafora decisamente poco rassicurante. La raccolta è decisamente eterogenea, con prove quasi standard sull'ordinaria follia dell'esistenza (Gazzettino natalizio, ad esempio) alternate a colpi di genio veri come il racconto che dà il titolo alla raccolta e che poteva essere tranquillamente nelle finte recensioni di Stanislaw Lem.
Non so bene quanto mi è piaciuto, ma ho ascoltato la registrazione live di Emons Edizioni del recital d'autore tenutosi nel salotto letterario di Raffaella Battaglini,il 24 Febbraio 2014 a Roma. La meravigliosa performance di Piera Degli Esposti è stata esilarante; la stella extra lo guadagna per quello. Se non sbaglio mancano alcuni racconti all'appello, quindi cercherò di mettermi in pari, tuttavia lo segno come letto, non sapendo al momento lo stato di reperibilità del volume.
Breve raccolta di raccontini umoristici, alcuni molto carucci, altri abbastanza indifferenti. Non amo le narrazioni brevi, ma adoro Campanile. Un libriccino che si gusta senza impegno e che non vuole sicuramente essere eccelso. Lo consiglio soprattutto a chi piace Campanile e vuole leggere la sua opera omnia. A tutti gli altri direi che è una raccolta abbastanza perdibile.
Forse non tutti sanno che io adoro i libri comici, ironici, sarcastici, brillanti, demenziali, spiazzanti. Conosco Achille Campanile da quando sono adolescente. Ho firmato il mio senso dell'umorismo sulle sue Tragedie in due battute. Ho recuperato questo libro delizioso, garbato, elegante e un po' demodé, pieno di racconti arguti che raccontano una società italiana in fondo mai cambiata. Lo consiglio a tutti e auspico una ristampa, anche se dubito che succederà.
Un umorismo "essenziale", contenuto, sobrio, giocato sul nonsenso, sull'arguzia sottile, su una logica inconfutabile e assurda. Alcuni racconti sono davvero eccezionali!