"Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita un'altra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di Svevo e Joyce, c'è sempre stata un'altra città, morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. C'è un edonismo antico, morale, nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po' easy-golng, alla californiana. Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dell'Europa del Nord." A spasso per vicoli e piazzette, lungo gradinate a picco sui mare, bighellonando nella bora che spezza il fiato e pulisce l'aria: quindici itinerari narrativi svelano e ricompongono il puzzle affettivo e affettuoso di una Trieste ricolma di storia, curiosità, contraddizioni.
Mauro Covacich è uno scrittore italiano contemporaneo nato a Trieste nel 1965. Il suo esordio avviene nel 1993 con “Storie di pazzi e di normali” (Theoria 1993, Laterza 2007). Romanzo incentrato su uno dei profili più misteriosi dell’essere umano poichè racconta storie di persone apparentemente normali che improvvisamente diventano efferati omicidi. Tematica molto attuale e che riempie le pagine della cronaca nera dei nostri quotidiani. La sua attività Attento alle varie sfaccettature dell’individuo nel contesto sociale contemporaneo, il suo stile caratterizza tutta la sua produzione narrativa. Nello specifico, le successive pubblicazioni sono “Colpo di lama” (edito da Neri Pozza 1995), “Mal d’autobus” (edito da Tropea 1997), “Anomalie” (edito da Mondadori 1998/2001), “La poetica dell’Unabomber” (casa editrice Theoria 1999), “L’Amore contro” e “A perdifiato” editi da Mondadori, “Trieste sottosopra, quindici passeggiate nella città del vento” (edizioni Laterza 2006). E poi ncora “Prima di sparire” e “A nome tuo” e „Fiona“ editi da Einaudi Edizioni. I suoi racconti si trovano in varie antologie della moderna narrativa italiana. Questo ha attirato l’attenzione del comitato scientifico della fondazione americana all’Università di Vienna che nel 1999 gli ha conferito il premio internazionale Abraham Woursell Prize. Premio che gli ha dato la possibilità di dedicarsi completamente ai soui scritti abbandonando definitivamente il ruolo di insegnante di filosofia che sino ad allora svolgeva nei licei. Ha scritto vari reportage per famose riviste tra le quali “Panorama” e ” Diario della settimana”. Ha realizzato il radiodramma “Safari” ed alcuni radio documentari per la RAI. E ‘ un collaboratore costante del Corriere della Sera del quale è stato corrispondente della prima edizione del “Grande Fratello” la cui esperienza caratterizza l’elaborazione del romanzo “Fiona” , continuazione del romanzo “A perdifiato”. Il carattere E’ uno scrittore particolare, innovativo che ha tutte le potenzialità per attrarre l’attenzione dei giovani che intravedono nelle sue opere il riflesso della società in cui vivono con una ricercatezza viva, geniale e velatamente personalizzata. Egli stesso dichiara in alcune interviste di scrivere per capire qualcosa di sè che ancora non sa. Questo carattere abolisce le distanze con l’autore che spesso i giovani avvertono nella lettura di molti testi. Sperimenta progetti innnovativi che vanno oltre la scrittura come il romanzo visivo “L’Umiliazione delle stelle” dove il protagonista è Mauro Covavich nella veste di Dario Rensich il cui filo conduttore è la corsa.
During last year's annual student field trip to Trieste with one of the several U.S. universities for whom I teach, I picked up this little book to have more information for this year's trip. Well, since that's coming up next weekend--wow! Only a week from today I'll be there!--I just read it through. Lo and behold--exactly what I was looking for! A local author, a splendid writer, takes the reader on an informed, literary, and personal tour of the city. It's delightful.Perfectly balanced between topography, history, literary references, and personal revelation. Exquisitely written. I can't wait to get back to Trieste next week and see it through Covacich's eyes.
Ricordo la prima e anche unica volta che Covacich entrò in libreria. Poteva essere il 2004 o il 2005. "Avete i miei libri?", chiese. "Sì, qualcosa dovremmo avere", qualcuno rispose. Ora la libreria non esiste più, si chiamava La Bancarella e si trovava nel rione popolare di S.Giacomo, dove Covacich aveva da poco preso casa. Questo disse e questo accadde. Più o meno.
We received this book from a friend years ago, in an attempt to make us take them to Trieste. Even though we still haven't gone together, I finally found a reason to pick this book up and it was the perfect companion for a day in Trieste!
Una passeggiata per Trieste in 15 tappe ispirate dall'esperienza e dal vissuto di Mauro Covacich. Parte dalla descrizione di posti noti e più turistici ma ci porta anche in luoghi più veracemente triestini per descrivere e presentare il carattere di Trieste e dei sui abitanti.
La scrittura è scorrevole e le informazioni sono interessanti, sicuramente aiutano a vedere Trieste con occhi diversi. Non posso dirmi completamente daccordo con alcune informazioni e considerazioni fatte ma ho sicuramente scoperto e approfondito tanto su Trieste e soprattutto sui suoi dintorni. Dai caffè storici al caffè e le sue declinazioni anche se insomma, non è che proprio il caffè sia solo prerogativa di Trieste eh. Poi le passeggiate per il centro e le pagine dedicate ai grandi della letteratura passati per Trieste con una velata critica allo sfruttamento turistico di queste figure.
Mi è piaciuto che abbia dato spazio ad entrambe le aberrazioni che purtroppo la guerra ha portato in quelle zone che hanno vissuto da vicinissimo le brutture e le conseguenze degli ideologismi e delle guerre scaturite da essi. La Risiera di San Saba e Basovizza, mi ha fatto venir voglia di vederli da vicino perchè ha descritto benissimo ciò che resta e quello che è stato.
Ho apprezzato il capitolo dedicato a Basaglia e all'ex manicomio di San Giovanni, un grande pezzo di storia italiana e di capacità di cambiare in positivo.
La storia più commovente è quella dei due innamorati in Piazza Oberdan, una storia triste e bella da conoscere e spero di ricordarmene quando passerò da quella piazza.
Poi la parte dedicata al mare, anche se o triestini lo vivono in modo un pò particolare, almeno a detta di Covacich. E la parte più intima nel parco della Revoltella. La chiusura l'ho trovata un pò debole, il giro per il cimitero non mi è piaciuto molto. Capisco che ci siano famiglie con cognomi misti e che in questo modo è facile vedere come diverse culture sono arrivate a convergere in questa città però, anche in altre parti d'Italia (con le diverse invasioni ci sono state mescolanze e cambi di governo anche molto frequenti, quindi Trieste non è un unicum in questo.
Il libro l'ho apprezzato nel complesso, ma questo voler sottolineare una qualche superiorità o singolarità per forza di cose l'ho trovata un pò troppo stucchevole e forzata e forse non mi ha fatto apprezzare a pieno il complesso di quello che è stato raccontato.
Tenete presente che Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dell'Europa del Nord
Ho iniziato a leggere questo libro su suggerimento. L'autore racconta Trieste con gli occhi di chi la ama e ci ha vissuto. Ogni capitolo è una zona, uno scorcio o una peculiarità di Trieste. E' bellissimo leggere e sentire "l'anima" di chi scrive, i capitoli dedicati alla risaia e a Basovizza sono stati impegnativi ma meravigliosi. Io a Trieste ci sono stata per pochissime ore, sapevo nulla o quasi della sua storia, mi aveva colpito quel paesaggio mediterraneo e nord europeo, eppure dopo questa lettura ho ancora più voglia di tornarci e visitare questa complessa città. Unica nota dolente, l'ultimo capitolo era tirato via, nomi su nomi che descrivevano le mille anime di Trieste ma poca profondità.
diretto a Trieste ho preso un po' di materiale sparso. il primo che continuo a leggere con avidità è Trieste and the meaning of nowhere di Jan Morris. Avvincentr, documentato, definitivo penso. Poi ecco Covacich che mi dice di ricordarmi che esiste anche un'altra Trieste degli enti di ricerca scientifica, dei ricreatori, dei bagni, dell'aperitivo e dei mille buffet. Grazie.
it’s a really good book, a short but meaningful and insightful read. Somehow Covavich really captures the spirit of Trieste and puts it in words. If you know italian and want to know how Trieste really is, not only visiting it as a tourist or looking at pictures, this is the book to do it with
120 pagine, 15 piccole storie che descrivono una Trieste un po' nuova, l'autore potrebbe essere mio figlio e ha ricordi diversi dai miei, ma fa anche rivivere la mia gioventù.
Città di scrittori Se avete in programma un viaggio a Trieste, o ci siete stati, o volete semplicemente conoscere un po' la città, questo libro fa al caso vostro. Non aspettatevi una guida con foto a effetto, mappe e itinerari dettagliati. Eppure vi sentirete accompagnati per le vie cittadine, per vicoli, moli, sentieri, "rive", piazze, giardini,... alla ricerca degli angoli più ricchi e significativi, a volte nascosti, anche quasi sconosciuti, che solo un triestino può conoscere. Mauro Covacich vi trasmetterà con amore i suoi ricordi; leggerà con voi i risvolti intimi e segreti della sua città, mettendola "sottosopra", cogliendone, con occhio attento, gli aspetti duplici, fuori dagli stereotipi comuni; e vi rimarrà un gusto particolare, come dopo un "nero" al caffè San Marco, indescrivibile, perché trascende il sapore del caffè, nutrendosi di quell'atmosfera unica che solo lì si respira; che solo a Trieste si respira. Non una semplice guida, dunque, ma un viaggio esso stesso; un libriccino che si legge d'un fiato come una raccolta di racconti, una raccolta di passeggiate dentro la città, insieme a un Triestino.
...sarà meglio osservare quanto è più varia, più ambigua, e forse anche più interessante la vita di Trieste rispetto allo stereotipo pur lusinghiero nel quale è ingabbiata.
Conosco Trieste, anche se non sono triestina. In questo racconto ho ritrovato la Trieste che conosco, ne ho scoperto alcuni aspetti per me nuovi, non ho condiviso alcune descrizioni e giudizi. Il racconto è fatto con molto affetto, ma la prosa non mi ha entusiasmato; questione di gusti.