L'Irlanda magica dei Celti e dei Druidi è il contesto che fa da sfondo alle avventure di Bran Mak Morn, Cormac Mc Art e Turlogh O'Brien, meglio conosciuto come Turlogh il Nero. Battaglie cruente, incantesimi, stregoni e magie attorniano questi personaggi che, come già Conan, vivono tutta una serie di avventure dove le loro spade, seminando una morte inesorabile, creano intorno ai loro possessori un'aura di leggendaria immortalità. Tra templi in cui dimorano esseri la cui antichità risale alla notte dei tempi, tra guerrieri che, morti da centinaia d'anni, rivivono, guidando alla vittoria i loro uomini, e tra dèi innominabili il cui aiuto vuol dire la perdita della propria anima, i Signori della Spada vivono la loro epopea di sangue e gloria.
Robert Ervin Howard was an American pulp writer of fantasy, horror, historical adventure, boxing, western, and detective fiction. Howard wrote "over three-hundred stories and seven-hundred poems of raw power and unbridled emotion" and is especially noted for his memorable depictions of "a sombre universe of swashbuckling adventure and darkling horror."
He is well known for having created—in the pages of the legendary Depression-era pulp magazine Weird Tales—the character Conan the Cimmerian, a.k.a. Conan the Barbarian, a literary icon whose pop-culture imprint can only be compared to such icons as Tarzan of the Apes, Count Dracula, Sherlock Holmes, and James Bond.
—Wikipedia
Librarian Note: There is more than one author in the Goodreads database with this name.
La vita era una porta che si apriva su due mondi sconosciuti… e quante razze d’uomini, con le loro speranze e le loro paure, i loro amori e i loro odi, avevano varcato quella porta, nel pellegrinaggio dalla tenebra alla tenebra?
R. E. Howard
Teste spaccate, corpi dilaniati, spezzatini di carni di varia provenienza, capri bellicosi, mitici re che attraversano le ere come fossero in un sogno, antichi regni scomparsi, di cui si è persa memoria, che si “intersecano” con imperi nascenti, valchirie che scelgono i morti da condurre al Valhalla, barbari e selvaggi, come branchi di lupi, contro le aquile imperiali, che marciano su di loro, nebbie sanguigne aleggianti su devastati campi di battaglia e chi più ne ha più ne metta! Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutti i disgusti, poiché ammetto che ci sono passi narrativi veramente truci, ma talmente esagerati nell'esserlo da risultare persino (vi prego passatemi l’espressione) "spassosi".
Vi cito un passo a esempio:
"Lo skalli divenne un caos dove gli uomini sdrucciolavano nelle pozze di sangue, e scivolando morivano. Le teste schizzavano ghignanti dalle spalle accasciate. Le lance falcate strappavano cuori ancora pulsanti dai petti insanguinati. I pugnali saettavano dal basso in alto, squarciando ventri e spandendo intestini sul pavimento." (Da Turlogh il Nero)
Insomma un crescendo di grotteschi, truculenti macellamenti! XD
Questo è il primo lavoro di Howard che leggo e non sapevo affatto cosa aspettarmi: trattasi di una serie di racconti “Sword and Sorcery”, in cui scopriamo una parte del mondo di Robert Ervin. Sono contenta della lettura, ho apprezzato le storie e alcuni portentosi personaggi; sono tutti delineati più o meno brevemente e in modo, a mio avviso, efficace. La lingua, poi, l’ho trovata bella, tanto da farmi valutare una lettura dell'opera originale. Procederò senza dubbio nel percorso intrapreso alla scoperta di questo autore!
Una buona raccolta di racconti, la prima che leggo di Howard. Mi dispiace comprendere come le trame fossero tutte buone (i vermi della terra, il crepuscolo del dio grigio e Turlogh il Nero soprattutto) ma lo stile era davvero troppo eroico e pesante. 97 pagine che mi sono sembrate un macigno ma dove sicuramente ci sono varie idee non da poco.