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Il romanzo di Merlino

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Il concepimento demoniaco di Merlino; le magie e i primi prodigi; la nascita illegittima di Artù; la spada nella roccia; il re e il mago; Excalibur; l’uomo selvaggio; Galvano; Mordred, frutto incestuoso; Morgana; la fondazione della Tavola Rotonda; Ginevra; il matrimonio di Artù; la nascita di Lancillotto del Lago... Come giungono a noi le storie incantevoli e avventurose del ciclo di Artù e della Tavola Rotonda? Ben più trascurate della grande epica antica, o dei Paladini di Francia, le storie celtiche del ciclo di Bretagna le conosciamo rapsodicamente per sprazzi, schegge, figure, aneddoti provenienti dalle fonti più diverse. Nei primi decenni del Novecento Jacques Boulenger, esperto di Medioevo e scrittore, compì un’opera impegnativa e meritoria: adattò in lingua moderna la Leggenda di Re Artù, riscrivendo in francese ciascuna delle sue cinque parti (Merlino, Storia del Sacro Graal, Lancillotto, Ricerca del Sacro Graal, Morte di Artù), senza trascurare nessuna delle fonti che hanno strappato dal magma della tradizione orale la materia di Bretagna a partire dal 1215. Rendere agilmente leggibile, quindi conservare per il lettore moderno il ciclo arturiano è un serio contributo letterario; ma in effetti, questo adattamento fedele e rigoroso, andrebbe forse considerato come parte di quel rinnovamento continuo che i secoli hanno apportato a una delle grandi sorgenti dell’immaginazione romanzesca occidentale.

248 pages, Paperback

First published June 19, 2015

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About the author

Jack Amand Romain Boulenger, French writer and journalist.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
1 review
November 23, 2021
Racconta molto bene le vicende dei cavalieri della Tavola Rotonda, di Merlino e Artù. Molto interessante e ricco di contenuti spiegati con un linguaggio adeguato all'epoca di cui si parla.
Profile Image for Patrizia.
1,975 reviews42 followers
September 10, 2022
Mi sono fatta comprare questo e gli altri due libri della serie quando ero una ragazzina. Gli ho adorati! Sono uno dei rari casi in cui ho letto più volte lo stesso libro.
Profile Image for MarcMiccia.
280 reviews3 followers
May 22, 2022
Cuore leale non mente
"Si, qualche volta: Nostro Signore Iddio ha fatto gli uni più valenti degli altri, più prodi e più cortese."
"Signora sarebbe ben timido colui che non osasse ricevere la cavalleria. Chè tutti, se non possono avere le virtuù del corpo, possono almeno possedere quelle del cuore. Le prime, come la statura, la forza, la beltà, l'uomo le riceve nascendo. Ma la cortesia, la gentilezza, l'indulgenza, la lealtà, la prodezza, la generosità, l'arditezza, solo la pigrizia può impedirle di possederle, chè esse dipendono dalla volontà. E spesso v'ho sentito ch'è il cuore a far il valent'uomo."
Profile Image for Massimo Penazzi.
304 reviews2 followers
February 7, 2023
Nonostante la prosa, a dir poco, datata, questi "romanzi" si distinguono per la scorrevolezza e l'iperbolica fantasiosità delle vicende narrate. Esaltanti.
Profile Image for Eleclyah.
340 reviews41 followers
October 28, 2012

Sull'argomento non ho nulla da dire: quando si tratta di Artù, Merlino, i Cavalieri della Tavola Rotonda e tutto il resto ho una vera adorazione.
Sono racconti e storie d'altri tempi che, nonostante i secoli che ci separano dalla cavalleria cortese e dalle gesta (vere o presunte) di quegli uomini, non invecchiano mai.
In questo romanzo, poi, Jacques Boulenger ha cercato di attingere il più possibile alle versioni "originali" del mito, basandosi sugli scritti più vicini al periodo di Artù, e si vede.

Due note, però, mi sento di farle.
La prima è una grossa, grossissima perplessità riguardo delle notizie storiche. Pagina 109:

Ora, al tempo in cui Gesù Cristo fu crocifisso, l'impero di Roma era retto da Tiberio Cesare, che lo resse ancora per i dieci anni seguenti. Dopo di lui venne Gaio, suo figlio, che visse sette anni. Poi Claudio, che regnò quattordici anni; poi Tito. Nel terzo anno del regno di Tito, suo figlio Vespasiano si ammalò [...].

No, no e poi no. Va bene che è un romanzo, ma nemmeno nei romanzi posso sentirmi dire che Vespasiano è figlio di Tito l'imperatore, tanto per citarne una. Ecco.

Poi un altro passaggio che mi ha lasciata perplessa l'ho trovato a pagina 139:

[...] Alano gli somministrò il santo battesimo dandogli il nome di Alfasem; poi fece portare il Graal, e, appena l'ebbe veduto, il re si sentì perfettamente sano.
E inoltre divenne un uomo così probo che fece uccidere tutti coloro che non vollero diventare cristiani come lui, così che tutto il paese fu convertito in meno d'un mese.


Conoscendo la storia (i tempi delle Crociate e non solo), non dovrei stupirmi più di tanto. Ma sentir lodare come probità l'aver ucciso delle persone a causa della loro fede mi fa accapponare la pelle.
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