La prima indagine di Fredrik Gransjö in un thriller ad alta tensione In testa alle classifiche svedesi
Gennaio 1965 Nella tranquilla cittadina di Strängnäs un uomo e una donna vengono ferocemente uccisi durante una violenta bufera di neve. Lui era appena scappato da un ospedale psichiatrico, lei era la ragazza più bella e corteggiata della città.
Novembre 2005 Fredrik Gransjö, un giovane e ambizioso giornalista, arriva a Strängnäs per fare un’inchiesta sul vecchio manicomio. I suoi articoli riaprono il caso del duplice omicidio di quarant’anni prima, che – come il giovane scopre a sue spese quando rimane coinvolto in una spirale di ritorsioni e nuovi misteriosi delitti – nasconde molte scomode verità. Ma Fredrik non è l’unico interessato a far luce su questa oscura vicenda… e le ceneri mai spente di un odio antico tornano a incendiare l’incubo bianco.
Lars Rambe è un avvocato svedese. Incubo bianco, pubblicato con successo in diversi Paesi, è il suo primo romanzo. Il suo secondo libro, Skuggans spel, appena uscito in Svezia, ha lo stesso protagonista.
Lars Rambe is an author with a talent for exciting and meticulously built intrigues. His first novel, Pier's End, has been translated into Italian and German. It made it to the number one position in Italy. As a lawyer by profession, Lars Rambe is able to bring his legal experience into the creation of his crime stories. He also brings his characters to life with his significant skill at describing their private and professional lives. With underlying themes such as alienation and the intricate works of the criminal mind, his crime stories offer an enjoyable and multi-facetted reading experience.
Lars Rambe heeft me buitengewoon verrast met zijn debuutthriller ‘Sporen op het ijs’. Fraaie schrijfstijl, subtiele spanning, goede karakter- en sfeertekening, afgeronde verhaallijnen, wat wil je als lezer nog meer? Rambe legt een schrijversvakmanschap aan de dag waar ik ‘u’ tegen zeg: kundig en nergens gekunsteld, afwijkend van meer gangbare thrillerpatronen met prominente hoofdpersonages en overtrokken actie. Hij doet dat op geheel wijze, in een verteltrant die aan voorlezen doet denken. Even wennen, maar dan is het ook raak: ik zat als het ware gevangen in het verhaal, ‘luisterde’ in volle concentratie, wou er niets van missen.
Journalist Fredrik Gransjö schrijft in 2005 een artikel over een schandaal in 1965, waarbij twee jonge mensen om het leven zijn gekomen. De zaak is onopgelost gebleven, al denkt menig inwoner van de kleine gemeenschap Strängnas precies te weten wat er destijds gebeurd is. Na Frederiks publicatie wordt weer een dode gevonden, waarop de vraag rijst of de gebeurtenissen in 1965 en 2005 wellicht verband met elkaar houden. De verhaallijnen 1965 en 2005 wisselen elkaar voortdurend af en vloeien uiteindelijk naadloos in elkaar over. Het is geenszins storend dat je dat tijdens het lezen aan ziet komen, want Rambe zorgt ervoor dat je niet preciés weet hoe het zit. Hij houdt de lezer scherp, onder andere door hem te dwingen na te denken over het persperctief van waaruit verteld wordt.
Geen boek om doorheen te razen en zo snel mogelijk de plot te bereiken, maar een - wat ik noem - hoelangzamerhoelekkerder-boek. Koppie erbij en genieten!
Questo libro mi aveva incuriosito molto quando ne avevo letto la recensione di Allanon sul blog dei Corpi Freddi e il fatto che secondo lui richiedesse parecchia attenzione nella lettura mi sembrava una sfida da raccogliere. Così aprofittando della pausa 'malattia', mi son presa un paio di giorni per leggerlo con calma. Un paio sono le cose interessanti del libro: gli spostamenti temporali fra passato e presente; e le introspezioni dei personaggi. Gli spostamenti temporali: sono faticosi per il lettore forse solo all'inizio, perchè bisogna inquadrare l'azione nei due periodi e capire chi dei personaggi ricorre in entrambi. Poi però l'azione si svolge soprattutto nel presente e quindi è più facile seguirne lo svolgimento. Le introspezioni: spesso la narrazione è un racconto di cosa sta pensando un dato personaggio, senza precisare chi è la persona in questione. E questa può essere una difficoltà, ma è chiaro che è una difficoltà necessaria per sostenere la suspense sul chi ha fatto cosa. L'autore comunque non manca di disseminare indizi sottili che non sfuggiranno al lettore attento, per identificare i vari personaggi misteriosi. Questo tipo di narrazione è però utile per l'approfondimento psicologico di tutti i personaggi, anche quelli secondari. La lettura è risultata gradevole, con la giusta dose di suspense, anche se nella 2^ metà del libro ormai si capisce chi sono i colpevoli implicati. Al lettore non resta che seguire il dipanarsi della storia per capire come si sono svolti esattamente i fatti. E per ritrovare nell'Epilogo un personaggio di cui nel frattempo si erano perse le tracce e capire il suo ruolo, non del tutto marginale, in un giallo che alla fine si rivela anche un dramma umano.
Il sole e l’afa non vi danno respiro? Provate a leggere un libro pieno di neve e ghiaccio (e gelidi cadaveri): forse ne trarrete sollievo! L’esordio del quarantunenne avvocato svedese si rifà alla new wave del giallo nordico contemporaneo, rinvigorita ogni giorno da un esercito di entusiasti lettori. Il romanzo è ambientato nella città reale di Strangnas, pertanto la maggior parte dei luoghi sono reali. L'autore è stato molto abile nel passare dalle vicende ambientate nel presente a quelle del passato e viceversa. Non si limita a raccontare brevemente del duplice omicidio avvenuto tanti anni prima ma a raccontare l'intera indagine e le varie situazioni che si vennero a creare. La storia è semplice ma coinvolgente: una specie di puntata del telefilm Cold Case in chiave nordica, con i suoi colpi di scena e i suoi personaggi delineati a puntino. Quello che molte volte non quadra sono purtroppo i dialoghi troppo elementari o francamente surreali: più che dalle scene di un poliziesco sembrano infatti presi da un manuale di grammatica svedese. Colpa dell’autore o del traduttore? Non ci è dato a saperlo. La trama, a dire il vero, è piuttosto complessa, anche dato il gran numero di personaggi tutti con una funzione specifica nell’economia del racconto, ma è resa comprensibile da una scrittura agile e scorrevole che già dalle prime pagine cattura e fa appassionare alla storia. Particolare sensibilità è usata per trattare la malattia mentale e l’assistenza psichiatrica evitando pregiudizi e grossolane banalizzazioni. L’autore è stato molto credibile nel raccontare l'organizzazione del corpo di polizia, della redazione del giornale e del manicomio. Anche la descrizione dei personaggi è realistica e accattivante. In realtà è solo il lettore ad avere la completa visione di ciò che sta accadendo perché molti personaggi non sono a conoscenza di ciò che hanno scoperto gli altri. L'unica pecca di questo romanzo è la quantità industriale di personaggi (per fortuna l'autore ne ha fatto una lista all'inizio del romanzo) e il fatto che il lettore si ritrova a cambiare continuamente punto di vista (sia nelle vicende del presente che quelle del passato). Praticamente il lettore viene a conoscenza dei pensieri di quasi tutti i personaggi. È un romanzo con una suspance che cresce man mano che procede la storia e riesce a tenerti col fiato sospeso fino all'ultima pagina, una trama non banale, ben scritto e con descrizioni dei luoghi così realistiche che sembra di averle davanti agli occhi. Un thriller emozionante ed è davvero difficile metterlo via.
Era la prima volta che leggevo un thriller svedese per cui ero decisamente curiosa. Il mio giudizio complessivo sul romanzo è positivo. Il romanzo è ambientato nella città reale di Strangnas, pertanto la maggior parte dei luoghi (come afferma lo stesso autore all’inizio del romanzo) sono reali. L’autore è stato molto abile nel passare dalle vicende ambientate nel presente a quelle del passato e viceversa. Non si limita a raccontare brevemente del duplice omicidio avvenuto tanti anni prima ma a raccontare l’intera indagine e le varie situazioni che si vennero a creare. Per un attimo mi è venuto in mente il telefilm Cold Case. È stato molto credibile nel raccontare l’organizzazione del corpo di polizia, della redazione del giornale e del manicomio. Anche la descrizione dei personaggi è realistica e accattivante. In realtà é solo il lettore ad avere la completa visione di ciò che sta accadendo perché molti personaggi non sono a conoscenza di ciò che hanno scoperto gli altri. L’unica pecca di questo romanzo è la quantità industriale di personaggi (per fortuna l’autore ne ha fatto una lista all’inizio del romanzo) e il fatto che il lettore si ritrova a cambiare continuamente punto di vista (sia nelle vicende del presente che quelle del passato). Praticamente il lettore viene a conoscenza dei pensieri di quasi tutti i personaggi (all’inizio è un po' strano perché ad ogni fine paragrafo mi chiedevo chi sarebbe stato il prossimo punto di vista). È un romanzo con una suspense che cresce man mano che procede la storia e riesce a tenerti col fiato sospeso fino all’ultima pagina, una trama non banale, ben scritto e con descrizioni dei luoghi così realistiche che sembra di averle davanti agli occhi. Un thriller emozionante ed è davvero difficile metterlo via.
Fredick Gransjo è un giornalista che decide di scrivere un articolo su un ex manicomio . Mentre fa ricerche per il pezzo si imbatte in un caso di quarant'anni prima avvenuto proprio vicino all'ospedale psichiatrico. Due corpi erano stati rinvenuti nel ghiaccio, una rafazza e un paziente del manicomio che era fuggito.
Bello, molto bello. Classico giallo svedese, che ti fa percepire ben bene le atmosfere nordiche. Limitato ad ambiti cittadini, ma non selvaggi, riesce comunque a essere estremamente interessante, ed un ottimo "page turner". Da leggere.
För sisådär en 6,5 år sedan läste jag min första bok av den här författaren. Jag var inte speciellt glad i den och jag visste inte vad jag skulle göra med Spåren på bryggan, som redan stod i hyllan. Det var ett bra tag sedan den avancerade fram till min prioriterade hylla. Jag ville ju liksom veta om det bara var ett olycksfall i arbetet att jag inte gillade förra boken, eller om det var rent generellt. Den har inte lockat speciellt mycket, om man säger så. Till slut kraftsamlade jag och tog tag i den här gamla surdegen.
Till min stora förvåning så gillar jag det här. Historien är riktigt bra och jag gillar nästan allt med den. Det är något i språket som verkligen tilltalar mig och det flyter på bra, samtidigt som det är något där som stör mig. Det blir lite för ordrikt och omständligt berättat för mig, men det är inte alltför påfrestande. Som extra plus så finns det ett persongalleri och en karta i början av boken. Det gör mig lycklig.
Läsningen av Spåren på bryggan har gjort mig lite vankelmodig. Jag hade ju i stort sett bestämt mig för att den här författaren inte alls var för mig, men faktum är att jag nu funderar på att åtminstone läsa andra delen i serien. Det är ju trots allt så att om boken inte hade varit så ordrik så kunde den nog ha fått en fyra i betyg.
OBS! Detta är en kraftigt förkortad text. Hela finns på min blogg
A fairly decent thriller with flashbacks into the past of a horrible double murder that somehow comes back alive in a modern day (40 years later). For the first two-third it is a enjoyable thriller and for the last part the writer seems to lose the plot. The tale runs out of steam and has a very dissapointing ending with absolute no excitment left. Well except for a cheap thrill at the end. While I really enjoyed the large part of this novel it is the ending that leaves me doubting the quality of the book.