With his unique knack for making cutting-edge theoretical science effortlessly accessible, world-renowned physicist Paul Davies now tackles an issue that has boggled minds for Is time travel possible? The answer, insists Davies, is definitely yes—once you iron out a few kinks in the space-time continuum. With tongue placed firmly in cheek, Davies explains the theoretical physics that make visiting the future and revisiting the past possible, then proceeds to lay out a four-stage process for assembling a time machine and making it work. Wildly inventive and theoretically sound, How to Build a Time Machine is creative science at its best—illuminating, entertaining, and thought provoking.
Paul Charles William Davies AM is a British-born physicist, writer and broadcaster, currently a professor at Arizona State University as well as the Director of BEYOND: Center for Fundamental Concepts in Science. He has held previous academic appointments at the University of Cambridge, University of London, University of Newcastle upon Tyne, University of Adelaide and Macquarie University. His research interests are in the fields of cosmology, quantum field theory, and astrobiology. He has proposed that a one-way trip to Mars could be a viable option.
In 2005, he took up the chair of the SETI: Post-Detection Science and Technology Taskgroup of the International Academy of Astronautics.
Il titolo del saggio (perché non è né SF né un "manuale") deve essere preso letteralmente: avendo a disposizione energie e risorse oggi non disponibili e basandosi solo sulle conoscenze della fisica teorica disponibili al momento della stesura, sarebbe possibile, e se si come, costruire una macchina del tempo? Il merito di Paul Davies, astrofisico rinomato e divulgatore per passione, è stato quello di creare un libro solido, conciso, aperto a diverse possibilità, anche quelle più estreme (come la stabilizzazione di un wormhole) ma sempre nel rispetto del scientificamente plausibile (anche se oggi non possibile). Il libro non è recente (2001) quindi alcune di queste nozioni (poche invero) sono state superate dal progredire delle conoscenze (il bosone di Higgs, la prova dell'esistenza delle onde gravitazionali e con esse la realtà dei buchi neri, …) ma non ho mai avuto la percezione di una lettura datata. Altra nota di merito le dimensioni contenute e l'agilità tutta anglosassone di scrivere in modo semplice (relativamente parlando, in fondo è un libro di fisica estrema) ma non banale. L'autore ti porta per mano prima nei concetti base della relatività e fisica quantistica per spiegare la rivoluzione di Einstein con la negazione del tempo e la sua sostituzione con lo spazio-tempo, e poi ti spiega come, in teoria, potrebbe essere possibile viaggiare nel tempo.
Le 5 stelle sono date anche in contrapposizione ad un altro libro letto recentemente (quello di Rovelli sul tempo) in cui, al netto essere entrambi fisici di altissimo livello, erano più le pagine farcite di disquisizioni filosofiche e citazioni (dai filosofi greci ai Veda), che annacquavano e logorroicizzavano la parte di scienza. Purtroppo è un problema comune a molti scienziati italiani formatisi prima degli anni '80 e che vengono da background ginnasiale (e di inconsci influssi crociani); un mix che sembra troncare sul nascere ogni possibilità di divulgazione concisa, senza divagazioni e agile. Di sicuro rimarranno delusi coloro che si aspettavano un vero manuale sul costruire prototipi tipo la macchina del tempo di HG Wells, la cabina telefonica del Doctor Who o la DeLorean di Ritorno al Futuro. A meno di scoprire come creare un wornhole (il traduttore qui ha usato "cunicolo di tarlo" ma sono restio a tradurre concetti) da laboratorio o di avventurarsi in zone "inospitali" come i buchi neri (Interstellar) o incappare in una corda cosmica (nozione che ho scoperto dal libro) tali avventure rimarranno solo nelle formule dei fisici teorici (possibili ma non fattibili). Sempre che il concetto di "protezione della cronologia" non finisca per essere un principio come il secondo principio della termodinamica per cui il viaggiare nel tempo sia un tabù cosmico insieme a concetti come il moto perpetuo e le singolarità nude. Comunque sia, questo è un libro che rileggerò per sedimentare alcuni concetti e per vedere come questi si sono evoluti negli ultimi 20 anni.
Si. Può. Fare. E' sufficiente viaggiare alla velocità della luce, trovarsi in prossimità di un pianeta dalla gravità molto alta o di un buco nero, oppure essere in grado di costruire ed attraversare un wormhole. Insomma... viaggiare nel tempo è possibile, ma al momento altamente improbabile. Di questo saggio ho apprezzato la semplicità, requisito fondamentale per chi non sa NULLA di fisica o scienza nella sua totalità.
Non sono un ottimo lettore di divulgazione scientifica, sopratutto quando questa è visionaria, improbabile e lontata dalla mia vita come questa relativa ai viaggi nel tempo. A mia parziale discolpa, il libro è arrivato in regalo da IBS, non l'avrei altrimenti mai acquistato. D. ci prova ad essere simpatico, e a volte lo è. Tende a facilitare l'argomento, e a volte ci riesce. Rimane il fatto che stiamo parlando di ipotesi che costituiscono un divertissement per i fisici, e questi si divertono con cose difficilissime, astruse, improbabili e di relativa utilita'. Un po' come tutti noi, ma io ho una formazione umanistica :-)