What do you think?


Libraries
Libraries are a book producer's dream. Since nobody photographs libraries as beautifully as Hofer, it seemed only natural to dedicate one of her publications to the splendid and intimate cathedrals of knowledge across Europe and the US: the Escorial in Spain, the Whitney Museum in New york, Villa Medici in Rome, the Hamburg University library, the Bibliotheque nationale de France in Paris, the Museo Archeologico in Madrid, and Pierpont Morgan Library in New York, to name just a few. Almost completely devoid of people, as is Candida Hofer's trademark, these pictures radiate a comforting serenity that is exceptional in contemporary photography. Now available in an unchanged reprint.
272 pages, Hardcover
First published January 1, 2005
About the author
Candida Höfer
35 books12 followersCandida Höfer (German, b.1944) is a photographer known for her large-format images of architectural interiors, which address the psychological environment of social and cultural institutions by acknowledging how public spaces are designed to accommodate and inform the public. After completing studies at the Cologne Werkschule, she enrolled in the Düsseldorf School of Art, where she was taught by Bernd and Hilla Becher, heavily influenced by the formal qualities of the austere documentary photography they endorsed.
Along with fellow German artists Thomas Struth, Andreas Gursky, and Thomas Ruff, Höfer's work became internationally recognized in the 1980s, and her subject matter expanded to include a myriad of places rooted in cultural formation and preservation, including museums, libraries, universities, theaters, civic centers, and historic sites. She has held numerous solo exhibitions throughout Europe and the United States, and her work has been included in several group shows at the Museum of Modern Art in New York, Documenta XI in Kassel, and the Museum Ludwig in Cologne. In 2003, Höfer represented Germany in the Venice Biennale with fellow compatriot, Martin Kippenberger. She lives and works in Cologne, Germany.
Along with fellow German artists Thomas Struth, Andreas Gursky, and Thomas Ruff, Höfer's work became internationally recognized in the 1980s, and her subject matter expanded to include a myriad of places rooted in cultural formation and preservation, including museums, libraries, universities, theaters, civic centers, and historic sites. She has held numerous solo exhibitions throughout Europe and the United States, and her work has been included in several group shows at the Museum of Modern Art in New York, Documenta XI in Kassel, and the Museum Ludwig in Cologne. In 2003, Höfer represented Germany in the Venice Biennale with fellow compatriot, Martin Kippenberger. She lives and works in Cologne, Germany.
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
January 29, 2016
Un altro libro da "vedere" piuttosto che leggere. Una famosa fotografa di interni che da oltre 30 anni cerca con le sue immagini di far capire al pubblico come osservare gli spazi, le forme, i luoghi e le persone che leggono e lavorano con i libri. Non per il piacere di vedere ed essere visti, ma per penetrare l'intimità interna di un pensiero, un'idea, una impressione. Tanti pensieri, innumerevoli idee ed impressioni legate al mondo dei libri. Da queste immagini si ricava la sensazione che le biblioteche sono senza dubbio il sogno di chi "produce" i libri. E chi fa questi libri, e li fa ad alto livello, sa bene che Candida Hofer li fa rivivere inquadrandoli da par suo in quelle che possono essere definite cattedrali del sapere: le biblioteche.
I luoghi sono tanti, diversi, unici. L' Escorial in Spagna, il Whitney Museum a New York, Villa Medici a Roma, l'Università di Amburgo, la Bibliothèque nationale de France a Parigi, il Museo Archeologico di Madrid, la Pierpont Morgan Library in New York per nominarne solo alcune.
Tutte immagini scelte, mirate ai luoghi dedicati, assolutamente prive di presenza umana. E' come se l'autrice delle foto avesse volutamente evitare di immettere sulla scena il personaggio principale dello spettacolo, il lettore, interprete principale dello spettacolo che è la lettura. Una decisione del genere può suscitare sconcerto e disappunto, ma va capita. Candida Hofer ha voluto categorizzare in assoluto quei luoghi speciali che sono le biblioteche, che si presentano come cattedrali del sapere. Ha "frantumato", per così dire, la sua visione dei posti che costituiscono una biblioteca. Ne sono venute fuori immagini di angoli, sezioni secondarie, particolari e dettagli che solo in apparenza sembrano futili o di secondo piano. E' come se la fotografa avesse voluto farci entrare davvero nell'anima dei luoghi, carpirne i sentimenti, ascoltarne le voci che escono da quegli scaffali, quelle stanze, quei tavoli solitari, quei fogli, solo in apparenza sparpagliati, un angolo illuminato con un tavolo nudo e due sedie vuote, uno scrittorio con alcuni libri, lunghe file di sedie in attesa di essere sedute, colonne e colonne di volumi, pagine, schede e schedari, fiumi di parole dette e trascritte, provenienti da un "altrove" irraggiungibile. Ma gli autori sembrano essere tutti qui presenti. Aleggiano in queste fotografie presenze e assenze. Le prime sono gli autori, le seconde sono i lettori. Entrambe le categorie si ritrovano in quegli spazi lasciati liberi e vuoti, volutamente. Si affolleranno però ogni qual volta le pagine del volume verranno sfogliate. Come adesso sto facendo io per parlarvene. E i pensieri corrono e si materializzano nella mia mente, creando continuamente altre immagini che mi appartengono, ma non sapevo che fossero mie. Perché già vissute e viste altrove. La stessa cosa accadrà con altri lettori, i quali vedranno cose che io non vedrò mai perché non mi appartengono. Questa è la magia di queste immagini di Biblioteche.
Che questo libro sia un inno alle biblioteche del mondo è certo anche perché, in un ambiente del genere, non poteva mancare chi di libri e di biblioteche davvero se ne intende: Umberto Eco, l'esperto più biblio e più presente che ci sia in tutto il mondo. Con una lunga introduzione intitolata "De Biblioteca" il nostro grande intellettuale recita la sua "preghiera" nelle vesti liturgiche che un ufficio del genere presuppone. E non poteva iniziare il suo sermone senza citare un altro "santone" biblico, nel senso di "biblio", qual è Jorge Luis Borges e la sua "Biblioteca di Babele". A dire il vero il testo di questo intervento non è stato scritto appositamente per questo libro-immagini sulle Biblioteche di Candida Hofer. Si tratta solo del testo del discorso che il grande semiologo italiano fece in occasione del 25° anniversario della fondazione della Biblioteca Comunale di Milano nel Marzo del 1981, già pubblicata anche altrove. Ogni occasione è buona per un bibliomane che si rispetti tirare fuori dal cassetto i suoi fogli esclusivi e passarli "gratuitamente" al lettore. Anche questo libro ha, infatti, un costo piuttosto elevato. Non si tratta di essere venali, ma le sterline sono sterline e questo libro costa £ 35.35 spese escluse. Anche i libri hanno un costo. E il professore lo sa bene...
I luoghi sono tanti, diversi, unici. L' Escorial in Spagna, il Whitney Museum a New York, Villa Medici a Roma, l'Università di Amburgo, la Bibliothèque nationale de France a Parigi, il Museo Archeologico di Madrid, la Pierpont Morgan Library in New York per nominarne solo alcune.
Tutte immagini scelte, mirate ai luoghi dedicati, assolutamente prive di presenza umana. E' come se l'autrice delle foto avesse volutamente evitare di immettere sulla scena il personaggio principale dello spettacolo, il lettore, interprete principale dello spettacolo che è la lettura. Una decisione del genere può suscitare sconcerto e disappunto, ma va capita. Candida Hofer ha voluto categorizzare in assoluto quei luoghi speciali che sono le biblioteche, che si presentano come cattedrali del sapere. Ha "frantumato", per così dire, la sua visione dei posti che costituiscono una biblioteca. Ne sono venute fuori immagini di angoli, sezioni secondarie, particolari e dettagli che solo in apparenza sembrano futili o di secondo piano. E' come se la fotografa avesse voluto farci entrare davvero nell'anima dei luoghi, carpirne i sentimenti, ascoltarne le voci che escono da quegli scaffali, quelle stanze, quei tavoli solitari, quei fogli, solo in apparenza sparpagliati, un angolo illuminato con un tavolo nudo e due sedie vuote, uno scrittorio con alcuni libri, lunghe file di sedie in attesa di essere sedute, colonne e colonne di volumi, pagine, schede e schedari, fiumi di parole dette e trascritte, provenienti da un "altrove" irraggiungibile. Ma gli autori sembrano essere tutti qui presenti. Aleggiano in queste fotografie presenze e assenze. Le prime sono gli autori, le seconde sono i lettori. Entrambe le categorie si ritrovano in quegli spazi lasciati liberi e vuoti, volutamente. Si affolleranno però ogni qual volta le pagine del volume verranno sfogliate. Come adesso sto facendo io per parlarvene. E i pensieri corrono e si materializzano nella mia mente, creando continuamente altre immagini che mi appartengono, ma non sapevo che fossero mie. Perché già vissute e viste altrove. La stessa cosa accadrà con altri lettori, i quali vedranno cose che io non vedrò mai perché non mi appartengono. Questa è la magia di queste immagini di Biblioteche.
Che questo libro sia un inno alle biblioteche del mondo è certo anche perché, in un ambiente del genere, non poteva mancare chi di libri e di biblioteche davvero se ne intende: Umberto Eco, l'esperto più biblio e più presente che ci sia in tutto il mondo. Con una lunga introduzione intitolata "De Biblioteca" il nostro grande intellettuale recita la sua "preghiera" nelle vesti liturgiche che un ufficio del genere presuppone. E non poteva iniziare il suo sermone senza citare un altro "santone" biblico, nel senso di "biblio", qual è Jorge Luis Borges e la sua "Biblioteca di Babele". A dire il vero il testo di questo intervento non è stato scritto appositamente per questo libro-immagini sulle Biblioteche di Candida Hofer. Si tratta solo del testo del discorso che il grande semiologo italiano fece in occasione del 25° anniversario della fondazione della Biblioteca Comunale di Milano nel Marzo del 1981, già pubblicata anche altrove. Ogni occasione è buona per un bibliomane che si rispetti tirare fuori dal cassetto i suoi fogli esclusivi e passarli "gratuitamente" al lettore. Anche questo libro ha, infatti, un costo piuttosto elevato. Non si tratta di essere venali, ma le sterline sono sterline e questo libro costa £ 35.35 spese escluse. Anche i libri hanno un costo. E il professore lo sa bene...
August 29, 2017
Volume dedicato a Candida Hofer, allieva di Bernd e Hilla Becher e rappresentante della Scuola di Düsseldorf, e a quello che è forse il suo più noto progetto. Il volume è un po' deludente per l'assenza di un apparato bibliografico e critico (salvo un saggio, decontestualizzato e poco utile, di Umberto Eco). Criticabile anche la scelta delle fotografie su doppia pagina.
Displaying 1 - 2 of 2 reviews



