Una folla affamata che divora una balena su una spiaggia. La calca, i morsi frenetici, la carne che sviene staccata a brandelli, lo sciame dei ragazzini sugli intestini fumanti. Il romanzo si apre così, con quest’immagine putrida e carnale, che evoca tutto il fascino del luogo e del tempo in cui si svolge, la Genova del 1589. E tale fascino lo ritroveremo ovunque, fra i carruggi della città, dove un assassino, denominato l’Artiglio del Diavolo, massacra giovani donne, e nel convento di Sant’Anna, dove una diabolica presenza sgozza i maiali incidendo una croce cristiana sui loro corpi. Un doppio mostro si aggira dunque fra le ombre di questa città insanguinata, dove tutto trasuda sudore e paura. A risolvere il mistero del convento è chiamato Pimain, soprannominato “il guaritore di maiali”, un ex soldato, personaggio ambiguo e intelligente, dal passato oscuro e dalla strana capacità di comunicare e comprendere gli animali, coi quali è vissuto a stretto contatto, soprattutto i maiali, appunto. Pimain svelerà entrambi i misteri che avvolgono la città, uno con una risoluzione apparentemente banale, l’altro condito da maggiore effetto e colpi di scena.
Il libro di Beccati è impeccabile ed estremamente affascinante come romanzo storico, flebile in alcune parti e non pienamente credibile come romanzo thriller. In entrambi i casi, però, molto godibile nella lettura. Tra l’altro non comprendo le tante critiche che ho letto un po’ ovunque riguardo alla superficialità della scrittura dell’autore, mi para una sintassi chiara come quella di tantissimi altri autori. Quattro stelle piene.