Quando ormai cadiamo in noi stessi senza alzarci più, senza volere altro dalla vita che una comoda routine giornaliera solitaria. Quando viviamo senza vivere più, senza vedere chi ci circonda e fantasticando dietro libri e film, stiamo vivendo una vita da Selma. Selma è un pò come me, un pò come te e come chi ha deciso di leggere questo libro inaspettato. E' come chi ci circonda...è Selma. Vive di se stessa e di una solitudine spiazzante, con un cuore infranto a cui non riesce a dare conforto per l'unico uomo/ragazzo avuto nella vita, e che non sa più cosa realmente voglia. Selma però è coraggiosa, nonostante abbia paura anche di sfiorare una persona estranea con un singolo fugace gesto casuale, è coraggiosa! Comincia a confidare se stessa a uno stereotipo immaginario, che le vuole bene, che le è sempre vicino ma che non sa che volto abbia. Selma non vede nemmeno cosa provino realmente Laura e Sean l'uno per l'altra, idealizza anche i loro sentimenti per poi iniziare a vedere e vivere. Chi è Selma se non una me scritta su un foglio di carta e che aspetta il suo principe azzurro o no che sia e che prima o poi lo troverà?? Questo libro, una vera rivelazione che consiglio caldamente di leggere a chi non ha avuto ancora il piacere di farlo, è un paradosso di vita e di esistenza. Tra l'irreale immaginario e il vissuto fittizio di tutti i giorni. E' l'emblema di come a volte bisogna partire da zero, dove non bisogna per forza trovare un cliché in un libro o in un film o nella persona che ci siede accanto, è parte di tutto. E' una protagonista con una vita d'avanti a se, un cuore infranto ma sbiadito, e soprattutto un attore sotto le stelle!
Non l'ho comprato e non so se lo comprerò, ma questo è "il libro che avrei fatto pubblicare io se avessi pensato che la storia che scrivo da quando avevo 11 anni valesse un soldo/fosse degna di essere letta da altre persone".
Approvo o non approvo questo libro dunque? Non saprei proprio, un po' sono invidiosa (allora posso pubblicarmi anche io!), un po' mi vergogno per lei (non esporrei MAI il mio io più intimo in giro!), un po' è bello condividere le stesse seghe mentali con persone che non si conoscono (e su questo non ho altro da aggiungere).
***
Alla fine lo lessi. Rischierei di sparare troppo sulla Croce Rossa se lo dovessi recensire obbiettivamente, quindi mi limiterò a dire che è proprio il libro che credevo fosse, coi suoi pro e i suoi contro.
L'uomo che attraversò il tempo per me è un romanzo tutto italiano ma ambientato a New York, dove la giovane Selma abita e lavora, arricchendo la sua scarna vita sociale (frequenta solo la sua migliore amica e il ragazzo di lei - e snobba tutti i suoi colleghi nessuno escluso) con la visione dei suoi film preferiti. Le due caratteristiche principali di questo romanzo sono infatti da una parte la ricchezza di rimandi cinematografici davvero gustosi, dall'altra la personalità piena di fisime di Selma, che incarna a mio avviso il peggio del peggio delle classiche "menate" femminili. Selma infatti, essendo stata tradita da giovanissima dal suo primo grande amore ha deciso di vivere una vita da zitella inacidita rifuggendo tutti e tutto (o quasi). L'apparizione di un pacco davanti alla sua porta, insieme al corteggiamento di un giovane e bellissimo attore di soap opera riescono però senza fatica a distogliere Selma dai suoi propositi. Nonostante la voglia di vivere un po' la vita abbia avuto la meglio, Selma continua ad essere timorosa nei confronti di una possibile (anzi a suo avviso probabilissima, che dico? inevitabile) fregatura, comportandosi di conseguenza in modo non proprio impeccabile.
Bello il romanzo newyorkese/cinematografico di Francesca. Durante tutto il libro ti scopri a cercare di vedere se le citazioni avresti saputo riconoscerle - e a dirti "mannaggia questo non l'ho visto/non lo ricordo, che ignorante". Così facendo arrivi alla fine che non te ne sei neanche accorta, lasciando il povero "vero" Reese nella cabina del telefono...