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129 pages, Paperback
First published January 1, 1907
Questo libro raccoglie tre racconti che hanno fondamentalmente la stessa struttura: un narratore che "parla per quaranta" e un interlocutore che c'è, ma non interviene quasi mai, dato che, anche quando tenta di farlo, viene immancabilmente zittito e scoraggiato a ripetere l'impresa dall'ininterrotto flusso di parole del primo.
Il risultato sono dei monologhi in cui, di volta in volta, il rispettivo protagonista si impegola in solitari ragionamenti da cui neppure lui stesso riesce a districarsi, finendo per ripetere all'infinito delle concatenazioni di pensiero che non si avvicinano neppure di un millimetro alla risoluzione del problema che era il motivo per cui il discorso è stato avviato. Un vero e prorpio serpente che si mangia la coda, in pratica, una specie di vite senza fine.
Interessanti e anche piacevoli, tutto sommato. Ma non tanto da indurmi a leggere altro di questo autore.