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La città come opera d'arte

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La città europea è da sempre l'ambiente della nostra civitas democratica. Quello dove i cittadini si riconoscono come tali, dove sono cresciuti i diritti umani e le libertà. Per questo i muri dell'urbs sono stati immaginati con la pretesa di offrire una prospettiva di eternità nella quale radicare le nostre speranze terrene e riconoscerci pienamente come cittadini. Il degrado delle periferie europee, i cui abitanti sono privati della loro appartenenza alla civitas, è uno dei disastri del Novecento. L'Europa è stata capace di risollevarsi dalle sbandate per i totalitarismi, salvata dall'antica radice democratica della civitas, ma non sembra ancora avviata a rigenerare con altrettanta consapevolezza la consolidata figura dell'urbs.
Senza alcuna nostalgia tradizionalista, Marco Romano ci invita a riscoprire il linguaggio consolidato attraverso i secoli nella sfera estetica della città. Quel linguaggio che non è soltanto una declinazione artistica tra le tante, ma il solo modo con il quale la civitas esprime il sentimento della propria cittadinanza e il riconoscimento della dignità dei suoi cittadini.

«Da mille anni in Europa la sfera estetica della città è il mondo simbolico delle nostre libertà e dei nostri diritti. Se vogliamo sanare le ferite delle avanguardie e il disastro delle periferie occorre conoscere e applicare le regole consolidate della bellezza».

114 pages, Paperback

First published January 1, 2008

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Marco Romano

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60 reviews
March 5, 2016
Nonostante la validità (mai rivoluzionaria) delle considerazioni sulla città, la scrittura appare decisamente non fluida e inutilmente complicata rendendo il libro esteticamente ostico e poco piacevole.
L'ultimo capitolo, "la bellezza e la giustizia" getta invece un po' di luce sull'intero libro e risulta estremamente interessante.
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