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Ci salveranno gli ingenui

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Massimo Granellini è un ex trentenne, ex magro ed ex pieno di capelli che parla a raffica, tifa Toro e sogna di invecchiare scrivendo romanzi d'amore in riva al mare, ma soprattutto è una delle più acute firme del giornalismo contemporaneo che dalla prima pagina de "La Stampa" dà ogni giorno il buongiorno ai suoi lettori con corsivi ricchi di apologhi, fatti della vita e ritratti esilaranti in punta di fioretto. In genere, ritratti di italiani. Umorali e anarchici, vittimisti e superficiali, con il pallino del posto fisso e completamente privi di senso dello Stato, perché semmai è lo Stato che fa loro senso. Eppure ancora capaci di sorprendersi e di sorprendere. Di italiani, ma non solo. Il campionario è vasto. Americani che si credono padroni del mondo ed europei che non credono più a niente, politici d'assalto e cittadini indifesi, (s)vip e presunti famosi, coppie precarie ed eterni single, figli molli e genitori bulli, facce toste ed eroi della porta accanto, tifosi sfegatati e atleti dopati, analfabeti di ritorno e altri di sola andata. Difficile non ritrovarsi nell'Abbecedario immaginario dell'autore. Difficile non ridere, appassionarsi, indignarsi persino. E alla fine, per essere felici o almeno provarci, la regola sembra essere per tutti una soltanto: tornare ad agire con la spontaneità degli ingenui. Ricominciando a credere che i miracoli possono ancora accadere. Purché la si smetta di aspettare che vengano da fuori di noi.

384 pages, Hardcover

First published May 3, 2007

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About the author

Massimo Gramellini

28 books202 followers
Nato a Torino da una famiglia originaria della Romagna, all'età di nove anni perde tragicamente la madre Giuseppina che, malata di cancro, si suicida buttandosi dalla finestra di casa. Verrà a conoscenza dei dettagli dell'episodio, attraverso una persona vicina alla famiglia, solo nel 2010, dopo la pubblicazione del suo romanzo "L'ultima riga delle favole".
Dopo la laurea in giurisprudenza, nell'autunno del 1985 incomincia a collaborare con la redazione torinese del Corriere dello Sport-Stadio. Un anno dopo viene assunto come praticante nella redazione sportiva del quotidiano milanese Il Giorno, dove racconta il primo scudetto del Milan di Silvio Berlusconi e i principali tornei di tennis del mondo.
Nel dicembre 1988 si trasferisce alla redazione romana de La Stampa, con frequenti trasferte a Napoli per seguire le attività sportive e non di Maradona. Continua a scrivere di sport fino ai Mondiali del 1990, durante i quali un suo articolo su Gianluca Vialli provoca il silenzio-stampa della Nazionale.
L'anno seguente passa dal calcio alla politica, diventando corrispondente da Montecitorio. Da lì racconta la stagione di Mani pulite e la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica. Nell'estate del 1993 è inviato di guerra nella Sarajevo sotto assedio.
Nel 1998 torna a Milano per dirigere Specchio, il settimanale de La Stampa, dove dirige tra l'altro una rubrica di posta sentimentale, Cuori allo Specchio.
L'anno successivo è di nuovo a Roma e dal 12 ottobre 1999 incomincia a scrivere sulla prima pagina de La Stampa, in taglio basso, il Buongiorno: un corsivo di ventidue righe a commento di uno dei fatti della giornata. La rubrica, negli anni, si impone come un cult.
Nell'ottobre 2005 lascia Roma e ritorna a Torino per assumere la vicedirezione de La Stampa.
Collabora con la trasmissione televisiva Che tempo che fa di Rai Tre, dove ogni sabato sera commenta con Fabio Fazio le sette notizie più importanti della settimana.
Ha pubblicato alcuni saggi che trattano della società e della politica italiana, un almanacco sui 150 anni della storia d'Italia (con Carlo Fruttero) e due serie di racconti sulla sua squadra del cuore, il Toro.
Il 29 aprile 2010 è uscito il suo primo romanzo, L'ultima riga delle favole, una favola esoterica sull’amore che in Italia ha venduto oltre 250 mila copie ed è stata tradotta in vari Paesi.
Il primo marzo 2012 è uscito il suo secondo romanzo, Fai bei sogni, che in meno di due mesi ha già venduto 500mila copie.

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Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews114 followers
January 27, 2014
MG � un furbissimo giornalista de La Stampa, (e vicedirettore) Da anni ha una rubrichetta in prima pagina detta ironicamente "buongiorno" dove commenta con il privilegio terribile della scelta un fatto. L'attributo di sagacia gli � concesso con queste due motivazioni: che si � tenuto la rubrica della posta -cuori allo specchio - e che il buongiorno, nell'edizione in rete permette il commento filtrato dei lettori. La deriva verso la nefastissima politologia, pi� simile oggi alla cremlinologia o meglio alle cacoped�e come l'oceanografia tibetana, la poziosezione e la tetratricotomia (cit.) � assolutamente - con nostro grande sollievo - esclusa. Una pluriannuale frequentazione del sito mostra come i commenti arricchiscano notevolissimamente il patrimonio di conoscenze di MG e del giornale. Coll'avvertenza - non cos� costosa per un grande quotidiano - di aver posto un filtro redazionale, spessissimo i commenti aggiungono nozioni non banali e talvolta notizie vere e proprie costituendo un giornale nel giornale. L'allarme sul furto di clienti da parte della la rete verso i vecchi media, ha prodotto un efficace contrasto. Non so se Italians di Severgnini sul Corriere sia pi� anziano, ma in ogni caso il taglio � molto diverso per cui non sono rubriche sovrapponibili. Per ovvi motivi non sono in grado di sapere cosa componga il non pubblicato, ma la presenza non rara di messaggi appuntiti e contundenti e il confronto con altri siti analoghi non filtrati (Repubblica, Panorama ed Espresso principalmente) spessissimo virati ad arena di integralismi o maleducazione in genere, denota un uso lasco ma efficace del filtro. L'impianto degli articoli � tendenzialmente volto a un gusto piacevolmente arretrato quando non tipicamente inteso "a salvare in mezzo all'inferno ci� che inferno non �" (cit.) per cui qualche svirgolata buonista � perdonabile.
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