Jump to ratings and reviews
Rate this book

Adesso basta

Rate this book
Superare le paure e riguadagnare il tempo
 
Il libro che ha introdotto in Italia  il fenomeno del   scalare marcia, rallentare, cambiare vita Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting (“scalare marcia, rallentare il ritmo”) è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l’autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L’insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un’occasione per ripensarci.

190 pages, Paperback

First published October 8, 2009

4 people are currently reading
65 people want to read

About the author

Simone Perotti

28 books6 followers
Simone Perotti (1965), scrittore e marinaio. Ha pubblicato dodici tra saggi e romanzi, scritto e diretto un programma televisivo per RAI 5, Un'Altra Vita, e ideato Progetto Mediterranea, spedizione culturale e scientifica a vela per tutto il Mediterraneo e il Mar Nero. Ha esordito come romanziere con Zenzero e Nuvole, nel 1995. Con il bestseller Adesso Basta ha dissepolto l'insoddisfazione di due generazioni verso le costrizioni e la follia del nostro sistema di vita e di lavoro, mentre in Un uomo temporaneo disegna l'azione anarchica, imprevedibile e visionaria di un uomo che rompe la propria condizione di sudditanza lavorativa e sociale. A ogni romanzo si spinge in uno spazio nuovo, conducendo i lettori tra generi letterari e tecniche narrative, dal saggio al racconto, dal romanzo psicologico a quello sociale. Fino al massimalismo narrativo e alla nuova epica del suo ultimo Rais. Collabora con giornali e riviste, è un blogger del Fatto Quotidiano e ha raccolto un'ampia community intorno al suo sito www.simoneperotti.com e www.progettomediterranea.com

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
31 (20%)
4 stars
32 (21%)
3 stars
46 (30%)
2 stars
24 (16%)
1 star
16 (10%)
Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Sveva.
43 reviews7 followers
February 5, 2018
Capita di arrivare a un certo punto della propria vita e fare il cosiddetto planning, ma il planning quello serio, non quello abbozzato nella mente durante il tragitto casa-lavoro-casa pigiata nel metrò o in qualche tram fatiscente contro persone a cui puzzano le ascelle e con le quali dividi la fiatella mattutina.
Un "piano di battaglia" in tutto e per tutto, quello che inizi a stilare in testa e poi butti giù a casaccio sulla carta quando la sera ti siedi sul divano di casa stanca morta dopo l'ennesimo giorno identico al precedente, fitto di impegni e scadenze e poco respiro e ti dici: "Così non va".
Quante volte avrò ripetuto questa frase? Quante volte la sento pronunciare da gente come me o la leggo nei loro blog tra uno sfogo e l'altro?
Ci sono persone che dicono anche: "Adesso basta" come il titolo del libro di Simone Perotti, il manager milanese di successo che anni fa decise di attuare il suo cambiamento verso il downshifting, chiudere baracca e burattini e darsi alla vela e alla scrittura, pubblicando il suo libro nel quale spiegava i motivi della sua scelta e il modo per far sì che tutti possano attuarla.

Beh, confesso di aver comprato questo libro incuriosita dal concetto di "decrescita" che sento sempre più spesso, non tanto dal fatto che un uomo che guadagnava 5.000 Euro al mese fosse stressato al punto da voler mollare tutto per vivere con poco (ce ne sono tanti in giro), quanto perchè mi chiedevo: "Ma quali sono i modi per attuare e, soprattutto, mantenere una scelta simile? Che bisogna fare? Qual è la ricetta miracolosa, il modo per far comparire questo coniglio dal cilindro, questo Santo Graal del vivere con lentezza?".
Devo a malincuore ammettere che il Sig. Perotti mi ha grandemente delusa perchè il suo libro si rivolge purtroppo a quelle fasce di reddito che vanno dai 3.000 ai 5.000 Euro al mese e quindi a tutti i dirigenti, manager, dentisti, consulenti come lui che hanno deciso di dimezzarsi lo stipendio, tirare la cinghia e cambiare vita.
Scelta ammirevole, per carità ma nemmeno troppo difficile avendo da anni messo soldi da parte anche involontariamente (a meno che uno non abbia vissuto come Elton John e sperperato ogni singolo cent).

E per quelli come me? Quelli che si vedono arrivare in busta paga cifre ben al di sotto di tali importi? Non è un libro per me allora, che lo compro a fare?
E invece no, l'autore all'inizio del suo libro ci fa sapere che si rivolge anche a noi e che può dare qualche utile suggerimento e infatti nell'indice ho visto il capitolo "E chi guadagna meno? Conti della serva e varie considerazioni"...evviva! Allora lo prendo!
Il libro ha 190 pagine e fin qui niente di strano se non fosse che le prime 112 pagine sono interamente dedicate alla descrizione dell'attuale situazione lavorativa ed economica del nostro paese, che non si trova lavoro, che siamo schiavi (grazie, ci ero arrivata)...insomma 112 pagine di pura teoria che si sofferma anche sulle motivazioni che ci fanno sentire così abbruttiti e su quelle che ci impediscono di cambiare il corso degli eventi e ok, ci può anche stare, una spintarella d'incoraggiamento aiuta però io sto ancora aspettando di capire a livello pratico come posso attuare questo cambiamento.
Arrivo a pagina 113 dove si parla del denaro e mi dico: "Evvai, finalmente ci siamo!" e invece no, fino a pagina 142 Perotti mi parla del risparmio, del farsi un piccolo bilancio per le entrate e le uscite, di come mettere da parte evitando ristoranti e pub e palestre costose, di come approfittare di una passione (nel suo caso la vela) per farne un lavoro e, dico io, ci vuole un intero capitolo per questo? A questo ci arrivo anche da me, vogliamo arrivare al punto per favore?!

Sto per perdere la pazienza quando finalmente eccolo, il miraggio nebuloso alla fine di questa estenuante lettura, il capitolo "E chi guadagna meno? Conti della serva e varie considerazioni".
Qui l'autore vuole farci degli esempi pratici (benissimo! vai vai che ti leggo avidamente!) e mette a paragone due persone: una che guadagna 3.500 Euro NETTI al mese e un'altra che ne guadagna 5.500, sempre NETTI e io così---> O__O
Mi dico "Ah vabbè, questo è l'esempio per i manager, ora arriverà sicuramente il mio caso!" e infatti eccolo, eccolo finalmente!
Salto a piè pari a pagina 157 e scopro che alla mia fascia di reddito viene dedicato un breve ragionamento fino a pagina 160, sole 4 pagine.
Non mi scoraggio, il Graal è vicino no? Ora carpirò tutti i segreti che quest'uomo d'esperienza saprà dare!
Bene, Perotti qui fa l'esempio di una persona che guadagna 1.600 Euro al mese e già qui sento una puzza a me familiare, quella puzza che viene fuori dal pensiero che mi sorge in testa quando arrivo a metà libro o peggio, come in questo caso, quasi alla fine: ho speso dei soldi inutilmente.
Già considerare 1.600 Euro netti al mese il reddito di una persona NORMALE mi pare che tanto NORMALE non sia, comunque proseguo e cosa ti leggo? Che oltre a tagliare le spese (ok, già detto, arriva al nocciolo, esempi, voglio esempi!) è necessario pensare all'eredità, qualcosa alla quale nessuno pensa e io sempre così---> O__O

In pratica scrive che chi guadagna poco deve comunque pensare che erediterà dai suoi genitori e verosimilmente a 50-60 anni (ma che cacchio dici che la vita si è allungata e ci sono padri che hanno 90 anni e sono ancora lì che zompettano felici!!! e di certo non gli auguriamo il trapasso per godere dell'eredità per vivere con lentezza!) e che comunque potremo stare tranquilli che le cose si risolveranno da sole facendo anche qualche lavoretto qua e là, in pratica saltellando come Alice nel Paese delle Meraviglie da un funghetto all'altro, massì, senza pensieri, suvvia!
Arrivo comunque a fine libro perchè per principio anche se un libro è orrido non lo lascio mai a metà, piuttosto vomito dieci volte, mi faccio una flebo di Biochetasi, mi tengo su le palpebre con gli stuzzicadenti ma miseria ladra lo devo finire e finalmente questo parto è terminato e la mia espressione è passata da ---> O__O a ---> -___-' in dieci secondi.

Insomma, il succo è: se siete ricchi potete cambiare vita mentre se siete poveri o aspettate che muoiano i vostri genitori oppure vi attaccate alla canna del gas.
Il prossimo libro di Perotti, mi domando, si intitolerà "L'acqua calda: la scoperta che sono riuscito a fare!"?
Ai posteri l'ardua sentenza.

P.S. Una "perla" assolutamente da leggere è quella che si trova nell'ultima pagine dove Perotti asserisce che libri come il suo dedicati al downshifting e soprattutto scritti da persone che il downshifting lo hanno attuato NON ESISTONO!!!
ALLA FACCIA DELL'ARROGANZA E DELL'IGNORANZA!
Lo stesso "Scappo dalla città" di Cacciola ne è proprio la prova contraria.
Ragazzi, NON buttate via i soldi e datemi retta: NON compratelo!
Profile Image for Jakefan Efp.
62 reviews
January 26, 2013
Pentita di avere sbattuto via i soldi. Peccato che era partito bene, il ragazzo: la prima parte, diciamo le prime pagine, di ragionamenti generali sul downshifting mi hanno fatto sentire capita, fondata, insomma non l'unica pazza a pensarci seriamente. Insomma, non sono l'unica vittima della tangenziale Ovest, no? E allora mi sono detta, VAI COSI' che adesso ti spiega come si fa. Invece purtroppo si continua con un crescendo di punti esclamativi da Io Ho Trovato La Verità alternati a consigli che la scoperta dell'acqua calda... Per fare un esempio e neanche dei peggiori, dove mi dici che potrei risparmiare se non cambiassi un televisore - che funziona ancora - con l'ultimissimo modello ultrapiatto: ma non ti viene in mente, per caso, che se penso al downshifting sono già di mio un tipo a cui non gliene frega una beata ceppa dell'ultimo TV fichissimo? Per fare un esempio dei meno stupidi, eh. Non ti viene magari in mente che due conti faciloni come quelli che fai tu li so fare, e li ho fatti, anch'io, che ragiono di margini da tipi una ventina d'anni? E poi: tesoro, dillo prima che ti rivogli a gente che guadagna da 3.500 Euro netti al mese in su. Perché così noialtri poveri cristi che stiamo sotto quella cifra lasciamo perdere. Ci hai fatto spendere soldi inutili allungando la nostra strada verso la libertà.
Ai poveretti che come me ci sono rimasti malissimo dico: compratevi un bel manuale per fare l'orto sul balcone, che serve molto di più.
Profile Image for エレオノラ.
72 reviews14 followers
July 9, 2013
Ho incontrato Simone Perotti per la prima volta in TV: la pubblicità della sua trasmissione, Un’altra vita, suscitò subito il mio interesse perché trattava temi a me cari come la decrescita e il minimalismo. E in effetti le puntate trasmesse su RAI5 mi erano piaciute molto, con i racconti di persone che vivono in modo non convenzionale.

Ho così iniziato a interessarmi al personaggio di Simone Perotti, scoprendo alcuni punti in comune: anche lui, come me, lavorava nel campo della comunicazione (con il piccolo particolare che lui stava ai vertici, mentre io sono l’ultima ruota del carro).
Anche lui, stanco di una vita fatta di molta apparenza e poca sostanza, ha deciso di voltare pagina (la sottoscritta, invece, è ancora inchiodata alla scrivania e, per il momento, si limita a fantasticare una vita diversa).

Adesso basta doveva rappresentare un ulteriore passo verso Perotti... ma che delusione!

Nulla da obiettare sui ragionamenti e le divagazioni della prima parte del libro; anzi, mi sono spesso ritrovata ad annuire come una forsennata leggendo le sue parole.
Credo che la maggior parte delle persone concorderà nel dire che “Con la salute, con la pace, col benessere, è sopraggiunta anche l'alienazione, l'omologazione (e adesso anche l'insicurezza), e sembra che non vi sia alternativa a una vita spesa a lavorare, produrre, indebitarsi, consumare, ripetere gesti privi di senso, per troppo tempo, per una vita intera”. Molto probabilmente molti di voi avranno una sensazione di déjà vu nel leggere la routine di una tipica giornata di lavoro: ore passate imbottigliati nel traffico, imprecando contro il furbetto di turno che ti taglia la strada o quello addormentato che non parte a razzo non appena scatta il verde del semaforo; poi 10 o 12 ore di lavoro (perché se ti “limiti” alle canoniche 8 ore sei uno scansafatiche); e infine di nuovo nel casino della via del ritorno “per chiudere la giornata tardi, ansimante, privo d’ogni residua energia, un giorno ancora, come ieri, per ricominciare domani, e ancora, ancora, forse per sempre”.
Angosciante, no?!

Quindi procedi con la lettura per capire qual è la ricetta di Perotti; chiudi un occhio (anzi, tutti e due) quando tra le righe emerge un fare spocchioso e irritante perché intanto, prima o poi, verrà svelata la via verso la libertà.

Ma poi leggi i suoi esempi pratici di cambiamento di vita e ti cascano le palle perché vengono prese in considerazione solo persone che guadagnano 3.500€ al mese oppure 5.500€.
Le palle ti si staccano completamente quando leggi che, secondo Perotti, persone con queste entrate sono “abbastanza comuni, con due buoni stipendi ma non certo ricchi”.
E allora la sensazione di déjà vu si trasforma in sensazione di presa per il cul.

Ah, e se invece sei un morto di fame che guadagna 1.000€, prega che la nonna schiatti presto in modo che ti lasci in eredità la sua casa oppure punta ancora più in alto e spera che i tuoi genitori abbiamo dimenticato i tuoi fratelli nel testamento. A quel punto, decresci pure.

Cari redattori di Chiare Lettere, vi pregherei di mettere una noticina in copertina in modo da evitare altre incazzature:
Adesso basta - Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta*
*grazie a uno stipendio da manager. Astenersi poracci.
Profile Image for Frank.
299 reviews21 followers
January 27, 2011
Il libro non è uno di quei manuali alla "E' facile… se...". Non è nemmeno un invito a dare un calcio al lavoro e a tutto il resto per andare a vivere su un'isola con il sole e le palme, anche se un titolo come "Adesso Basta" potrebbe far pensare ad una decisione impulsiva. Niente di tutto questo. Perotti cerca di svegliare la coscienza del lettore deluso, stressato ed imprigionato in una vita senza tempo libero, raccontando la propria storia. Chiarisce più volte che il percorso per un cambiamento importante e soddisfacente, è lungo ( nel suo caso ben tredici anni ) ed impegnativo. Ma non poi così impossibile, bisogna affrontare prima di tutto la propria interiorità e darsi ima risposta a quelle domande apparentemente senza via di uscita, lasciare da parte scuse e falsi pretesti e fare valutazioni vere, serie e profonde. Per molti il percorso da lui proposto sarà impossibile a causa di situazioni personali impegnative e vincolanti, ma agli altri, la maggior parte, il libro si propone di fornire una sorta di mappa da seguire per arrivare ad una vita migliore. Un mappa che guida il lettore attraverso un percorso fatto di domande, di scelte, di priorità. Il premio è quello promesso. Un libro positivo che parla della paura delle persone di uscire dal gruppo, anche quando si tratta di inseguire le proprie passioni. Poche volte c'è la sensazione di essersi imbattuti in uno spot alla "si stava meglio quando si stava peggio" oppure "è tutto sbagliato, è tutto da rifare" e anche in quelle rare volte, è la prosecuzione del discorso che riporta l'attenzione sulla persona. Non è un libro-denuncia contro il consumismo come tanti altri pubblicati da giornalisti o pseudo-esperti dell'argomento. Qui il protagonista è sempre il lettore, Perotti si rivolge sempre a lui per farlo pensare e costringerlo a darsi delle risposte. Non è il lavaggio del cervello di tanti manuali o convegni per manager o venditori, dove ai partecipanti vengono date sia le domande che le risposte, mentre loro hanno un ruolo eternamente passivo e fungono solo da recettori. Questo libro mette in guardia più e più volte, ricordando le difficoltà da affrontare per giungere alla fine del percorso e godere del migliorato stile di vita. La realtà del lavoratore standard si scontra con la durezza dei numeri, in special modo quando con la lettura si arriva al capitolo dedicato. Essendo Perotti un ex-manager di alto livello, i numeri sui quali lui ha potuto contare per cambiare vita, non sono compatibili con il lettore comune, ma non per forza si deve cambiare in termini assoluti. La qualità della vita passa anche attraverso la quantità di tempo libero a disposizione e tra il non averne affatto e avere l’intera giornata a disposizione, ci sono tante vie intermedie. Questo libro, se letto nella maniera giusta e senza illusioni, può fornire diverse indicazioni utili. Nel mio blog personale affronto l’argomento in maniera più approfondita analizzando anche alcuni aspetti specifici del libro, cosa che qui evito di fare per non rovinare troppo il gusto della sorpresa http://ferdori.wordpress.com/2009/12/...
Profile Image for Luca Dell'Oca.
186 reviews5 followers
October 19, 2019
il mio voto da 3/5 è a metà tra la nobile idea del downshifting, che approvo in pieno, e il come Perotti ce la presenta. Ok, è la "sua" versione e racconta come lui l'abbia fatto, ma certi passaggi proprio non si possono leggere. Oltre che alla fine, schiavo del lavoro prima, e schiavo anche dopo visto che comunque, farà anche quello che gli piace, ma fa comunque lo skipper pagato per pagarsi il downshifting.
10 reviews1 follower
November 17, 2018
Il primo a parlare di downshifting in Italia. Non è un manuale da seguire passo passo, ma dove prendere spunti e idee. La storia dell’autore parte da un lavoro e vita agiata, quindi situazione più facile della media, ma nell’anno in cui questo libro fu pubblicato, nessuno parlava di decrescita costruttiva. Mi ha dato molta ispirazione in un momento di cambio di vita.
Profile Image for martina_ognitantoscrive.
11 reviews
February 17, 2024
Il concetto alla base mi piace, motivo per cui ho scelto di leggere il libro. Sono arrivata alla fine solo per segnarlo come 'letto'. È scritto da un uomo in posizione di privilegio per altri uomini in posizione di privilegio, sarebbe potuto essere uno stimolo, invece trovo non riesca a diventarlo, ed è pieno di luoghi comuni. Se fosse stata una biografia forse ci sarebbe stato.
Profile Image for Gabriel Rolland.
113 reviews5 followers
October 13, 2017
Anche se è indirizzato a "downshifters" di fascia elevata contiene degli ottimi spunti anche per chi ha budget più ridotti
Profile Image for Pitichi.
611 reviews27 followers
March 16, 2016
Il milionario insoddisfatto

Mi piace chi riesce a dare un senso alla propria vita al di fuori del coro e a prendere decisioni consapevoli e ben pianificate. Ammiro chi ha il coraggio di riscrivere il proprio destino, pur dovendo rinunciare agli agi e al lusso.
Simone Perotti è riuscito nell'impresa di cui tutti sognano, ma che pochi hanno effettivamente il coraggio o le capacità di realizzare. Ha lasciato Milano, un lavoro facoltoso, entrate sicure e sfizi di ogni genere per seguire la propria passione: il mare.
Racconta la sua scelta, la sua filosofia e il suo progetto in questo intrigante saggio dal titolo evocativo di Adesso basta.
Peccato però che qualcosa non quadri: dice di essere manager da 19 anni, ma ne ha solo 43 (ora, mi chiedo, quante persone riescono a diventare manager a soli 24 anni? In Italia e senza "spintarella"?); non ha figli e non è sposato; non è una donna (già per questo ha il 99% in più di possibilità di riuscita); spiega iniziare un drastico cambio di vita "E' semplice: iniziamo a risparmiare 40mila euro all'anno. Se ne guadagnate 100mila netti potete risparmiarne molti di più"... beh, grazie, la scoperta dell'acqua calda! Io che guadagno uno stipendio normale e ben al di sotto di quanto meriti per competenze e studi (come il 99% dei giovani in Italia), rinuncio già a tutto il superfluo e non ho in banca nemmeno 40mila euro. Questi mi sembrano consigli paraculi. Facile la vita per il manager svogliato, insoddisfatto, stanco della solita routine di riunioni, pranzi di lavoro e viaggi.
Perotti dice che fa carriera chi si ferma più tardi in ufficio: io lavoro 12-14 ore al giorno, spesso anche nel fine settimana, per uno stipendio misero e senza straordinari pagati. Però sono donna e mamma, ho avuto una promozione sulla carta, ma non una gratificazione economica. Sentirmi raccontare la favoletta della meritocrazia e del risparmio in Italia mi fa veramente venire i conati di vomito. Scusate lo sfogo.
Profile Image for Maria Serafini.
190 reviews3 followers
November 4, 2021
Dopo aver predicato per più di metà del libro che i soldi non sono importanti, l'autore spiega che per lasciare veramente il lavoro si devono accumulare 20 mila euro all'anno per avere una base solida. Fa addirittura delle tabelle di risparmio per chi guadagna 3000 o 5000 euro al mese: direi che non è un libro per noi umani che facciamo fatica a guadagnarne 1500 se va bene!!!
Il modo di lasciare la vita che abbiamo secondo l'autore è basato in gran parte su vendere l'eredità (casa) che i genitori ci hanno lasciato, ma come fa a dire delle fesserie tali? L'unica certezza che abbiamo!!
Il libro poi non è scritto nemmeno troppo bene, dato che continua a ripetere le cose anche all'interno dello stesso capitolo, come se dovesse riempire un certo numero di pagine!
Profile Image for Mrdonz.
13 reviews3 followers
June 12, 2012
Per quanto mi sia piaciuto l'idea del downshifting, non vedo consigli utili per chi voglia davvero farlo e non abbia i capitali iniziali che ha avuto l'autore.
Quindi gli do 3 stelle per l'idea ma non è una buona guida per tutti, va bene solo per chi ha un reddito alto o un capitale ingente.
Profile Image for Luca Pascotto.
40 reviews
October 21, 2015
Confessi che mi ha intrigato e affascinato : l'unico limite è che si rivolge a chi guadagna(va) da 3.500 euro in su nel 2007, non una cifra da poco quindi ..... Meno spazio e dedicato a chi ha un salario "normale"
Profile Image for robxyz.
244 reviews5 followers
August 7, 2017
** Aggiornamento del 28/01/10 ** - Ascoltando l'autore durante una presentazione in libreria a Pavia ne sono rimasto parecchio deluso; - riletto di conseguenza velocemente tutto il libro; - meditato il tutto adeguatamente; - retrocesso d'urgenza a libro da cesso. ** fine aggiornamento ** Interessante guida a come pianificare un radicale cambio di stile di vita in senso essenziale, scritto da una persona che ha intrapreso personalmente il percorso. Lo stile e il risultato generale sono molto meglio di tante guide pratiche scritte da autori statunitensi, Perotti non si dilunga troppo e sottopone diversi spunti di riflessione da adattare alla situazione concreta di ogni lettore. L'avevo comprato pensando di destinarlo alla mia biblioteca da manufatto di porcellana, invece l'ho subito promosso a lettura da treno quotidiano.
Profile Image for Marco Svevo.
434 reviews21 followers
Read
August 6, 2017
credo di averlo letto all'epoca in cui lavoravo in libreria (tempo felice)
Profile Image for Monaco Obbediente.
168 reviews8 followers
January 11, 2019
Se il titolo promette decisamente molto, basta leggere la premessa iniziale per capire che questo libro non offre soluzioni magiche per cambiare vita e smettere di lavorare. Insomma, se vi state immaginando in spiaggia alle Bahamas, persi nell'ozio, qui non troverete grande aiuto. Si tratta in realtà di 200 pagine in cui ci si dilunga enormemente per dare tre semplici consigli, o meglio, per descrivere tre semplici passaggi con cui in teoria tutti possiamo cambiare vita. Per prima cosa se si ha un lavoro - e questo è un requisito fondamentale - bisogna iniziare a risparmiare molto. Per risparmiare molto bisogna abituarsi a vivere con poco, escludendo il più possibile ogni spesa superflua. Se anche escludete ogni spesa superflua e pure non siete in grado di risparmiare nulla del vostro stipendio, allora sorry, avete sbagliato libro e potete tornare alle vostre occupazioni. In caso contrario, dopo qualche anno, diciamo dai 4 ai 40 a seconda del vostro stipendio di partenza, vi sarete abituati a fare a meno di tutto e potete valutare che i vostri risparmi vi danno un interesse sufficiente a coprire circa metà delle vostre spese. Per coprire l'altra metà potete fare lavori saltuari, cercare occupazioni stagionali, e passare così a vita più rilassata. Ovviamente tutto questo se non avete legami affettivi, non avete figli e non volete nemmeno averne. Decidete voi se fa al caso vostro.
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.