Un saggio di Gustavo Zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all'argomento, in cui con limpido linguaggio vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all'uguaglianza, al dialogo e all'esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. Completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d'ogni tempo: Erodoto, Aristofane, Cicerone, Montesquieu, Tocqueville, Brecht, Orwell, Arendt, Bobbio e Carillo.
“Quando era giunta l’ora delle doglie, si ritirò all’interno delle sue stanze e si circondò di medici e di veggenti. Sorse un mormorio. Nella casa entravano uomini autorevoli con le facce serie e ne uscivano con le facce preoccupate e pallide. E il prezzo del bianchetto raddoppiò nei negozi di cosmetica. Il popolo si radunò nelle strade e ci restò dal mattino alla sera, con lo stomaco vuoto. Il primo rumore che si sentì nel sottotetto suonò come una enorme scoreggia, seguita da un grido possente:”PACE!” dopodiché la puzza aumentò. Subito dopo il sangue sprizzò in un getto sottile, acquoso. E poi seguirono altri rumori in una serie ininterrotta, uno più terribile dell’altro. La grande Babele vomitò e suonò come LIBERTA’! e poi tossì e suonò come GIUSTIZIA! E di nuovo scoreggiò e suonò come BENESSERE! E in un lenzuolo insanguinato un marmocchio strillante venne portato sul balcone e mostrato al popolo al suono delle campane e quello era la GUERRA. E aveva mille padri.”
In questo piccolo ma intenso libro, Zagrebelsky traccia alcune coordinate dei problemi che la democrazia ha in questo periodo storico. Pur nel poco spazio vi sono alcuni punti molti rilevanti e importanti, come il ruolo centrale e fondamentale delle parole: nell'epoca della comunicazione le parole sono le vere armi per conquistare, mantenere, rovesciare il potere. Interessante la riflessione sulla stessa parola "democrazia", deformata e piegata per i fini più bassi, fino a perdere (per alcuni) il suo vero senso, lasciandoci con un vuoto riempito da oligarchie di vario tipo. Ma in effetti la democrazia resta viva e vegeta, nel momento stesso in cui cambia, si modifica, rimane un obiettivo e un sogno per tanti popoli nel mondo e questo permette all'autore di chiudere il libro con una speranza per il futuro. Poche agili pagine che lasciano la voglia di leggere altro....
a tratti interessante ma peso come la morte, ho capito 1/4 delle cose che sono state dette, forse perché sono troppo stupida o forse perché la prof che mi ha costretto a leggerlo non avrebbe dovuto farlo. comunque un po’ ho portato a casa da questa tortura, purtroppo molto meno di quanto mi sarei aspettata. l’introduzione mi è piaciuta da dio, stra scorrevole ed interessante, mentre la parte dei testi è stata a tratti uno strazio (soprattutto aristofane)
Ho letto solamente la prima parte ma credo di poter affermare che mi è piaciuta moltissimo e mi ha aiutato a capire qualcosa di più. Mi sono imbattuta in molte frasi ad effetto che mi sono rimaste ben impresse, e in generale tutto il saggio schiarisce molto le idee sull'argomento. Alcuni punti sono un po' noiosi, altri ho dovuto rileggerli un paio di volte per capirli, ma in generale il saggio mi è piaciuto.