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Un incantevole libro, nato dall’«affetto per le vecchie memorie napoletane», prende l’avvio da ciò che Benedetto Croce vedeva affacciandosi alla finestra del suo studio a Palazzo Filomarino, nel cuore di Napoli: palazzi, campanili, mura di monasteri. E «all’ombra degli alti tetti e tra le angustie delle vecchie vie», Croce si appresta subito a «riparare nella più vasta ombra delle memorie». Così, a poco a poco, con familiarità e alta dottrina, vengono evocate ai nostri occhi tante «storie e leggende» di Napoli che ancora impregnano l’aria dei luoghi. Passeggiamo attraverso i secoli, le cronache, le passioni – e intanto è lo spirito stesso della città, e della sua composita civiltà, che prende forma di fronte a noi. Nessun altro libro ci aiuta con altrettanta sapienza a capire Napoli e le sue disparate vicende, a cui Croce si dichiarava legato da una profonda passione. E precisava poi: «il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi». Benedetto Croce pubblicò nel 1919 la prima edizione di Storie e leggende napoletane, dove rifuse vari suoi studi degli anni precedenti.
From 1902, Benedetto Croce, noted Italian historian and critic, wrote the four-volume Philosophy of the Spirit as a major work of modern idealism to 1917, and staunchly opposed Fascism.
This politician wrote on numerous topics, including aesthetics. A very strict Catholic family reared Benedetto Croce. After an earthquake in 1883 killed his parents and only sister and buried him for a very long time, he barely survived. From Catholicism around the age of 18 years in 1884, he turned away as an atheist for the rest of his life. After the incident, he inherited fortune of his family and ably lived the rest in relative leisure, which enabled him to devote a great deal of time.
Benedetto Croce served as the minister of education. He openly resisted participation in World War I. He openly hated the party till his death in 1952.
Una raccolta di saggi sulla storia di Napoli, di Benedetto Croce.
Lo stile è molto antiquato e accademico. Nonostante il titolo, più che di leggende, si tratta di dissertazioni erudite sulle vicende e la genealogia di personaggi storici importanti per Napoli, specie del Quattro/Cinquecento. Di leggende si parla solo nell'ultimo capitolo, ma con lo stesso stile paludato e pedante.
La lettura riporta alla memoria la storia della letteratura italiana studiata a scuola, che ha avuto il demerito di farmi odiare alcuni autori che probabilmente meritavano una diversa attenzione.
Un libro davvero lontano dalle mie inclinazioni, e che se potessi scegliere non rileggerei.
Piuttosto corposo per essere un Adelphi, con interessanti illustrazioni e spiegazioni. L'italiano è quello di Croce: altisonante, formale, a tratti antico ed ostico. Utile per capire un po' di più Napoli e le sue storie; è però di poco interesse per studi storici o culturali: al più, va considerato come una raccolta di alcuni aneddoti.
剪彩贴花巧入神,谁令老树又生春。平生不到河阳县,那信潘郎是可人。(不愧为传说中克罗齐最好的作品。"... le ombre di queste vecchie memorie napoletane, nelle quali la mia fantasia ama di tanto in tanto rinchiudersi, e il mio animo si fa antico.")(其实我还想推荐一下附录本书编者的文章,读后会觉得克罗齐变得——借用帕索里尼用这个词形容保禄六世时的用法——simpatico了很多。)
Tre stelle e mezzo Interessante, perché trae spunto da alcuni eventi, storici o leggendari, per collegare la storia di alcune strade e edifici di Napoli.
Volume imprescindibile per chi desidera scrutare Napoli sotto altra veste, che non sia della mera apparenza. Leggende ormai tanto narrate che ripeterle sembra quasi una cantilena, di cui però non si è mai sazi. Le mie preferite: il coccodrillo di Castelnuovo e la leggenda della regina Giovanna.