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Nessuna scuola mi consola

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Cinque professori più o meno giovani, più o meno precari, si raccontano i giorni di scuola, tra comunicati del preside, comportamenti degli studenti, inconcludenze dei colleghi e prepotenze dei genitori. Smarriti e spavaldi, capaci e annoiati, svicolano tra riunioni e gite scolastiche. Restituiscono l’immagine di una scuola viva e vigile e con le pareti imbrattate da poster di iniziative culturali, dubbie e varie, e da macchinette distributrici di cioccolata, caffè e patatine. Il racconto sovversivo e spietato della scuola di oggi, in questo momento di crisi e contestazione. Senza ideologie, senza cautele dove insegnare è di nuovo un mestiere tra tanti altri e non più una missione o l’ultimo ripiego dei disperati. In Nessuna scuola mi consola anche chi sa, insegna.

167 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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About the author

Chiara Valerio

44 books311 followers
Chiara Valerio è una scrittrice, traduttrice, editor, direttrice artistica e conduttrice radiofonica italiana.

Ha conseguito un dottorato in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II. È redattrice della rivista Nuovi Argomenti e ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana. Ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 Ore e l'Unità e con la trasmissione culturale “Pane quotidiano”, Rai 3. Per l'editrice Nottetempo ha diretto la collana "narrativa.it", dedicata ai nuovi scrittori della narrativa italiana. Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto del film di Nanni Moretti Mia madre, con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto del film di Gianni Amelio, La tenerezza. Nell'ottobre 2016 viene designata direttrice culturale della fiera del libro milanese "Tempo di libri", incarico da cui si dimette l'anno successivo.

Dal 2018 è Editor-in-chief del settore “Narrativa italiana” presso l'editore Marsilio di Venezia, per il quale ha ideato la collana PassaParola.

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1 star
11 (4%)
Displaying 1 - 30 of 32 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,081 reviews637 followers
April 7, 2021
Chiara Valerio ci invita con questo suo romanzo a guardare all’universo scolastico con gli occhi di una professoressa di matematica di liceo con un contratto a tempo determinato che prova a mettere in discussione un sistema sclerotizzato da tanta burocrazia e che spesso dimentica che il cuore della scuola sono gli studenti e che per far appassionare gli studenti occorre avere cura e sparigliare un po’ le carte, per mettere in moto i cervelli e vedere cosa succede:
Un po’ come dire che “due piú la radice quadrata di venticinque fa sette”, anziché l’espressione equivalente “due piú cinque fa sette”:

“Invece insegno a scuola e Carbone non ha capito nemmeno oggi che cosí come due piú la radice quadrata di venticinque fa sette, cosí bi piú la radice quadrata di bi al quadrato fa due bi, se bi è maggiore di zero. Non è vero che non ho niente da fare. Eppure non ha problemi a ricordare Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando. Bi piú radice quadrata di bi al quadrato fa due bi, se bi è maggiore di zero.”


Se insegnare oggi è difficile, perché gli studenti sono pieni di sollecitazioni, ancor più lo è se l’insegnante è demotivato e usurato dal proprio lavoro:

“Ecco, insegnare non è un lavoro usurante, non in tutte le classi e non a tutte le latitudini, però certe volte capita e per questo è opportuno che in ogni istituto si formino gruppi di ascolto per i docenti. Gruppi di sfogo. L’idea era venuta a Speranza ed era partita in sordina. Un numero verde. Un cellulare da tenere acceso solo durante le ore di riunione al quale colleghi da tutta Italia potessero rivolgersi per sfogarsi.”


Mi sono sentita questo romanzo cucito addosso sia perché affetta dalla stessa (de)formazione mentale della scrittrice
sia perché sono stata sempre un po’ bastian contraria da docente. I miei dirigenti dicevano che era un’insubordinata. E un collega (dirigente) più anziano di me, prima che fossi immessa in ruolo ad agosto come dirigente, mi ha detto “La Paola era troppo insubordinata per rimanere docente. Per questo è diventata dirigente.”

Sono stata sempre insubordinata perché ho avuto sempre il coraggio di dissentire, di non uniformarmi, di non farmi spegnere l’amore per la matematica, per gli studenti e per l’insegnamento.

Nei ventidue anni di insegnamento, mi è andata sempre stretta la scuola italiana; quella che non usa l’autonomia scolastica per fare una scuola a misura di studente.
È per questo che sono diventata dirigente, sì.
Per realizzare nel mio piccolo, l’idea di scuola che mi sono costruita in questi quarantuno anni di vita (sin da quando ho iniziato ad andare a scuola a cinque anni):

“Pensano tutti, piú o meno coscientemente, che se insegnare è impossibile, imparare è necessario. Lasciano la porta delle conoscenze spalancate, sperando che i cavalli fuggano e qualcuno entri e derubi: gli studenti. Sono supereroi senza alcun potere se non protestare. Questione che mi ha ricordato, leggendolo adesso, quanto sia importante portare tra i banchi il messaggio che dissentire è un esercizio, e studiare serve a capire che è possibile farlo senza passare alle mani o alle armi, che le parole e le immagini sono il mezzo nel quale siamo immersi, dal quale siamo performati, e col quale possiamo esercitare e comunicare il nostro dissenso e talvolta, pure, aver ragione.”

Non insegnare ai tuoi studenti a leggere. Insegna loro a mettere in discussione ciò che leggono, ciò che studiano. Insegna loro a dubitare. Insegna loro a pensare.

Richard Feynman
Profile Image for Chiara F..
603 reviews47 followers
May 11, 2021
Un flop! Mi dispiace stroncare Chiara Valerio che ho apprezzato in “Storia umana della matematica”, ma sono rimasta spiacevolmente delusa da questo libro. Non sono riuscita a coglierne le sfumature ironiche, quelle sarcastiche, quelle di velata o aperta denuncia del sistema scolastico attuale.
Al contrario, mi ha assalito la noia, a tratti un fastidio, leggendo di questi professori poco empatici, smorbati dai consigli di classe e d’istituto, ottusi e allupati, addirittura svenevoli verso certi studenti bellocci.

Insomma troppo caricaturale a momenti, tedioso e piatto in altri.

Peccato...
18 reviews3 followers
May 21, 2021
Questo libello mi ha chiamato a sè facendo capolino da uno scaffale della Red e non ho opposto alcuna resistenza perché, diciamolo, questo che volge finalmente al termine è stato un anno scolasticamente impegnativo. Il mio punto di vista è quello del genitore (Chiara Valerio direbbe invadente) con figli sparsi in scuole di ogni ordine e grado e non posso che confermare: nessuna scuola oggi mi consola.
Entriamo in sala professori con Alessandra Faggi, insegnante precaria di matematica alle superiori. Conosciamo i suoi colleghi, capitani di lungo corso con la cattedra di ruolo, ingabbiati dalle maglie strette della burocrazia ministeriale, o giovani col dottorato, convinti di concedere magnanimamente il loro sapere a un'istituzione che non li merita. La protagonista è un battitore libero, tenta di cambiare la scuola avvicinandola il più possibile al suo ideale di perfezione e smascherando dall'interno i meccanismi che la rendono vittima di se stessa. Scrive verbali pertinenti solo nelle prime righe, per poi lasciare andare la penna libera verso racconti surreali e memorabili e organizza incontri notturni e clandestini in sala professori: nelle intenzioni un rave party che somiglia nella realtà a un gruppo di ascolto delle frustrazioni di ognuno.
Mi porto a casa alcune gemme, come la considerazione che la scuola ci riguarda sempre e ci riguarda tutti (anche se non sembra, a giudicare dalla gestione dell'ultimo anno e mezzo), che "Professore è chi ci riesce" e che si impara "grazie a qualcuno, ma soprattutto nonostante qualcuno". Ho ritrovato in alcuni passaggi e nella caratterizzazione del corpo docente l'atmosfera del film La scuola di Luchetti, tratta dai libri di Domenico Starnone, ma è un film a cui sono affezionata e sono facilmente influenzabile.
Chiara Valerio scrive nella postfazione di questa nuova edizione - il testo è del 2009 ma estremamente attuale - di sentirsi un po' Faggi e un po' come la professoressa Speranza, di nome ma non di fatto se consideriamo che il si ispira a Egesia di Cirene, persuasore di morte.
Io invece "da grande" vorrei essere un po' come Annamaria Finzi, mamma dell'avvenente e screanzato alunno Berti, che considera suo figlio sedicenne in grado di esprimere da solo la propria opinione, senza la mediazione dei cosiddetti adulti di riferimento.
Profile Image for Senzamargini.
48 reviews1 follower
August 13, 2021
"Nessuna scuola mi consola racconta come si impari grazie a qualcuno, ma soprattutto nonostante qualcuno. Le professoresse e i professori di questa scuola assomigliano alle professoresse e ai professori che mi sono sempre piaciuti e ai quali avrei voluto, e vorrei ancora, somigliare: sono, insomma, studenti che si comportano come se ci fosse un'autorità superiore alla quale rispondere o riferire, senza accettare che l'autorità, in qualche modo, sono loro". Per coronare il primo anno in cui sono stata e per sempre sarò, per alcune splendide personcine del mondo, prof, questo libro ci voleva proprio! Posso riassumere tutto proprio in una frase di questo romanzo: "Se insegnare è impossibile, imparare è necessario". 💫
Profile Image for sim ✪.
232 reviews5 followers
March 2, 2025
Chiara Valerio approfitta del suo romanzo per fare una disamina del sistema scolastico italiano, usando la sua schiettezza e il suo sarcasmo, irritanti per alcuni, molto piacevoli per me.
Parola d'ordine: sottovuoto
Profile Image for Diletta.
49 reviews2 followers
May 25, 2021
Avevo bisogno di un libro come questo, ora che il mio secondo anno di scuola da prof sta finendo, ora che ho mille pensieri in testa – positivi e non – su questo mondo che tanto mi piace abitare.
Chiara Valerio è divertente, acuta, la sua scrittura è fresca e senza fronzoli ma non nasconde per questo verità amare, considerazioni sulla scuola che non posso che condividere – nonostante il libro non sia uscito poi tanto recentemente, il che, a pensarci, non è per niente positivo per l’istruzione italiana.
Mi sono sentita rappresentata, dalla protagonista – giovane professoressa precaria di matematica, che, con fasi anarchiche, cerca di trasformare la scuola nell’idea che lei, un po’ idealista un po’ più lucida dei colleghi di ruolo ormai rodati, ha in mente – e da tutti gli altri personaggi. Ho trovato in ognuno di loro pensieri se non sempre da condividere, quantomeno da usare come spunto di riflessione.
L’ho amato davvero molto.
Profile Image for Liana Cavallet.
154 reviews1 follower
October 1, 2023
Chi ha frequentato aule, cortili e e corridoi della scuola nella veste di insegnante non può che ritrovarsi in questo quadro le cui sfumature vanno dai colori pastello delle candeline usate per rischiarare le riunioni clandestine ai nei chiaroscuri delle scuola quotidiana con le sue contraddizioni. Letto tutto d'un fiato.
Profile Image for Mar-Tina.
Author 1 book62 followers
November 26, 2023
Se “Storia umana della matematica” mi era piaciuto tantissimo questo mi ha annoiata molto. Non l’ho abbandonato solo perché speravo in un guizzo a metà o verso la fine che però non è arrivato. Poi magari è un problema mio: ci sarà un motivo se evito accuratamente di frequentare l’aula docenti della scuola dove insegno.
Unico lato positivo: mi ha fatto venire una gran voglia di rileggere “La scuola” di Starnone.
Profile Image for Matteo Fioraso.
10 reviews5 followers
May 31, 2021
Mi ci sono approciato credendo fosse un saggio sull’esperienza d’insegnamento della Valerio.
E invece no.
E invece è Chiara Valerio che cerca di scrivere della scuola “alla Stefano Benni”, e io detesto Benni.
Peccato
Profile Image for Alberto.
244 reviews10 followers
December 7, 2022
Un debole divertissement sulla scuola italiana. Ironia anche troppa, qualche spunto su quello che non va nelle aule e poco altro.
Profile Image for Gabriella P.
293 reviews11 followers
October 22, 2024
Con questo romanzo, che offre una visione ironica e tragica della scuola pubblica italiana, l’autrice mette in luce le contraddizioni e le difficoltà del sistema educativo con lo stile fulminante e geniale che la contraddistingue. Mescolando umorismo e riflessione, Valerio offre al lettore uno spaccato realistico dal sapore decisamente agrodolce.

Chiara Valerio ha un modo unico di raccontare ciò che vuole con un mix di ironia e profondità. La sua capacità di rendere le situazioni quotidiane così vivide e, allo stesso tempo, di far riflettere sulle problematiche del sistema educativo è davvero notevole.

Relativamente alla trama, mi ha colpita molto l’episodio del tatuaggio di Berti. Ho pensato che sarebbe bastato un attimo per ritrovarsi accusata di abuso per la parola di un ragazzo, anche se chiaramente spaccona, a prescindere dalla professionalità della docente. È un doppio standard ed è davvero emblematico delle difficoltà e delle insidie che gli insegnanti possono incontrare nel loro lavoro quotidiano.

C’è un equilibrio molto delicato tra autorità che gli insegnanti devono mantenere e vulnerabilità , spesso in un contesto dove la loro professionalità può essere messa in discussione da accuse infondate. Questo doppio standard è particolarmente preoccupante perché può minare la fiducia e il rispetto reciproco tra studenti e insegnanti. È un tema molto attuale e rilevante, che Chiara Valerio riesce a trattare con grande sensibilità e acume.

Particolarmente riuscito è il parallelo con gli incontri-sfogo tra insegnanti. Valerio riesce a catturare l’essenza di questi momenti di condivisione, dove gli insegnanti possono esprimere liberamente le loro frustrazioni e difficoltà. È un’idea geniale perché sottolinea l’importanza del supporto reciproco e della solidarietà tra colleghi, elementi fondamentali per affrontare le sfide quotidiane del lavoro scolastico.

Questi gruppi di ascolto reciproco potrebbero davvero fare la differenza, offrendo uno spazio sicuro dove gli insegnanti potrebbero sentirsi compresi e sostenuti in un contesto lavorativo spesso stressante e poco valorizzato.

Ho trovato molto significative le parti relative alle dinamiche di potere all’interno della scuola. Ad esempio, il modo in cui sono descritte le riunioni dei collegi docenti mette in luce le tensioni e le frustrazioni che spesso caratterizzano questi incontri. È interessante vedere il potenziale di influenza rispetto al morale e alla motivazione dei lavoratori.

Ho apprezzato molto anche l’idea della compilazione alternativa dei verbali. Un espediente narrativo brillante per mostrare come anche nelle situazioni più ordinarie e ripetitive si possa trovare spazio per l’umorismo e la creatività. Questo aspetto del libro aggiunge una dimensione ulteriore alla narrazione, rendendola ancora più coinvolgente e piacevole da leggere.

Un libro che riesce a far riflettere e sorridere allo stesso tempo, con cui Chiara Valerio dimostra una grande capacità di osservazione e una notevole abilità nel raccontare la realtà con ironia e profondità.
Profile Image for Alice Raffaele.
302 reviews32 followers
September 1, 2024
“Entrare in un'aula oggi è una grande doccia di umiltà del tipo non siamo niente.
Quando l'ho detto a Cinzia mi ha risposto con un verso di Pessoa che più o meno dice Non sono niente e a parte questo ho in me tutti i sogni del mondo. Dal che si deduce che la grande poesia è umile. O che le aule scolastiche sono di grande poesia. Le deduzioni dipendono da come va la giornata.” – Pag. 71

Cronaca ispirata all'esperienza da docente di Chiara Valerio, “Nessuna scuola mi consola” ci porta dritti dritti in quell'ambiente che, da studenti, ci era assolutamente precluso; anzi, quella stanza da cui stavamo noi stessi alla larga il più possibile in quanto sede di ritrovo, o meglio, covo degli insegnanti che decidevano i nostri destini quotidiani da adolescenti con le loro lezioni, interrogazioni e verifiche scritte. Speravamo di non essere solo numeri per loro ma, allo stesso tempo, temevamo anche di essere argomento dei loro discorsi e confronti, perché comunque eravamo ben consci che, al di là dei loro ruoli di docenti, erano persone umane, con i loro pregi e difetti. Ecco: Chiara Valerio racconta più questi aspetti, descrivendo insegnanti che formano gruppi di supporto per sfogarsi, spettegolare di alunni e colleghi e sopportare l'anno scolastico. Il risultato è un nì, secondo me, perché, a parte qualche paragrafo interessante sulla situazione della scuola in Italia, la parte di gossip è un po' eccessiva e presto stufa. Anche la mancanza di punteggiatura per distinguere i dialoghi non aiuta. Si inizia a intravedere però lo stile da “ragionamento veloce à la Valerio” che, in alcuni passaggi, richiede di rileggere e riflettere a fondo, anche su diritti dati per scontato e che si difenderebbe a spada tratta.

“Perché anche nella scuola c'è una casta di pezzenti che briga per lasciare fuori i precari, o semplicemente i nuovi, dai diritti acquisiti? [...] Mi fa stare male attaccare un diritto come quello alla maternità, mi sento sporca. Eppure è più sporco essere ideologici e così quando vedo un diritto svilito da privilegi di genere, vorrei che fosse abolito, che scomparisse, che non pagassero con le proprie tasche i propri figli.” – Pag. 37-38
121 reviews
December 28, 2025
Una professoressa che insieme ai colleghi ha un'idea per il burnout del lavoro: un club notturno nella scuola per sfogarsi, parlare di studenti, di riforme, di cosa è sbagliato e giusto. Nel corso dell'anno accadono un fraintendimento e una quasi denuncia per molestie e un coming out futuro; tra l'interesse solo per lo studio e il pensiero di una problematica. La postfazione si concentra sui problemi della scuola tra COVID e la visione dei settori precari e dimenticati connettendolo al maggior numero di donne nel settore: le donne insegnano e fanno le infermiere (il ruolo della cura è sempre stato affidato a loro 'naturalmente'). Aggiungendo anche come adesso vengano regalati diplomi, come la scuola non venga migliorata e i genitori e i ministeri si mettano sempre in mezzo nel modo sbagliato è una lettura breve ma interessante dal punto di vista di una professoressa a cui la scuola e lo studio ha sempre appassionato. "Per prima cosa bisogna sapere tenere la classe. E chi è entrato in aula una volta nella vita lo sa. Perché la curiosità intellettuale in un mondo solleticato dalla ricerca dello straordinario, del caso mediatico, non è quasi niente. E la storia e le scoperte dell'uomo non sono straordinarie per chi le ha avute sempre cotte senza chiedersi chi le aveva cucinate. Entrare in un'aula oggi è una grande doccia di umiltà del tipo non siamo niente."
43 reviews
January 4, 2022
3,5 per me. Forse 4 ma non so. Certo mi è piaciuta la sua testa, il suo modo di ragionare e di vedere le cose. Quello l'ho trovato top e mi ha fatto venire una gran voglia di leggere tutto quello che Chiara Valerio ha scritto. Quanto al libro, carino, scorrevole a tratti un po' confuso. Lo avesse scritto ora sarebbe sicuramente diverso, forse un po' più maturo. Mi ha riportato a scuola e mi ha svelato un po' della vita segreta degli insegnanti che tanto mi ha incuriosito ai tempi.

"Ti tocca agire come se chiaro
significasse semplice e invece chiaro è
solo Dopo che hai capito"

"Sai che per me 3 è il voto
riassuntivo di 0 1 2 e 3"

"Le statistiche sono gli oroscopi degli
intellettuali"

"Quella secondo cui certi programmi
televisivi insinuerebbero che c'è
sempre una versione e non un fatto, e
che il giudizio disciplinare di un
professore è un'opinione come tante"

"Mi ricorda me
quando avevo cinque anni. Cioè anche
ora."
Profile Image for Maison Koala.
370 reviews13 followers
March 5, 2024
Tre stelle arrotondate per eccesso perché è indubbio sia che la Valerio conosca la materia, sia che la sua penna sia luminosa ed ispirata.

Ma il disincanto di questa professoressa di matematica di liceo con contratto a tempo determinato, ormai insofferente alle tante, troppe storture di un sistema scuola che non si rinnova da troppi anni (diciamo pure decenni) e pare aver perso di vista il fine ultimo dell'insegnamento, e cioé trasmettere non nozioni ma entusiasmo e "sale per la mente" mi ha buttato addosso uno scoramento assoluto.

Ché poi sono mamma di una neoliceale e, al netto di quel residuo endemico di burocrazia & nozionismo che difficilmente in Italia si esaurirà mai, riesco in realtà ad apprezzare un'evoluzione positiva davanti & dietro la cattedra. La protagonista, invece, no.

Giuduzio tecnico finale: rimandato (anzi debito) a settembre.
Profile Image for Mariavittoria Giaroli.
76 reviews1 follower
April 22, 2021
Alessandra Faggi è una professoressa di matematica che indice delle riunioni notturne in sala docenti, prima a cadenza regolare, poi saltuariamente, poi quando ce n'è bisogno. Perché sente che al collegio dei docenti non c'è abbastanza spazio per "tutto". Al collegio docenti c'è spazio solo per le parole formali, per la burocrazia, per i programmi, ma lei sa che la scuola non è solo questo. In primis ci sono i ragazzi, non solo con i loro voti, ma anche con i lori sentimenti, con la loro età, con le loro teste di cavolo e anche di questo i professori hanno bisogno di parlare, hanno bisogno di sfogarsi. Sono persone e, in realtà, non tutti riescono ad esserlo, "professori". Professore è chi ci riesce.
"Solo casi particolari perché se ogni uomo è diverso ogni studente è un universo".
Profile Image for Antonio Sordillo.
139 reviews
March 2, 2025
La protagonista è la professoressa di matematica che non vorrei mai, ma resta comunque la più auspicabile nella scuola di oggi e di domani, quella in cui la stupidità, per riprenderla con Emily Dickinson, è peggio del dolore. Manca di empatia, certo, ma la rigida, spietata logica matematica non può e forse non deve tenere conto della necessità di empatia tra gli adolescenti, specie quando questi sono più rigidi e spietati della matematica stessa. Così educare diventa anche una forma di sopravvivenza, ma resta l'appello a una scuola fatta di studenti, senza l'ingerenza dei genitori, senza la massa inebetita dei colleghi, senza l'idiozia di certi presidi. C'è però altro oltre i programmi ministeriali, ricordiamocelo.
Profile Image for Mass.
104 reviews2 followers
June 16, 2021
Tic, idiosincrasie, manie, pregi e difetti di chi quotidianamente vive la scuola, raccontati con asciutta ironia dalla Valerio, più o meno biograficamente coincidente con la prof precaria di matematica che attraversa queste pagine.
Mi sono molto divertito durante la lettura, tanto quanto mi sono trovato a constatare la veridicità e condividere la spietatezza con cui l’autrice smaschera alcuni problemi irrisolti e forse irrisolvibili della scuola.
Profile Image for Carlotta Sanzogni.
44 reviews296 followers
April 16, 2021
Un romanzo divertentissimo con il quale Chiara Valerio ci accompagna nel tanto meraviglioso quanto intricato mondo della scuola. Le pagine scorrono tra risate, momenti di commozione e tanti spunti di riflessione da cogliere e poi sciogliere, per capire perché la cultura merita un trattamento diverso da quello che le stiamo riservando.
Profile Image for Giulia.
29 reviews2 followers
November 28, 2023
C’ho messo due anni a finirlo. Non era mai il momento giusto e poi me ne sono dimenticata. Sono contenta di non averlo mollato, Valerio scrive come parla: rapidissima, arguta ed esilarante. Un libro non recentissimo per cui alcune cose stonano con la sensibilità di oggi, ma che secondo me è una gradevolissima lettura per chi in un modo o nell’altro si rapporta alla scuola e all’insegnamento.
Profile Image for Filippo Petriliggieri.
106 reviews2 followers
July 26, 2021
Indubbiamente varrebbe 4 stelline per la freschezza della scrittura e l'ironia non scontata sulle dinamiche scolastiche. Però, anche se la scuola riguarda tutti, non sono riuscito molto ad'entrare' nei consigli di classe con loro.
Profile Image for Simona Calò.
487 reviews14 followers
December 30, 2022
Romanzo breve e strambo, ma anche originale e divertente. Mi ha sorpresa e deliziata la capacità di parlare di un gruppo di insegnanti che non ne hanno voglia e provano attrazione per i loro studenti. Soprattutto, è il linguaggio a rendere la comicità dell'autrice così singolare e fuori controllo, con le sue metafore ricercate e le supercazzole imprevedibili. Da insegnante, vi ho trovato un gran conforto.
Profile Image for Juan González.
174 reviews2 followers
January 5, 2025
Relato crítico sobre la vivencia de una profesora de matemáticas substituta que sufre lo que no está escrito por la burocratización del sistema. Estilo crítptico y duro, a pesar de los momentos brillantes.
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
May 29, 2022
Prima metà abbastanza faticosa da seguire, criptica; dalla metà in avanti mi sono ritrovato, apprezzando in particolare alcune delle riflessioni proposte
Profile Image for maru.
11 reviews9 followers
August 19, 2023
almost stand-up comedy. slater u little genius
Profile Image for Tiresia.
245 reviews2 followers
April 16, 2024
Singole parti interessanti, ma tanti temi appena accennati e pochi affrontati
Profile Image for Cecilia Della Penna.
46 reviews1 follower
August 14, 2024
“La stupidità è peggio del dolore.
La Dickinson, come la scuola, mi ha sempre consolato.”
Displaying 1 - 30 of 32 reviews

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