Una storia completa dello psicofarmaco dal suo apparire fino alla recente esplosione. Un racconto per voci che si muove su un doppio piano: da una parte ci sono le teorizzazioni sull'influenza della psicofarmacologia nell'immaginario collettivo; dall'altra, una vera guida al (non)-utilizzo degli psicofarmaci che contiene una serie di notizie utili e chiare per tutti. Le illustrazioni del libro sono le incredibili pubblicità che dal 1900 a oggi, a ogni latitudine del pianeta, hanno tentato di comunicare per immagini il disagio psicologico.
In questo volume, si fanno l'elenco e le spiegazioni di tutti i principali psicofarmaci in commercio partendo sia dai loro nomi commerciali sia dal nome del principio attivo; non è una spiegazione da bugiardino, quanto piuttosto tutta una serie di informazioni sul come si è arrivati a spacciare per farmaci una serie di molecole per le quali si sono trovate adeguate malattie, come dire prima hanno trovato la soluzione, poi hanno creato il problema. Indubbiamente questo è il punto di vista degli autori e può essere più o meno condivisibile, attualmente io ne condivido solo una parte, ma sapere quante e quali case farmaceutiche hanno peso sugli attuali equilibri del mondo è comunque un'informazione sulla quale c'è poco da essere d'accordo. Divertenti anche le pubblicità degli psicofarmaci, le cui locandine sono riportate a bordo pagina, e le informazioni sulla presenza degli stessi in film, telefilm e libri, tra cui quello recensito dall'altra gonza "Gli Scwartz", senza dimenticare il paragrafetto sulla Juventus F.C. Sia che questo argomenti vi tocchi o meno, resta un libro interessante, mi sento di consigliarvelo, sicuramente più del vendutissimo "Prozac nation", comunque la questione è moooooltoooo aperta e l'informazione è d'obbligo.
Per chi è (dis)informato su Ritalin e disturbi dell'attenzione, per chi ama Johnny Cash e si traveste da Elvis Presley, per chi il Prozac non l'ha mai preso e per chi si è chiesto almeno una volta che diavolo c'è nella Coca Cola. Ce n'è per tutti.