Un'originale avventura dell'infallibile detective Sherlock Holmes, inviato segreto del Ministero della Guerra britannico alla ricerca di una misteriosa fabbrica austro-tedesca di micidiali torpedini sottomarine, ambientata in una provincia italiana: le Marche agli inizi del secolo. Il protagonista di questa spy-story si trova al centro di vicende e incontri tutti storicamente credibili, descritti con ironia da Joyce Lussu in uno dei suoi testi più atipici e singolari: un vero giallo.
Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti, known as Joyce Lussu was a partisan, writer, poet and translator, She was also the wife of the writer Emilio Lussu.
Ogni tanto mi piace leggere qualche apocrifo holmesiano, per vedere come gli autori riescono a muoversi con i vincoli posti da altri. In questo caso sono restato però abbastanza deluso. Non perché, come hanno rimarcato i puristi, non è possibile ambientare un'avventura dell'investigatore nel 1908, quando Holmes era a fare tutt'altro, e nemmeno perché non c'è Watson, o per l'ambientazione nelle Marche. Il guaio è che la Lussu, ancorché scrittrice e traduttrice ben nota, ha scelto di mettere troppa carne al fuoco in un libretto breve - va bene parlare della Triplice Alleanza, ma che diavolo c'entra Mata Hari? - e soprattutto nella prima parte è stata troppo didascalica. Non so se questo sia dovuto all'età avanzata in cui scrisse il libro - aveva più di 70 anni - o perché voleva in realtà fare un omaggio alla sua regione natia e alle lotte anarchiche; resta però un risultato un po' discutibile.