A box of dreams
Una strana coincidenza mi ha fatto scegliere a caso (praticamente a occhi chiusi) questo libro dal mio scaffale (strabordante) dei libri da leggere. Un libro che non avrei mai comprato, ereditato da un mio ex che lo voleva buttare. Strana perché dopo l’Interpretatore dei Sogni di Massini, questo libro racconta proprio un sogno, o meglio una serie di sogni, uno dentro l’altro, come il titolo inglese ben rappresenta.
Il problema è che tutti abbiamo sperimentato la noia del racconto di un sogno. Perché come insegna Freud uno sogno agisce per immagini, è sconclusionato, privo di logica, non ha coerenza spazio temporale. E soprattutto è utile solo a chi lo fa. Qui l’autore cerca di costruire una satira, una commedia surreale e divertente sulle disavventure sognate dal personaggio principale di cui solo nell’ultimo capitolo scopriremo qualcosa.
Purtroppo, complice anche la traduzione infelice, l’umorismo ricorda l'oratorio, il susseguirsi degli improbabili eventi è noioso e pervaso da un fastidioso deja vu. Deja vu dovuto al film "Invito a cena con delitto" a cui Madsen sembra essersi senz’altro ispirato. Insomma, e mi dispiace dover dar ragione al mio ex, uno dei libri più brutti degli ultimi anni. Forse in inglese qualche pagina avrebbe potuto strappare un sorriso. Forse.