Ci sono poteri utili, poteri inutili, poteri dannosi. Leviatan li aveva tutti. Immaginate un potere, uno qualunque. Leviatan ce l'aveva. A parte forse il sudore corrosivo, i superacidi gastrici e le lumache divoratrici nell'intestino, tutti gli altri poteri erano codificati nel suo dna. Poteri utili, la superforza. Inutili, il superventriloquismo. Dannosi, l'empatia passiva. In un mondo quasi uguale al nostro, Terra L, vive un supereroe. Si chiama Leviatan. I suoi poteri cambiano ogni dodici ore, in maniera incontrollabile. Da più di un secolo difende l'umanità da ogni pericolo. Nella sua identità segreta, Leviatan si fa chiamare Daniel, vende dischi e fumetti rari ed è fidanzato con un'isterica scrittrice di romanzi erotici... Poi c'è Terra Prima, il nostro mondo rassicurante e familiare, dove i supereroi vivono soltanto nei fumetti. Su Terra Prima, un musicista di nome Kabra ha pochi giorni per scrivere la canzone che rilancerà i Despero, la sua storica band, e sfuggire ai tentativi di seduzione della bella Elettra, chitarrista talentuosa e pazza. Nella sua tragicomica odissea, preda di una terribile crisi creativa, si imbatte in un edicolante che blatera di supereroi...
Il romanzo che finora ho apprezzato di più del Moroz. Di lui, del suo scrivere, mi piace soprattutto la capacità di rimanere leggero e scanzonato anche narrando cose macabre (lo fa, ma in un altro modo anche Lansdale, che difatti è uno dei miei must). In questo romanzo ritornano personaggi e vicende narrate nell'Era del porco e in Despero e si aggiungono altri characters degni di nota. il protagonista innanzitutto, dai superpoteri random e il musicista. Qualche ora pensando ai vari what if che sarebbero potuti accadere se quei superpoteri esistessero veramente. O se esistesse il viaggio nel tempo. Meno male che Guanda gli ha "permesso" di pubblicare questa specie di libro di fantascienza e non solo il solito noir.
Questo romanzo mi ha fatto capire una cosa (in realtà la sospettavo da tempo, ma ora ne ho avuto una chiara conferma): non serve aver avuto la vita di Hemingway per scrivere un romanzo (beh, si, devi aver avuto la vita di Hemingway per scrivere ciò che ha scritto Hamingway... ma questa è un'altra storia), basta la propria vita...bastano i propri amici, le proprie esperienze e i propri pensieri anche se si è vissuti lontani dai grandi eventi storici o gli eventi a cui si è assistito sono tutto fuorché epici... Certo, bisogna avere il talento, quello si, ma vale sempre la pena di raccontare tutto, per quanto insignificanti possano sembrare agli occhi della Storia... Gianluca Morozzi, secondo me, crede a questo assunto e grazie alla sua capacità narrativa ci regala un romanzo che forse non sarà un capolavoro, ma che riesce a regalarvi qualche giorno di puro divertimento mischiato a quella familiarità che potrebbe darci solo una bella chiacchierata con un amico... e in più vi anticipo che in mezzo ci sono anche universi paralleli popolati da supereroi (che vivono a bologna...) e rocktar come David Bowie e Lou Reed diventati super cattivi a causa della frustrazione di aver visto le loro canzoni scritte prima di loro dal misterioso cantautore Johnny Grey... Tutto ciò vi sembra una boiata? Non so, a me è piaciuta tantissimo e, da lettore, mi piacerebbe tantissimo rincontrare ancora Kabra dei Despero, Tex, Leviatan, Nitro e Iris e tutti gli altri personaggi... E già, Gianluca Morozzi, perché non ti ho scoperto prima? Quali strani scherzi del destino hanno fatto si che il mio percorso di lettore non incrociasse il tuo di scrittore? Mah! Misteri della vita e, comunque, meglio tardi che mai!
pastìccio s. m. [lat. pop. *pastīcium, der. di pasta «pasta»]. – 1. Pietanza per lo più costituita da un involucro di pasta frolla o d’altro tipo e da un ripieno di pasta alimentare, precedentemente cotta e adeguatamente condita, o di carne, pesce, ortaggi, variamente trattati, generalmente fatta cuocere al forno: p. di maccheroni, di cacciagione, di cavolfiore. Aggiungo, come nota personale, che il pasticcio è una delle cose più buone che si possa mangiare. Colui che gli dei vogliono distruggere è così, un romanzo preparato mescolando supereroi e musica rock (e le rispettive sottoculture) in ugual misura. Come tutti i pasticci, non si presenta benissimo: molti passaggi sono confusi e la trama lascia un po' a desiderare; indubbiamente però è un romanzo scritto bene, con molta ironia (parecchie scene mi hanno strappato una risata) e tanto amore per le tematiche e i suoi meravigliosi personaggi. Assolutamente consigliato.
Chiariamoci, Morozzi � uno degli autori italiani che preferisco, il libro l'ho divorato come capita sempre con le sue opere e non c'� una pagina dove ci si annoia. Ma non � che per riverenza e affetto bisogna per forza tralasciare i limiti pazzeschi del romanzo. L'intuizione del personaggio Leviatan � eccezionale, ma poi il personaggio gli � scoppiato in mano, non sapeva pi� bene che farci. Ha iniziato a farcire la storia di mille dettagli, sottotrame eccetera, poi semplicemente non sapeva che finale scegliere. O si � stufato. O l'editor gli ha imposto il taglio sulle 300 pagine. Non lo sapremo mai, a meno che questo non sia solo il preludio ad un nuovo romanzo. Di Terra Prima, vabb�, sar� controcorrente, ma i Despero secondo me potevano essere lasciati l� nell'Olimpo senza essere disturbati.
E' il primo romanzo di Morozzi che leggo e l'ho trovato molto divertente. Ben scritto, ricco di ottime idee e con una fantastica rielaborazione dei fumetti supereroistici. Un gran talento.
“Eh si, dottore, davvero, io sto uscendo di testa, ma sa come diceva Aquaman? Colui che gli dei vogliono distruggere, prima viene data in dono la pazzia. Euripide? di Euripide? sicuro?
Per me era Aquaman. Ma mi fido di lei.”
Gianluca Morozzi è geniale e questo è uno dei suoi libri migliori. Immaginate una Terra alternativa dove le più grandi rockstar non hanno potuto diventare tali perchè un misterioso musicista ha scritto tutti i loro successi, ha scritto, cantato e suonato lui tutti i loro dischi. Cosa potevano fare persone dotate di grande creatività come Lou Reed o David Bowie per sfogare la propria creatività se non darsi al crimine ? Per fortuna questa Terra ha anche un grande supereroe come Leviathan che purtroppo ha un piccolo problema, i suoi poteri cambiano ad una data ora e a volte quelli nuovi non sono molto utili.... Consiglio questo libro a tutti quelli che vogliono leggere un libro divertente, geniale e pieno di trovate senza fine,
“Eh sì, dottore, davvero, io sto uscendo di testa, ma sa come diceva Aquaman? A colui che gli dei vogliono distruggere, prima viene data in dono la pazzia. Euripide? È di Euripide? È sicuro? Per me era Aquaman. Ma mi fido di lei.” Un romanzo fantastico, originale, leggero, appassionante e dvertente, di quelli che amo leggere tutto d'un fiato e poi tornare a rileggere, occasionalmente, nei momenti di relax. Lettura assolutamente consigliata a tutti gli appassionati di fumetti di supereroi e di musica rock...
Amo questo Autore, per cui in partenza mi sento già di assegnargli 4 stelle. ☺️ Illibro mi è piaciuto, è un trip di citazioni per amanti della musica di Lou Reed D. Bowie etc e per i patiti della Marvel. A parte ciò la storia racchiude pagine di sentimento e di risentimento di odio ed amore di tutto ciò che nella vita ci vien dato. Il finale, già, il finale mi è sembrato un bel po confuso. Peccato. Ho dovuto tirar le conclusioni da solo pur non essendo un finale aperto. Comunque piacevole lettura ma non tra i migliori di Morozzi che seguo e continuerò a seguire. +++ 1/2
Migliore la parte ambientata sulla Terra Prima, Kabra è un personaggio che sono stata felicissima di ritrovare, mi fa ridere fino alle lacrime e sono stata contenta di ritrovare anche il mio personale idolo Shatterthunder. Le storie invece della Terra L mi hanno preso meno, alla fine mi hanno anche lasciata con un discreto senso di confusione, avrei preferito un romanzo solo su Kabra, Elettra, i Despero, e compagnia bella. Però Morozzi resta sempre un grande.