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Come ho perso la guerra

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Una storia, in parte autobiografica, ambientata in un paese della provincia toscana dove il tempo sembra scorrere più lento e la serenità regna sovrana. Il giovane rampollo della nobile famiglia Cremona, Federico, vive il suo essere nobile con un po' di disagio. Tutto cambia con l'arrivo di Ottone Gattai, spietato e avido imprenditore di acque. Improvvisamente il progetto di un enorme impianto termale sconvolge la vita di tutti i suoi compaesani. Interessi politici ed economici sembrano corrompere il naturale ordine delle cose. Molti non ci stanno e dopo una prima pacifica protesta un gruppo avvia una guerriglia contro Gattai che sta sequestrando e privatizzando tutta l'acqua della zona. Nella lotta si distingue Federico Cremona, che vede finalmente stagliarsi all'orizzonte l'occasione di un proprio riscatto. Insieme alla moltitudine di storie memorabili, Filippo Bologna ha una generosità e una forza nel creare blocchi di parole e di immagini che portano il lettore a divertirsi e un attimo dopo a commuoversi profondamente.

273 pages, Paperback

First published January 1, 2009

22 people want to read

About the author

Filippo Bologna

11 books2 followers
Filippo Bologna was born in Tuscany in 1978. He lives in Rome where he works as a writer and screenwriter. His debut novel How I Lost the War is also published by Pushkin Press.

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1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,497 reviews2,479 followers
July 21, 2025
SCIACQUARE I PANNI IN ORCIA


Copertina

Per tre quarti del libro sono passato dall’iniziale sorpresa, a un piacevole stupore, al divertimento puro (sì, anche sorrisi mentre leggevo, e qualche risatina).

In aggiunta, una meravigliosa sensazione d’essere a casa, perché Filippo Bologna immerge la sua storia in Toscana, non solo con la lingua, ma anche con il tono e la scelta dei personaggi.

Mi avviavo a tributargli il massimo dei voti.



Se non che, l’ultimo quarto di libro segna una svolta brusca ed esagerata, con un cambio di registro inspiegabile, che se non arriva a distruggere tutto il buono sin lì costruito, mi lascia comunque perplesso e inficia il giudizio finale - che infatti, s’è ridotto di una stella, e forse anche una e mezzo.
Peccato.

Per duecento pagine mi tornava in mente la frase di lancio di Sandro Veronesi sulla quarta di copertina,
Se fossi un editore – e lo sono – punterei forte su questo romanzo – e lo faccio.
Anch’io lo faccio, anch’io punto forte su questo romanzo, continuavo a ripetermi.

Ora, all’ultima pagina, punterei meno, non così forte.

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9 reviews2 followers
June 16, 2019
After an interesting beginning the plot takes some bizarre turns - the characters act randomly and are not credible in the way they behave themselves.
Profile Image for Michael Pennington.
526 reviews4 followers
April 8, 2017
I bought this four years ago to catch-up on my Italian literature and loved it. Far more engrossing, funny and ultimately tragic than I'd imagined it would be.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews