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Mara, Renato e io. Storia dei fondatori delle BR

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Un capo delle Brigate Rosse racconta la loro storia, dalla fondazione al dissolvimento. La lotta armata descritta dal di dentro, con tutti i suoi errori, paure, emozioni, atti di coraggio, debolezze. Uno sconvolgente affresco degli "anni di piombo".

252 pages, Paperback

First published January 1, 1988

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About the author

Alberto Franceschini was an Italian communist militant, a founder and leading member of the Red Brigades (Brigate Rosse), along with Renato Curcio, Margherita Cagol and Mario Moretti.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,460 reviews2,434 followers
April 17, 2025
MORDI E FUGGI


Idalgo Macchiarini, l’ingegnere della Sit-Siemens che fu il primo sequestrato (3 marzo 1972). Sul cartello si legge: “Mordi e fuggi. Niente resterà impunito. Colpirne 1 per educarne 100”. Il sequestro durò al massimo 30 minuti.

Alberto Franceschini è tra i veri e primi fondatori delle Brigate Rosse, tra quelli che scelsero proprio questo nome e mossero i primi passi, nel senso che eseguirono le prime “azioni” (nello specifico si trattò di dar fuoco all’Alfetta di un operaio ‘capetto’ della Sit Siemens di Milano, e già che c’erano, gli bruciarono anche il garage, il 17 settembre 1970).
Franceschini comincia dal principio: il nonno partigiano, i racconti sulla Resistenza, il ‘tradimento’ del PCI, riformista e non più rivoluzionario, la Resistenza tradita, le prime armi sono proprio quelle partigiane, i primi incontri con Renato (Curcio) e Mara (Cagol) a Milano, ma anche a Reggio (Emilia, dove Franceschini è nato e abitava all’epoca).
Sgombra il campo da un dubbio: le BR non nacquero nell’autunno del1969 a Chiavari, ma nell’agosto del 1970 in un piccolo albergo-trattoria sull’Appennino reggiano (Pecorile), dove si riunirono in un centinaio, studenti e operai di varie parti d’Italia, futuri regolari (clandestini) e irregolari (quelli che continuavano la vita di sempre pur partecipando alla lotta armata), fiancheggiatori e simpatizzanti. Ma certo non tutti aderirono: molti confluirono in Lotta Continua.


1974, Pinerolo: l’arresto di Curcio (al volante) e Franceschini (stretto al collo da un poliziotto in borghese).

Gli inizi, quasi comici data l’imperizia, con le auto bruciate e le rapine.
Ma:
Noi invece volevamo essere guerriglieri, combattere una guerra vera. Fu per questo che cominciammo a pensare a un altro tipo d’azione, clamorosa, che desse di noi l’immagine di un’organizzazione efficiente, in grado di colpire chiunque e dovunque. Progettammo un sequestro di persona.


Franceschini organizzò e gestì il sequestro di Mario Sossi a Genova.

Al contrario delle altre due riflessioni interne alle BR che ho letto – firmate da Enrico Fenzi e Valerio Morucci – Franceschini racconta soprattutto fatti. Nonostante si sia dissociato dalla lotta armata poco prima della pubblicazione di questo libro (1988), non traspare alcun rimorso né rinnega alcunché: solo trova che la situazione sia cambiata e armarsi contro lo stato non ha più senso. Vero, non ha fatti di sangue alle spalle, è stato arrestato quando ancora le BR non avevano iniziato a uccidere. Ma ha proprio un approccio del tutto diverso: giustificativo, a momenti quasi trionfalistico, come se davvero le BR fossero l’avanguardia di una massa di lavoratori e studenti e disoccupati pronti a prendere le armi per realizzare la rivoluzione. E le vittime furono decine (chi dice 128, chi si ferma prima a 86).
Ci furono decine di gruppi armati (un centinaio), sigle dalla storia più o meno lunga (breve), a destra e a sinistra: Nuclei Armati Proletari, Prima Linea, Azione Rivoluzionaria, XXII Ottobre, Unità Comuniste Combattenti, Formazioni Combattenti Comuniste, Proletari Armati per il Comunismo… Si calcola che nel periodo di massimo sviluppo abbiano coinvolto, tra effettivi e fiancheggiatori, circa diecimila individui, uomini e donne, tutti tendenzialmente giovani. Dei quali, un migliaio passò per le patrie galere.


Mara Cagol, tra i fondatori delle BR, moglie di Renato Curcio, fu uccisa dai carabinieri nel 1975.

Prima ancora che rendere un buon servizio alla Storia, lo rende a se stesso, dipingendosi come capo storico colto, riflessivo ma anche d’azione. Così facendo, giustifica pienamente il soprannome che gli era stato dato in carcere, Mega, che lui interpretava come “il più grande”, mentre per molti suoi compagni stava per Megalomane.
Ciò nonostante, siccome Franceschini è tutto meno che tordo:
E il “divenire naturale” fece, nel giro di un paio d’anni, giustizia delle nostre discussioni: non c’erano masse da “organizzare sul terreno della lotta armata” perché, semplicemente, le masse se ne stavano andando da altre parti. Il sogno della rivoluzione sarebbe morto e con lui anche i nostri sogni di “guerra civile”.




Franceschini e Pierangelo Bertoli erano amici.
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews335 followers
September 20, 2017
Una convenzione letteraria dall'inizio alla fine.
Riesce a riformulare la "storia" in modo che sembri una favola, un racconto d'avventure tra Papillon e le Mille e una notte.
E questo si chiama barare.
Perché rende sì comprensibile, ma anche godibili quegli anni.
E non si respira l'odore del sangue, di bruciato e di terrore.
La paura di aprire il giornale o accendere un Tg e sentire del nuovo gambizzato, del nuovo attentato, vedere il volantini ciclostilati con la stella a 5 punte.
Bara fin dal titolo, con il proposito stilnovistico che riecheggia momenti bucolici e invece preparavano stragi.
Il percorso umano di Fr. è convincente e il tono sempre un po' supponente, a Curcio e Cagol non fa fare la figura degli intelligentoni (ruolo che tiene per sé), ma traspare sempre un grande affetto.
O forse è soltanto affetto per gli anni e gli ideali che furono.
Profile Image for Violino Viola.
264 reviews33 followers
December 28, 2022
3,5 un memoir di uno dei fondatori delle br che è un ottimo modo per conoscere gli ideali che sono stati alla base della fondazione di questo gruppo armato. Il racconto di Franceschini ci fa capire perfettamente i limiti e le contraddizioni del pensiero delle br, e la loro lontananza effettiva dai movimenti e dalle lotte delle piazze e degli operai. La sua lettura critica degli eventi è molto interessante
Profile Image for Laura.
119 reviews8 followers
August 8, 2022
Che dire, lettura imprescindibile per chi come me è appassionatə dei famosi anni di piombo. Unica pecca: è troppo corto.
(Interessantissimo leggere dell'esperienza di Franceschini nelle carceri speciali, fa davvero molto riflettere su quanto sia marcio il sistema carcerario in Italia)
Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
Il libro �� la storia della nascita e dell'evoluzione iniziale delle Brigate Rosse raccontate da Alberto Franceschini che assieme a Renato Curcio e Mara (Margherita) Cagol ne �� stato il fondatore.

Dalle prime bombe incendiarie innescate contro le automobili dei dirigenti industriali a Milano, fino al rapimento Sossi, dal carcere (duro in regime speciale del generale Dalla Chiesa) e la morte della Cagol alla rinnegazione giurata dei propri ideali: tutte le azioni, gli aneddoti, le strategie del gruppo terroristico rosso che tenne sotto scacco il sistema durante tutti gli anno 70.

Chi narra �� Alberto Franceschini stesso non �� una mera lista cronologica di eventi ma una serie di racconti, cronologicamente legati, in cui si respira il motore rivoluzionario che aleggiava nell'aria agli inizi dei '70, l'evoluzione del suo punto di vista che lo porta amaramente a constatare dopo anni da irriducibile che ci�� per cui ha comabattuto altro non �� che un'utopia.

Bel libro per chi vuole sapere senza troppi veli il punto di vista intestino di coloro i quali per anni cullarono il sogno della rivoluzione operaia. Se ne capiscono gli ideali s�� puri, incendiati dalla delusione politica dei padri (molti ex partigiani) e dall'onda sessantottina, ma portati avanti con mezzi universalmente condannabili.

Per quelli della mia generazione e quelle seguenti �� una testimonianza di tempi in cui la gente nel bene e nel male credeva veramente in qualcosa al punto di metter in gioco la vita.

Un bel libro consigliatissimo a tutti coloro che sono interessati alla storia recente dei nostri "anni di piombo".

<< Ma le strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla pi�� forte,
son caduti i fiori e hanno lasciato solo simboli di morte >>
F. Guccini

Profile Image for ERICAG.
48 reviews1 follower
February 9, 2023
Franceschini racconta la sua versione della storia nella nascita ed evoluzione delle Brigate Rosse. Una biografia che potrebbe essere anche un saggio del periodo storico. Si legge molto velocemente. Unica pecca si parla poco della figura di Margherita Mara Cagol, visto il titolo pensavo fosse più centrale.
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