Sono nata nel 1965 e mentre leggevo questo libro continuavo a pensare che avrei voluto che lo avessero letto i miei genitori: avrei dovuto avvalermene in veste di figlia, e non di madre.
L'autore, un neuropsichiatra infantile indubbiamente in gamba, deve aver meditato per lungo tempo di travasare la sua esperienza in un'opera scritta, e se si fosse deciso a farlo negli anni '60, '70, o persino '80 avrebbe fatto scalpore e sarebbe stato veramente utile a generazioni di genitori e ai loro figli. Invece il libro è uscito nel 1995, col risultato che è nato già datato: le cose utili e sagge che indubbiamente contiene sono di fatto quelle che si ritrovano grossomodo in tutti i testi dedicati alla genitorialità, e in più si ha l'impressione che l'autore abbia scritto questo testo per un pubblico che quando il libro è uscito si preparava a diventare nonno; mi riferisco per intenderci a osservazioni e consigli palesemente fuori tempo massimo quali "i padri [....] solitamente si dedicano al gioco durante il loro tempo libero, mentre le madri lo possono fare soltanto tra una faccenda di casa e l'altra" oppure "Dovrebbe essere la madre, ancora una volta, a servire tutti: prima il marito e poi i figli".
Personalmente ho trovato anche piuttosto irritante una cosa di cui l'autore sembra in realtà andare piuttosto fiero e cioè il fatto che "prescriva" sbrigativamente delle scelte e dei comportamenti, come fossero antibiotici o aspirine: se persino nel caso dei medicinali si dovrebbe tenere conto del caso singolo, figuriamoci nel caso di scelte quali il fare o no un secondo figlio....
Aggiungo che ho preso questo libro perché attratta dal titolo: dopo aver, da neomamma, dato molta importanza agli esperti, ed essermi scontrata sia con la contraddittorietà dei loro principi sia con l'impossibilità di metterli in pratica, sono giunta davvero alla conclusione che le madri abbiano sempre ragione, nel senso che alla fine ho scoperto che la cosa migliore che una madre possa fare è fidarsi di se stessa e di suo figlio, e che gli errori che inevitabilmente si commettono siano spesso invece salutari e costino alla fine di meno che il tentare di essere sempre "perfette" secondo i canoni di questo o quell'esperto. Il titolo e le note di copertina mi avevano quasi illuso di aver trovato una voce fuori dal coro, che la pensava come me, e mi ero incuriosita; ma mi ero sbagliata, le madri che non sbagliano mai secondo l'autore sono a loro volta madri "perfette" ed inesistenti nella vita reale, e questo è nient'altro che l'ennesimo libro pieno di "fai questo" e "non fare quello", né migliore né peggiore di tanti altri.