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La Saga di Elric di Melniboné vol. 3

Continua la saga di Elric, giunta al terzo volume: Elric di Melniboné è un personaggio leggendario della fantasy moderna creato dall'autore inglese Michael Moorcock, nome di punta insieme a James G. Ballard della New Wave inglese. Nato nelle pagine di romanzi popolari degli anni Sessanta e Settanta e tuttora amati dalle nuove generazioni, Elric ha dato vita a canzoni, racconti, musical rock, computer games, giochi di ruolo.

399 pages, Paperback

First published January 1, 1977

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About the author

Michael Moorcock

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Michael John Moorcock is an English writer primarily of science fiction and fantasy who has also published a number of literary novels.

Moorcock has mentioned The Gods of Mars by Edgar Rice Burroughs, The Apple Cart by George Bernard Shaw and The Constable of St. Nicholas by Edward Lester Arnold as the first three books which captured his imagination. He became editor of Tarzan Adventures in 1956, at the age of sixteen, and later moved on to edit Sexton Blake Library. As editor of the controversial British science fiction magazine New Worlds, from May 1964 until March 1971 and then again from 1976 to 1996, Moorcock fostered the development of the science fiction "New Wave" in the UK and indirectly in the United States. His serialization of Norman Spinrad's Bug Jack Barron was notorious for causing British MPs to condemn in Parliament the Arts Council's funding of the magazine.

During this time, he occasionally wrote under the pseudonym of "James Colvin," a "house pseudonym" used by other critics on New Worlds. A spoof obituary of Colvin appeared in New Worlds #197 (January 1970), written by "William Barclay" (another Moorcock pseudonym). Moorcock, indeed, makes much use of the initials "JC", and not entirely coincidentally these are also the initials of Jesus Christ, the subject of his 1967 Nebula award-winning novella Behold the Man, which tells the story of Karl Glogauer, a time-traveller who takes on the role of Christ. They are also the initials of various "Eternal Champion" Moorcock characters such as Jerry Cornelius, Jerry Cornell and Jherek Carnelian. In more recent years, Moorcock has taken to using "Warwick Colvin, Jr." as yet another pseudonym, particularly in his Second Ether fiction.

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2 stars
5 (10%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Tanabrus.
2,008 reviews192 followers
November 28, 2010
E' la terza volta che comincio questo commento...

Praticamente, i due libri contenuti in questo volume chiudono la storia di Elric (malgrado manchi ancora un libro, oltre ai due "postumi").
Si compie il fato di Elric, più volte accennato in passato, si scopre la verità su Tempestosa, ed avviene lo scontro tra le forze della legge e quelle del caos.

Nel mezzo, la terra diventa l'inferno, Tempestosa uccide Duchi dell'inferno e amici di Elric, i draghi tornano a volare, Elric si procura uno scudo e un corno con i quali debellare il caos dal mondo e ricreare la vita, in un mondo non più dominato dal caos.

Un grandioso epilogo, che lascia commossi per la fine di alcuni personaggi e per il loro coraggio e spirito di sacrificio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Chris.
334 reviews2 followers
December 5, 2021
Questo volume, terzo della quadrilogia, sono contenuti i due romanzi "The Bane of the Black Sword" e "Stormbringer", che Moorcock stesso definisce "il mio primo romanzo di lunghezza normale. In virtù di ciò il suddetto romanzo costituisce - a mio parere - l'apice narrativo dell'intero ciclo (almeno finora): Elric matura come (anti)eroe e come uomo, marionetta al servizio di un fato impietoso e consapevole di esserlo; matura il rapporto con Arioch che finora aveva seguito un copione un tantino stantio; maturano i sentimenti che decretano le sue azioni, fino all'epicissima conclusione del romanzo. Se nei primi volumi percepivo un'atmosfera non perfettamente "stabile", per così dire, nel dipanarsi delle vicende, adesso tutti i pezzi del puzzle sembrano essere andati al loro posto, riuscendo tuttavia a proporre al lettore soluzioni e risvolti non banali né scontati.
Profile Image for Giuseppe.
248 reviews
January 12, 2012
Non mi dilungherò troppo in questa recensione perché, onestamente non ne vale la pena.

Il voto ha da considerarsi valido per questo libro, ma è anche un giudizio sull'intera saga.

Fanucci ha raccolto in questo terzo libro i due tomi editati eo tempore dalla editrice Nord di Milano. Il primo, come i precedenti, è una raccolta di racconti che seguivano un continuum temporale (con qualche buco) e che sono propedeutici al secondo tomo, un romanzo vero e proprio, che rappresenta l'epilogo della saga. Una scelta stilistica che ricorda l'uso di un lungometraggio cinematografico per la chiusura di una serie televisiva, se mi è permesso il paragone. E come succede per il passaggio dal piccolo al grande schermo, la forma di romanzo fa emergere diverse pecche nella narrazione. La prima e più evidente e l'agilità della lettura.
La scrittura fin troppo asciutta di Moorcock ben si adattava alla forma del racconto, nella quale comprimeva in poche pagine, se non in poche righe, diversi avvenimenti anche topici. Invece la forma del romanzo risente di questo tipo di scrittura, poichè sembra alla fine un lungo racconto, senza però che vi sia introspezione dei personaggi, una maggiore e dettagliata spiegazione degli eventi. L'impressione è quella di essere di fronte ad un brodo allungato. Infatti lo schema dell'intreccio tende a ripetersi fin troppe volte: Elric è il Campione Eterno, colui che deciderà le sorti del Fato, le forze del Caos avanzano, lui è mandato in missione per conto dei Signori della Legge a recuperare qualche antico manufatto per ribaltare le sorti di uno scontro che sembra essere impari, lo recupera e uccide il boss di turno. Dopodichè si presenta una nuova e più potente minaccia e lui riparte per una nuova questua, che terminerà con l'ennesimo boss di turno, fino allo battaglia Finale, dove praticamente da solo, sconfigge un intero universo. Un piccolo divertissement è rappresentato dall'incontro-scontro tra Elric e il fantasma dell'Orlando della nota chanson de geste, che viene rappresentato come una delle trasmutazioni del Campione Eterno. Ci sarà così lo scontro tra Tempestosa, protagonista del romanzo al pari di Elric, e Durandana, ovvio riferimento alla Durlindana di Orlando. L'oggetto da recuperare in questo caso è il famoso corno Olifante, preso di peso dalla leggenda carolingia. Scontro con il quale l'autore fa intendere che le imprese di Elric si svolgono in un universo spazio-temporale che poi si tramuterà nel nostro odierno. Tornando alla recensione, dicevo che la forma del romanzo fa perdere alla lettura quel suo grado di fruibilità che godeva invece nella sua forma più breve. Inoltre, se Moorcock rimane sempre immaginifico nel suo bestiario, dimostrando che si può scrivere di fantasy anche senza nani, elfi et similia, la particolare contrapposizione Caos- Legge (altra caratteristica saliente del ciclo melniboneano) che sostituisce la più classica bene-male, perde di potenza evocativa in quanto si approssima di più a quest'ultima. Certo, il suo senso più intimo viene recuperato nel finale, dove emerge in tutta la sua potenza l'aspetto più peculiare di tutta la saga: il tratto esistenzialista-fatalista. Infatti la metafora di Elric è quella dell'uomo che non è padrone del proprio destino e che non riesce a trovare un senso alla propria esistenza. L'appropinquarsi di un nuovo mondo, nel quale la componente della Logica, per bocca dello stesso Elric, sarà più presente (e si capisce che sta parlando del nostro attuale), fa pensare che lo stesso Moorcock non sia fatalista come il suo protagonista. Ed il passaggio di consegne tra il vecchio universo che arriva a compimento ed il nuovo che nasce, può essere assimilato al passaggio storico dalla nostra realtà medievale cupa e fatalista, che il mondo di Elric translittera, all'età moderna, più razionale. Il che, unito alla caratteristica di anti-eroe del protagonista, rappresentano i punti di forza di questa saga.

Punti di forza che però non riescono a riequilibrare i difetti: personaggi troppo piatti, eventi consumati in troppe poche righe, ripetitività della trama, palette cromatica scellerata (degna di un daltonico).

Mi sa che farò passare un bel pò di tempo prima di leggere l'ultimo tomo editato, "La fortezza della perla", ambientato temporalmente prima di quest'ultimo e che recupera in parte la forma più snella dei racconti.
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