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Il racconto «segreto» di un rapporto tra madre e figlio negli anni misteriosi dell'infanzia e della adolescenza.
Fino a che punto una madre aiuta o mette in difficoltà un figlio negli anni della sua formazione? Si può raccontare il rapporto tra una madre e un figlio? Un confronto tra generazioni nel segno di un coraggio morale che non si ferma davanti alle verità più difficili. Il romanzo ha vinto il Premio Strega 1969.
Spinta dal legame e dal sentimento per il figlio, per quel figlio che vive come se gli «altri» non esistessero, Lalla Romano, non adattandosi e non rassegnandosi ad essere compresa negli «altri», intraprende, con la scrittura de Le parole tra noi leggère, la coraggiosa e «rischiosa avventura» di ridurre l'estraneità che la separa da lui.
A giudizio della stessa autrice, il racconto è di natura autobiografica, ma solamente «in modo estremo»: non rispondente «cioè al canone tradizionale, moderato, del genere». Per Lalla Romano «il linguaggio è tutto: è la chiave», nella scelta delle parole sta la spiegazione di tutto. Pertanto, non permettendo alle parole di falsare o deformare le verità inseguite e recuperate nella memoria, la scrittrice lavora con minuziosa cura, approdando a uno stile semplice, lineare e fermo, pervaso da una commozione non esibita. E nell'intento di «leggere» e di comprendere il figlio «scontroso e spregiudicato», la madre-narratrice ricorda e scrive, ma narra con ironica e cruda «spietatezza», con tono preciso, scabro ed essenziale, bandendo elegia e sentimentalismo.
266 pages, Paperback
First published January 1, 1969