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Il drago come realtà. I significati storici e metaforici della letteratura fantastica
Le fiabe non conterrebbero nulla di reale se la psiche delle creature umane fosse incorporea. Questa psiche è contenuta in un corpo, ed è diverso se questo corpo è in un mondo di fame e disperazione, in una terra dove le madri sono trascinate verso i roghi e dove passano i lanzichenecchi, oppure se è in un posto in cui l'unico dubbio è "insieme al tè, ci facciamo i frollini o i biscotti al cioccolato?". Nel primo caso la fiaba è Hansel e Gretel, nel secondo Winnie The Puh. In realtà la fiaba, narrazione fantastica senza alcuna pretesa di verosimiglianza, nata dal basso, spontanea e anonima, proprio per il suo contenuto fantastico è in assoluto la narrazione che è più vicina alla realtà storica: è l'unica narrazione dove la realtà storica, di qualsiasi tipo, sia stata rappresentata.
- GenresNonfiction
148 pages, Paperback
First published April 12, 2007
About the author
Silvana De Mari
57 books185 followersSilvana de Mari, medico chirurgo, ha lavorato in Italia e, come volontaria, in Etiopia. Da quando le è venuto il dubbio che i mali dell’anima siano devastanti quanto quelli del corpo, si occupa di psicoterapia. Per Salani ha pubblicato negli Istrici L’ultima stella a destra della luna, La bestia e la bella e L’ultimo Elfo (Premio Andersen 2004), che l’ha consacrata star internazionale della fantasy: tradotta in diciotto lingue, Silvana De Mari è l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri. Da Salani sono usciti inoltre L’ultimo Orco (2006), secondo libro della saga iniziata con L’ultimo Elfo, e il saggio sulla fantasy Il drago come realtà. Del 2009 è Il gatto dagli occhi d'oro e Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo.
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Community Reviews
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
September 23, 2012
Dovrebbe essere un saggio sulle fiabe, ma a me pare solo un libro confusionario, pieno di considerazioni personali e povero di competenze circa gli argomenti trattati.
November 10, 2018
Mi aspettavo di meglio da questo libro.
L'idea dell'autrice probabilmente era quella di dimostrare l'importanza della fiaba come mezzo di crescita e di esorcizzazione delle paure, tanto nel bambino che nell'adulto attraverso il fantasy.
La parte più interessante del libro è sicuramente il parallelo tra fiaba e fantasy in cui vengono esaminate similitudini e differenze.
Il resto sono spunti di psicologia e fisiologia che ogni tanto appaiono in un discorso che man mano che si arriva alla fine del libro si fa ridondante e sconclusionato, con uno stile intelligentemente colloquiale che a tratti però lo diviene troppo.
I giudizi che l'autrice inserisce in modo diretto ed evidente nello strutturare il suo discorso li trovo fuori luogo poichè donano spesso a quello che dovrebbe (vorrebbe?) essere un saggio un aspetto sgradevolmente e inutilmente apologico.
Così come trovo fuori luogo le continue autocitazioni ai propri romanzi fantasy, quasi che questo libro ne contenga tratti esegetici, quando invece esiste una produzione fantasy vastissima alla quale attingere esempi assai più noti.
Il vero pregio di questo libro è che si fa leggere rapidamente, tuttavia la sensazione di confusa incompletezza è quello che resta in modo evidente alla fine della lettura.
L'idea dell'autrice probabilmente era quella di dimostrare l'importanza della fiaba come mezzo di crescita e di esorcizzazione delle paure, tanto nel bambino che nell'adulto attraverso il fantasy.
La parte più interessante del libro è sicuramente il parallelo tra fiaba e fantasy in cui vengono esaminate similitudini e differenze.
Il resto sono spunti di psicologia e fisiologia che ogni tanto appaiono in un discorso che man mano che si arriva alla fine del libro si fa ridondante e sconclusionato, con uno stile intelligentemente colloquiale che a tratti però lo diviene troppo.
I giudizi che l'autrice inserisce in modo diretto ed evidente nello strutturare il suo discorso li trovo fuori luogo poichè donano spesso a quello che dovrebbe (vorrebbe?) essere un saggio un aspetto sgradevolmente e inutilmente apologico.
Così come trovo fuori luogo le continue autocitazioni ai propri romanzi fantasy, quasi che questo libro ne contenga tratti esegetici, quando invece esiste una produzione fantasy vastissima alla quale attingere esempi assai più noti.
Il vero pregio di questo libro è che si fa leggere rapidamente, tuttavia la sensazione di confusa incompletezza è quello che resta in modo evidente alla fine della lettura.
September 18, 2017
Ci sono solo due cose che non capisco di questo saggio:
1. Perché LA fantasy?È un genere letterario. È IL fantasy. È stato abbastanza fastidioso vederlo scritto ogni 3 righe.
2. Come può l'autrice,dopo aver difeso a spada tratta i diversi,gli emarginati e gli omossessuali,uscirsene con frasi ignobili su di loro e sulle donne come quelle che ho letto giusto qualche mese fa? Bah.
1. Perché LA fantasy?È un genere letterario. È IL fantasy. È stato abbastanza fastidioso vederlo scritto ogni 3 righe.
2. Come può l'autrice,dopo aver difeso a spada tratta i diversi,gli emarginati e gli omossessuali,uscirsene con frasi ignobili su di loro e sulle donne come quelle che ho letto giusto qualche mese fa? Bah.
February 8, 2013
Sono rimasta un po’ delusa da questo saggio, principalmente perché mi aspettavo una trattazione sia più approfondita che di maggior spessore, di un livello maggiormente “accademico”.
Molti spunti sono interessanti, peccato che siano trattati molto velocemente, senza un’analisi maggiore, più viscerale delle tematiche.
Inoltre, ho trovato alcune affermazioni un po’ superficiali e approssimative, oppure basate su asserzioni alquanto generaliste.
Peccato, le premesse erano davvero lusinghiere.
Molti spunti sono interessanti, peccato che siano trattati molto velocemente, senza un’analisi maggiore, più viscerale delle tematiche.
Inoltre, ho trovato alcune affermazioni un po’ superficiali e approssimative, oppure basate su asserzioni alquanto generaliste.
Peccato, le premesse erano davvero lusinghiere.
November 2, 2015
Mi aspettavo di più invece mi pare un aperitivo di ciò che dirà in La realtà dell'Orco, anche se è un po' più centrato sulle fiabe e favole rispetto all'altro saggio. Più che spiegare fa una chiacchierata sulla letteratura fantastica spiegando i processi mentali che stanno dietro a certe reazioni umane. Detto ciò è un libro interessante, scorrevole, anche se ho trovato più difficile seguire il filo del discorso.
Read
November 15, 2010Può piacere; a me non è piaciuto perché spesso e volentieri scade nel sentimentale e nel buonista, ma soprattutto perché fa affermazioni grosse ("Freud aveva torto su quasi tutto", "se ci sono troppi divorzi è colpa della pillola anticoncezionale") e poi non le giustifica abbastanza. Non nego che l'autrice sappia di cosa parla (è medico e psicoterapeuta, e anche sentendola parlare dal vivo è decisamente larger than life), ma in 140 pagine non si possono gettare bombe del genere senza sostenerle con un minimo di dati e di argomentazione, anche in un testo molto divulgativo come questo. E poi ha il vizio di saltare di palo in frasca, con voli pindarici che pure, a tratti, si rivelano stimolanti, ma che dopo un po' fanno perdere il filo. L'editing poteva essere più attento: in varie occasioni lo stesso concetto è ripetuto due volte con le stesse parole, a distanza di poche pagine. In un libro così breve dà un po' fastidio.
Però capisco che a molti possa piacere questo stile accorato, emotivo, materno. Proverò a leggere i suoi romanzi, che so essere tradotti in molti Paesi; chissà che come narratrice non riesca a superare i limiti (nell'esposizione, nell'organizzazione del pensiero) che in questo saggio sono evidenti.
November 14, 2010
Adoro la De Mari come autrice di storie per bambini (perfette anche per gli adulti).
Questo saggio, che sembra provenire dalla tastiera di un laurando alle prese con una tesi ancora incompleta e poco approfondita, non mi ha colpita particolarmente.
Ci sono tanti spunti e tante idee, ma mi sembra che manchi qualcosa di fondamentale: delle "prove" per sostenere tali idee, tali affermazioni, o comunque servirebbe approfondire certi capitoli per spiegare meglio cosa vuol dire.
Interessante, ma fino ad un certo punto.
Questo saggio, che sembra provenire dalla tastiera di un laurando alle prese con una tesi ancora incompleta e poco approfondita, non mi ha colpita particolarmente.
Ci sono tanti spunti e tante idee, ma mi sembra che manchi qualcosa di fondamentale: delle "prove" per sostenere tali idee, tali affermazioni, o comunque servirebbe approfondire certi capitoli per spiegare meglio cosa vuol dire.
Interessante, ma fino ad un certo punto.
July 4, 2012
Un saggio interessantissimo e molto ben strutturato su quello che il drago rappresenta per l'immaginario collettivo, sul potere consolatorio delle storie, del 'raccontare' inteso come momento di preziosa condivisione e canale di comprensione della realtà. Par quasi di intravedere un ringraziamento all'immaginazione, il nostro primo atavico mezzo di difesa nei confronti di quello che non riusciamo a comprendere.
July 20, 2021
come altri commenti dicono il libro non sembra avere un fine preciso né rispecchiare completamente il significato del titolo.
l'autrice tutto sommato dice delle cose in linea di massima corrette e sensate, ma nulla di straordinario, nessuna rivelazione particolarmente entusiasmante;
ha inoltre uno stile di scrittura estremamente ripetitivo e cantilenante, tanto che arriva a essere quasi ipnotico (in senso più negativo che positivo)
sembra quasi che sia l'unico modo che la de Mari ha per convincere il lettore che la sua interpretazione personale, presentata nel libro come dato di fatto assoluto e indiscutibile, sia l'unico pensiero valido (difatti non presenta alcun tipo di dato o statistica a sostegno).
talvolta inoltre è difficile seguire il filo del discorso, tanto l'autrice si lascia trasportare dalle proprie convinzioni in sproloqui storici o addirittura genealogici.
il libro infine può aiutare ad avere una visione generale dello sviluppo della letteratura fantasy e dei collegamenti con la realtà attuale ma, a mio parere, è necessario non lasciarsi ammaliare dallo stile della de Mari e leggere il "saggio" senza considerarlo nulla di più che una chiacchierata con l'autrice.
l'autrice tutto sommato dice delle cose in linea di massima corrette e sensate, ma nulla di straordinario, nessuna rivelazione particolarmente entusiasmante;
ha inoltre uno stile di scrittura estremamente ripetitivo e cantilenante, tanto che arriva a essere quasi ipnotico (in senso più negativo che positivo)
sembra quasi che sia l'unico modo che la de Mari ha per convincere il lettore che la sua interpretazione personale, presentata nel libro come dato di fatto assoluto e indiscutibile, sia l'unico pensiero valido (difatti non presenta alcun tipo di dato o statistica a sostegno).
talvolta inoltre è difficile seguire il filo del discorso, tanto l'autrice si lascia trasportare dalle proprie convinzioni in sproloqui storici o addirittura genealogici.
il libro infine può aiutare ad avere una visione generale dello sviluppo della letteratura fantasy e dei collegamenti con la realtà attuale ma, a mio parere, è necessario non lasciarsi ammaliare dallo stile della de Mari e leggere il "saggio" senza considerarlo nulla di più che una chiacchierata con l'autrice.
December 2, 2022
Una bellissima e cruda analisi delle fiabe e del loro significato storico e sociale in maniera ahimè molto attuale. Consigliatissimo
November 18, 2010
Adesso noi ci fermiamo davanti a gente che dice: «È la mia civiltà».
Ma a noi chi l’ha dato il mandato di rispettare la civiltà? Noi non dovevamo rispettare le creature umane? Non dovevamo sempre schierarci con le vittime, contro i carnefici? Dobbiamo chiederci qual è la soluzione perché non ci siano più Orchi. Non è una domanda difficile. La risposta c’è già, è già stata data. Le istruzioni ce le ha già date Martin Luther King. Giudicate gli atti di un uomo indipendentemente dal colore della sua pelle, della sua religione.
Molto interessanti gli aneddoti e le curiosità storiche di cui non ero a conoscenza, soprattutto i vari libri che vengono citati sulle favole e fiabe e le loro interpretazioni.
Ma a noi chi l’ha dato il mandato di rispettare la civiltà? Noi non dovevamo rispettare le creature umane? Non dovevamo sempre schierarci con le vittime, contro i carnefici? Dobbiamo chiederci qual è la soluzione perché non ci siano più Orchi. Non è una domanda difficile. La risposta c’è già, è già stata data. Le istruzioni ce le ha già date Martin Luther King. Giudicate gli atti di un uomo indipendentemente dal colore della sua pelle, della sua religione.
Molto interessanti gli aneddoti e le curiosità storiche di cui non ero a conoscenza, soprattutto i vari libri che vengono citati sulle favole e fiabe e le loro interpretazioni.
August 29, 2013
Raccoglie una serie di lezioni su vari argomenti di letteratura fantastica della De Mari. Interessante per gli addetti ai lavori.
May 4, 2015
Molto bello. Silvana De Mari è un'autrice straordinaria che scrive semplici verità senza l'insopportabile velo del politically correct.
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