A partire dalla storia e dalla geografia della zona dell'Appennino emiliano da cui proviene la sua famiglia e dove lui stesso è nato, Giovanni Lindo Ferretti traccia una sorta di grande storia epica composta di diversi quadri, nei quali la vita dei suoi parenti e la sua si intreccia a quella del mondo circostante. Le radici millenarie, i viaggi, le folgorazioni poetiche si fondono in modo affascinante e affabulatorio creando un tessuto narrativo di grandissimo impatto che ricorda moltissimo quell'universo musicale di cui l'autore è stato uno dei creatori più geniali. Dal Sahara algerino alla Lisbona della Rivoluzione dei garofani, dalla Jugoslavia alla Mongolia, dal Salento al Sudafrica, da Reggio Emilia a Gerusalemme: i viaggi di Ferretti sono occasione di mille incontri e di mille riflessioni ma soprattutto segnano le tappe di una maturazione umana originalissima. Partito dal suo paesino appenninico, passato attraverso i sogni e le follie di un'intera generazione, Ferretti riscopre in giro per il mondo la strada che lo riporterà a casa, sui suoi monti, ad allevare i suoi cavalli. Una storia personale che - grazie all'immenso carisma dell'autore - si traduce immediatamente in qualcosa di molto più importante e di molto più ambizioso.
Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 1953) già CCCP – Fedeli alla linea, CSI e PGR. Ora libero cantore. Con Mondadori ha pubblicato Reduce, Bella gente d’Appennino, Barbarico.
Appunti autobiografici dello storico leader dei CCCP (e poi dei CSI e dei PGR), ricordi della sua infanzia emiliana, dei suoi viaggi in Medio Oriente, in Africa, in Jugoslavia, URSS e in Mongolia. Lo stile oscilla tra il saggio, l'autobiografia e la poesia in prosa, con frequenti riflessioni diaristiche. Forse è proprio questo stile discontinuo a lasciare confusi, ma il trasporto emotivo è assicurato e inevitabile per chi legge e l'impatto complessivo dell'opera risulta attutito da alcune parti meno liriche di altre. Per il resto illustra il perfetto progresso umano e spirituale di una delle più grandi figure della musica italiana, probabilmente ben più coerente di quanto non sembri al criticatore medio che conosce superficialmente i CCCP e che è rimasto deluso dalle posizioni difese in tempi più recenti da Ferretti, che siano esse condivisibili o meno.
Un po' di retorica, in un viaggio tra Terre e spiritualità, con riflessioni forti di un'altra epoca, se letto oggi col filtro di una, due guerre. Un concentrato di viaggi in prosa poetica, di poesia ispirata dal mondo.
Niente nessuna stelletta. Oppure 4 stellette per la grande capacità di non dire niente. Da un'estremo all'altro e in mezzo non si capisce cosa ci sia stato. Zero stellette perché la delusione é grande, ci si sente traditi. Ma almeno diventa buddhista dio bono!! Tanto fumo e niente arrosto. Peccato speriamo che torni.
Che Ferretti fosse cambiato, lo sapevo già, ma questo libro è stato comunque una grande delusione, e non ha niente a che vedere con i libri di Massimo Zamboni (che, invece, sono davvero bellissimi!). Letto e dimenticato nel più breve tempo possibile: la prossima volta spero che in libreria riuscirò a passare avanti facendo finta di niente.
Scritto in maniera ricercata e complessa che purtroppo non mi ha lasciato nulla se non un guazzabuglio autobiografico di storie e posti interessanti ma poco chiari. Fa comunque piacere sapere che GLF viva in Appennino, dove la vita è molto migliore che qua in pianura.
Le idee cambiano. Queste idee sono cariche di contraddizioni ma che portano un lettore intelligente alla noia e al rispetto. Alla noia ...son passati gli anni. Al rispetto...una volta identificatosi in Giovanni non ci si può che "perdere dolcemente" nell'osticità dei propri racconti e pensieri, amabilmente assaporarli. Eventualmente sputarli. Il libro è un racconto di un viaggio ed un viaggio allo stesso tempo. Da CCCP a Comunione e Liberazione. Da Palestina a Israele. Giovanni grazie di tutto, e addio.
Fedeli alla linea la linea non c'è Fedeli alla linea la linea non c'è Fedeli alla linea la linea non c'è
Sono stato fan dei CSI, i CCCP li conosco poco, ma comunque ho sempre apprezzato la profondità dei testi di Ferretti, pur nella lora complessità. Questo libro invece è stata una vera delusione.
Ferretti ricostruisce la sua storia personale, dai CCCP alle ultime riscoperte religiose, con diversi aneddoti interessanti ma cercando di creare una prosa musicale, che alla lunga si rivela illeggibile. Come cantante dice molto di più e lo dice meglio.