Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il Male: 1978-1982, i cinque anni che cambiarono la satira

Rate this book
Andrea Pazienza, Leonardo Sciascia, Sandro Pertini, Sergio Saviane, Roland Topor, Jimmy Carter, Ugo Tognazzi. Quale fra questi personaggi non ha preso parte all'avventura del "Male"? Risposta: nessuno! Come ai tempi del "Male", quella della satira è ancora una storia di sequestri e censure. "Le associazioni dei genitori cattolici spesso mi denunciano" ricorda Vincino. "Una volta pubblicai una vignetta in cui il Papa si alzava le sottane. Finii sotto processo a Civitavecchia. Il mio avvocato chiese di sentire come testimone il Papa. Mi prosciolsero all'istante." Nel 1994, in occasione dell'entrata in politica di Berlusconi, dopo ben dodici anni di silenzio, "Il Male" torna in edicola con un numero unico: 80000 copie vendute in meno di una settimana. Il 3 maggio del 1979 le edicole di tutta Italia esponevano le prime pagine di tre dei maggiori quotidiani nazionali. "Il Giorno", "Paese Sera" e "La Stampa", in edizione straordinaria, avvisavano i lettori che il capo delle Br era stato finalmente arrestato. Come accade spesso in queste vicende, si trattava di un insospettabile: Ugo Tognazzi. Immaginate lo sgomento generale e la curiosità degli italiani che si precipitavano in edicola dopo aver sbirciato in tram il giornale di un vicino. Si trattava naturalmente di uno scherzo, grottesco quanto perfettamente orchestrato, opera di un gruppo di pazzi che nell'Italia degli anni di piombo, come lo Yellow Submarine, inondava di colori un Paese grigio, spaventato e irrigidito. Era la redazione del "Male", la rivista satirica che divenne celebre grazie alla sua sfrenatezza, alla sua totale libertà d'espressione e, soprattutto, alle sue modernissime incursioni mediatiche. Responsabile di riuscitissimi falsi giornalistici (quello con Tognazzi fu un successo memorabile), questo manipolo di geniacci rappresentò un'armata Brancaleone al servizio di una nuova concezione di satira. Alla solita vignetta si sostituiva l'assalto frontale, e la comicità tradizionale cedeva il posto alle spietatezze più surreali: un'esperienza avventurosa e massacrante, ancora oggi senza eredi. Punk senza cresta, terroristi senza pistola, gli autori del "Male" hanno dato vita a un collettivo di irripetibile forza creativa, scuotendo dal profondo i concetti più cari alla stampa tradizionale: il diritto d'autore e il comune senso del pudore. A trent'anni di distanza Vincino, che della rivista fu fondatore e direttore, ha raccolto le pagine più belle in questa antologia. Un racconto dissacrante, un jazz bruciato dove alle impennate delle immagini si intreccia la percussione costante della sua voce piena, come sempre a ruota libera.

Avvertenza: non è bastato un trentennio a spegnere la potenza del "Male", pregate quindi di uscire vivi da questa lettura.

159 pages, Paperback

Published May 2, 2007

10 people want to read

About the author

Vincino

8 books

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (27%)
4 stars
3 (27%)
3 stars
2 (18%)
2 stars
3 (27%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for stefano.
188 reviews161 followers
November 14, 2019
Non sono capace a parlare bene delle cose che mi piacciono, per cui qualunque parola potrebbe essere superflua, oltre che fuorviante. Quindi un po' di cose a caso:

1) Ugo Tognazzi capo delle Brigate Rosse me lo raccontava mio papà quando ero piccolo e io un po' lo capivo e un po' no. Poi, crescendo, avrei saputo quel che hanno significato le Brigate Rosse per l'Italia. E quindi quel falso giornale. Poi avrei capito anche l'importanza di Ugo Tognazzi per me, ma è un'altra storia.
2) Nostalgia canaglia: robe come quelle che faceva Il male non ne faranno mai più.
3) Una volta una tizia che faceva l'industriale nel settore prosciutti e mortadelle cadde in un'insaccatrice e morì. Il male titolò E' morta Della. Io ancora sto ridendo. Penso che sia la battuta più bella della storia delle battute.
4) Forse non lo dovrei dire, ma ormai sarà caduto in prescrizione, quindi lo dico. Quando ero giovane, assieme a qualche altro imbecille attaccavamo in strada dei falsi manifesti di Comunione e Liberazione, uguali in tutto e per tutto agli originali. Solo che al posto di versetti della Bibbia c'erano citazioni degli 883, e al posto delle robe intelligenti, delle robe mooolto più intelligenti. Nostalgissima. I comunionliberazionisti si incazzavano, e parecchio, e cianciavano di attacco alla libertà, o altre sciocchezze simili. Facevamo tutto questo non conoscendo Il male. Pensa se l'avessimo conosciuto.
5) Non mi hanno mai picchiato.
6) Ora forse lo faranno.
7) Oppure no, mi perdoneranno: è una loro deformazione confessionale.
8) Chiunque volesse, gli giro l'IBAN e mi fa un versamento: con il ricevuto compro tutta la collezione storica de Il male. Se lo faccio con i miei soldi, mia moglie mi lascia.
9) Che poi il genio sta nei dettagli. Prendete Ugo Tognazzi capo delle Brigate Rosse. Una roba fantastica, senza dubbio, ad aggiungere qualcosa c'è solo il rischio di stroppiare. E invece cosa combinano quelli de Il male? Questa frase: Anche Vianello nella direzione strategica. Vianello nella direzione strategica. Non so voi, ma io stanotte vado a letto felice.
10) Altro dettaglio. Il male fa un falso de Il giornale di Sicilia e inventa che Vito Ciancimino ha cominciato a collaborare con la giustizia. Siamo nel 1979. E nel sommario cosa mette: Franchi e Ingrassia, i killer che ridono. Geniale. E profetico.

Che bellezza.
Profile Image for Hex75.
987 reviews60 followers
August 20, 2017
vabbè, un pezzo di storia della satira (e della società)italiana. una rivista così oggi non solo sarebbe possibile, ma neppure immaginabile. il libro in se meriterebbe 4 stelle (perchè? perchè quello che c'è non basta, ci vorrebbero più vignette, più articoli, e magari qualche nota a margine che ne spieghi il clima e l'origine: alcune spiegazioni si perdono nella cronaca nostalgica di vincino e si rischia di non capire subito certe perle...), ma la rivista ne merita 5.
Profile Image for icaro.
502 reviews49 followers
July 15, 2015
lo compro? non lo compro? me lo faccio regalare? lo faccio comprare a qualcuno poi glielo scrocco?
Bon, alla fine, sgancio i 19,47 euri (sarebbe 22.90, ma se andate in in centro commerciale... lo sapete, no?)
Vincino poteva risparmiarsi la fatica. Per noi che attendevamo Il Male, in apnea, ogni settimana, questa è un'operazione amarcord triste. Il tempo passa implacabile e quegli articoletti corpo 4 che un dì leggevamo al lume di candela, ora la presbiopia rende inaccettabili.
Per chi, troppo giovane, Il Male è storia, rischia di non capire niente. Nessuna didascalia, nessuna spiegazione di certi scherzi o vignette (alcune miticamente feroci e oggi i-m-p-e n-s-a-b-i-l-i)
Il testo è una moscia rievocazione dei tempi andati anzichè una precisa contestualizzazione del senso storico-pornografico di un grande (ultimo) esperimento di giornalismo libero, in questo paese.
Ma forse, a ben pensarci, la "prima" di Paese Sera del maggio 1979 con Ugo Tognazzi in manette sotto il titolo cubitale: Arrestato Tognazzi: E' IL CAPO DELLE BR", merita gli euri spesi.
Il Male, con la sua sboccata irriverenza era uno dei pochi momenti lievi in un periodo molto difficile. Magari avessimo ora una "valvola" come quella!
Displaying 1 - 3 of 3 reviews