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Il corpo delle donne

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Alcune illustrazioni in bianco e nero . 8vo pp. 204 Brossura (wrappers) Note a penna alla prima pagina bianca Molto buono (Very Good)

204 pages, Paperback

First published April 1, 2010

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About the author

Lorella Zanardo

4 books1 follower

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14 (7%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Jane.
58 reviews1 follower
November 13, 2021
3,5 stelle

Gran bel libro che apre molto gli occhi su dati argomenti. Mi piace la filosofia della scrittrice, anche se qualche volta ho avuto la sensazione che giustificasse gli uomini, ma forse era solo una mia impressione. Nel libro ci sono anche testimonianze di donne e ragazze che hanno lasciato commenti nel blog in cui difendevano gli uomini o rivendicavano il diritto di essere solo ragazze immagine senza pretendere di più (imbarazzante). Mi chiedo se abbiano ricevuto risposta, nel libro non è dato saperlo. Oltre a loro, venivano riportati anche commenti di alcuni uomini che giocavano il ruolo della vittima dicendo che anche loro sono discriminati, quando, sinceramente, le vittime nella tv non sono loro.
Resta comunque una lettura che consiglio.
Profile Image for Elalma.
912 reviews107 followers
June 16, 2012
Sono sempre stata convinta che solo le persone con grandi sogni, grandi speranze avessero davvero la possibilit� di cambiare le cose, magari non subito, forse a fatica con costi molto alti, ma con successo. Lorella Zanardo infonde questa speranza, ed � anche per questo che il libro mi � piaciuto molto. Dopo esserci indignate con l'omonimo documentario, ora abbiamo la possiblit� di analizzare le cose pi� in profondit�, di fare i conti col modello maschile dominante a cui bene o male ci si adegua, imposto dalla televisione che spegniamo con superficiale sdegno invece di osservarla con spirito critico. E intanto "le bambine crescono e ci guardano": cosa aspettiamo, dunque, a metterci davvero dalla loro parte?
Profile Image for Magnolitaz.
381 reviews13 followers
January 20, 2016
"Per essere credibile, per farmi ascoltare, per far valere le mie idee, dovrò darmi da fare di più rispetto a un uomo: è inevitabile. Dovrò innanzitutto rendermi credibile ai suoi occhi come donna, e al di là delle mie parole, perché nel suo immaginario di uomo, e di uomo italiano in particolare, alberga quel tipo di femminile. Che a mio avviso non avrebbe niente di negativo in sé, se non per il fatto di essere proposto come modello unico e onnipresente." (pagg. 133-4)
Profile Image for Chiara.
6 reviews
February 13, 2024
Un libro che critica aspramente l'oggettificazione della donna nella televisione italiana, ma che tende a giustificare un po' troppo gli uomini per i miei gusti
Profile Image for jade.
92 reviews4 followers
January 14, 2022
lettura leggera ma interessantissima che offre un sacco di spunti di riflessione sulla società misogina in cui viviamo
Profile Image for Toponomastica Femminile.
23 reviews3 followers
November 28, 2022
Nel maggio del 2009 Lorella Zanardo ha pubblicato in rete un documentario dal titolo “Il corpo delle donne”, realizzato con la collaborazione di Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, con l’obiettivo di portare gli spettatori ad una maggiore consapevolezza sull’immagine della donna proposta dalla televisione italiana. All’interno di questo libro, pubblicato per la prima volta nell’aprile del 2010, l’autrice racconta la genesi del documentario, cominciando dal raccontare cosa ha suscitato in lei la riflessione che ha condotto alla realizzazione dell’opera nella quale spiega e racconta con parole semplici e al contempo vere una realtà che, pur presentandosi davanti agli occhi dei telespettatori, spesso non viene vista, per poi presentare alcune delle reazioni suscitate alle lettrici, le quali hanno espresso il proprio punto di vista sull’omonimo blog di Lorella Zanardo che cerca, infine, di proporre degli strumenti utili ad una lettura dell’immagine televisiva e dei messaggi da essa veicolati.
La riflessione dell’autrice parte con uno sguardo al passato, verso la televisione della sua infanzia, popolata da personaggi rimasti nella storia e nell’immaginario collettivo italiano, donne come Mina e le gemelle Kessler che hanno brillato sul palco di “Studio Uno” sfoggiando la propria bellezza, la propria professionalità e il proprio talento. La trasgressione di cui si percepivano i primi segni già in quel periodo, con le gambe scoperte delle soubrette, non era mai volgare. L’avvento della televisione privata e commerciale ha cambiato le carte in tavola, delineando uno scenario in cui la provocazione ricopre un ruolo centrale e dove l’intrattenimento sembra non poter fare a meno di fare riferimenti alla sfera sessuale. L’attuale palinsesto, infatti, è ricco di programmi che propongono un’immagine della donna incentrata solo ed esclusivamente sul suo corpo, sulla sua bellezza e di cui viene fatta un’eccessiva erotizzazione. Dalla soubrette Valeria Marini a showgirl come Elisabetta Gregoraci, alle vallette di quiz in onda nella fascia preserale come “Mercante in fiera”, le figure femminili, vestite con abiti succinti che risaltano la fisicità e lasciano poco all’immaginazione, vengono rappresentate come oggetti sessuali di cui, oltre alla bellezza, non viene messo in evidenza altro anzi, spesso non mancano le battute che lo sottolineano, basti pensare al classico: “Tanto queste sono belle”. Le immagini in onda sulla televisione tradizionale, quindi, sono fortemente permeate di stereotipi che concepiscono la donna solamente in correlazione alla sfera della seduzione e, di conseguenza, il volto, rispetto al fisico, passa quasi inosservato. Un altro esempio è rappresentato dalle veline di “Striscia la notizia”, definite dall’autrice “grechine”, ovvero delle ragazze decorazione situate ai lati della grande scrivania del tg satirico in silenzio, in attesa che arrivi il momento in cui mettere in scena uno stacchetto musicale della durata di un paio di minuti nella cui coreografia non mancano movenze sensuali che evidenziano i corpi giovani e filiformi. Tale ragionamento conduce Lorella Zanardo a fare un’ulteriore riflessione: se per stare in televisione è fondamentale essere belle, cosa succede con il passare degli anni? La risposta è molto semplice: si ricorre alla chirurgia plastica. In un contesto televisivo in cui la bellezza è l’elemento fondamentale per rimanere sulle scene, le donne ricorrono a dei ritocchi, dal seno, alle labbra, alle rughe del viso. La vulnerabilità, il tratto più bello dei loro volti, viene nascosta dal bisturi per poter rispettare un ideale, un canone dettato da una società la cui cultura è ancora prettamente maschile e che finisce per riflettersi sui prodotti del mezzo televisivo. Quest’ultimo, infatti, promuove la costituzione di dinamiche di questo tipo, mandando in onda trasmissioni in cui il ricorso a dei ritocchi estetici viene quasi promosso, mostrando in diretta i risultati post-operatori, con donne che sfoggiano le loro nuove curve.

A sintetizzare quanto appena descritto è l’emblematica frase di Simona Izzo durante una puntata de “La vita in diretta”, la quale, rivolgendosi ad un attore ospite, ha affermato:” tu hai un privilegio. È che sei un maschio”.
Data la diffusione e la capacità di influenza del mezzo televisivo e il forte utilizzo di piattaforme web, soprattutto da parte dai giovani, l’autrice si chiede che influenza possano avere tali immagini sulla nuova generazione. Nel libro, infatti, si confronta con le diverse opinioni condivise non soltanto dalle donne iscritte al suo blog ma anche con uomini che si distaccano dalla visione del corpo femminile proposta dal piccolo schermo. Tra i quesiti che Lorella Zanardo si pone c’è quello riguardante i giovani e la grande attenzione prestata al proprio corpo, in quanto strumento di comunicazione e non solo, e quanto l’attenzione verso la propria fisicità sia legata al bisogno di piacere al prossimo.
Attraverso “Il corpo delle donne” Lorella Zanardo disegna un ritratto ricco di verità, critico e senza fronzoli della realtà televisiva, sociale e culturale odierna. Esprime la sua opinione con forza, abbracciando anche le opinioni altrui e trovando in queste ultime degli ulteriori spunti di riflessione su cui ponderare le proprie conclusioni. Queste ultime rappresentano forse la parte più profonda ed importante del libro. Le donne hanno dovuto trovare il loro spazio, adattarsi e cercare di realizzarsi all’interno di una società prettamente maschile, cercando di dividersi al meglio tra l’essere madri e lavoratrici. In un contesto come quello attuale in cui si subiscono passivamente i contenuti proposti dal mezzo televisivo, frutto di idee stereotipate, è fondamentale per le donne non soltanto lottare per riuscire ad avere una tv migliore ma, soprattutto, superare la paura di dover aderire a modelli di vita non propri e cercare la propria autenticità, mettersi in contatto con i desideri più profondi e chiedersi cosa davvero conta e si desidera nella vita, mettere sé stesse e il proprio benessere al primo posto.
Profile Image for Sara Petrullo.
2 reviews3 followers
August 11, 2018
Questo libro-documentario mi ha fatto riflettere ma sopratutto indignare. Ho ritrovato molti pensieri affini alle mie idee e vorrei tanto che l'immagine della donna proposta dai media e quella nella testa delle persone, uomini e molte donne stesse, fosse diversa. Mi sono ritrovata molto nelle parole della scrittrice perché anche io mi sono sentita spesso accusare di femminismo in modo dispregiativo o addirittura moralismo. Molto di quello che viene detto a proposito dei programmi televisivi, secondo me vale a maggior ragione per il web. Potrei continuare molto, comunque sicuramente questo breve libro offre qualche spunto di riflessione.
Profile Image for Marigiusy Digregorio.
416 reviews14 followers
March 2, 2020
Nel 2009 vidi il documentario di Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne", della cui ideologia l'autrice racconta nel libro omonimo. All'epoca rimasi molto colpita e decisi di guardare la tv con occhi diversi (fu inevitabile). Oggi, a distanza di più di dieci anni, mi rendo conto che poco è cambiato: donne ridotte a "cornici" in molti programmi tv, a veri e propri ornamenti, col solo scopo di dilettare gli sguardi maschili con accondiscendenti sorrisi e abbigliamento discutibile. E di esempi ce ne sono a bizzeffe: dalle vallette alle veline, dalle "professoresse" (ma dai!) alle "comparse" poco abbigliate durante le trasmissioni sul calcio.
Illuminante.
Profile Image for Ily.
526 reviews
August 14, 2017
Questo saggio è un approfondimento al documentario che trovate sul sito ilcorpodelledonne.net Lorella Zanardo racconta la genesi del documentario, le reazioni che ha suscitato e l'interesse da parte delle giovani generazioni, sottolineando la necessità di uscire dagli stereotipi per arrivare ad una nuova definizione del femminile. Molto interessante anche il capitolo "nuovi occhi per la TV" in cui vengono analizzati alcuni fotogrammi presi dai programmi più visti, in modo da saper leggere consapevolmente i messaggi che la TV e chi la fa ci presentano!
Profile Image for Gian.
342 reviews1 follower
August 17, 2024
4 stelle su 5

Libro molto interessante che presuppone la visione dell’omonimo documentario uscito nel 2009, della durata di una ventina di minuti, che, quando lo guardai, mi impressionó molto, iniziando a farmi guardare la tv con occhi molto più critici, prima di spegnerla definitivamente.

Il tema principale è la mercificazione del corpo delle donne da parte dei media. Una denuncia che, a distanza di vent’anni, mette tristezza perché nulla è cambiato e tutto è peggiorato. Evidentemente, come dice la studiosa, in Italia un cambiamento in questo senso ancora è impossibile da attuarsi.
6 reviews
March 10, 2026
Saggio che assieme all’omonimo documentario ha analizzato la mercificazione del corpo femminile nella tv dei primi anni 2000. Risulta comunque ancora attualissimo: le dinamiche sono sempre le stesse da 20 anni, é solo cambiato il mezzo (i social al posto della televisione). Dinamiche che il femminismo odierno, con le sue posizioni isteriche su sex work e only fans, è incapace di analizzare. Abbiamo ancora tremendamente bisogno di Lorella Zanardo.
Profile Image for Sara Rocutto.
516 reviews9 followers
Read
August 29, 2019
Dopo averne visto la presentazione sabato 8 maggio al Festival Vicino Lontano a Udine non ho potuto fare a meno di cominciarlo... Diciamo che bello perchè affronta un tema di cui si son dimenticate un po' le parole. Diciamp che è bello perchè "parla-facile" e arriva al dunque. Qualcosa che serviva insomma? Direi di sì!
Profile Image for amberle.
378 reviews13 followers
November 26, 2017
lettura propedeutica alla visione del documentario omonimo (http://www.ilcorpodelledonne.net/?pag...), spiega come l'autrice ed i suoi collaboratori siano giunti alla strutturazione del documentario stesso.
il capitolo finale, "esserci", da solo vale la lettura.
consigliato.
Profile Image for Irene.
320 reviews6 followers
July 10, 2024
Necessario. Anche se ahimè ormai un po' datato, è comunque sempre ricco di spunti interessanti.
Profile Image for Simona Calò.
491 reviews14 followers
April 17, 2022
Ricordo l’emozione quando ebbi l'occasione di seguire una sua presentazione in cui invitava ad alzare la testa, a perdere il consenso maschile per rivendicare un diritto che ci apparteneva: era la primavera del 2010, la quarta ondata femminista doveva ancora cominciare e di una partecipazione di piazza delle donne manco a parlarne. Nella mia storia quell'incontro segnò uno dei primi allarmi che i tempi stavano cambiando. Ho aspettato 10 anni per leggere il saggio che seguì al fulminante e dibattuto documentario di Lorella Zanardo ed è stato curioso constatare come, nonostante gli enormi cambiamenti tecnologici e culturali avvenuti in un breve periodo, la rappresentazione mediatica delle donne rimane una questione quantomai attuale eppure ignorata: sembra ci sia sempre qualcosa di più urgente, a livello politico, di cui occuparsi.
In un saggio snello e veloce, l'autrice affronta con linguaggio puntuale, profondità d'analisi e una punta di sfrontatezza i molti aspetti legati alla rappresentazione femminile e alla cultura televisiva: gli interessi pubblicitari, i contenuti dell’intrattenimento sulle reti pubbliche e private, le aspirazioni e i modelli delle giovani telespettatrici, il confronto con la programmazione del resto d'Europa, la decostruzione della consapevolezza e dell'autostima. Il suo intento è quello di evidenziare le conseguenze psicologiche e culturali, individuali e collettive di un sistema mediatico che sceglie di mostrare solo donne giovani, attraenti e seminude, docili e concilianti con una controparte maschile che le umilia e le mortifica continuamente, sottolineandone la stupidità e la frivolezza.
Il tentativo della Zanardo è stato coraggioso, perchè le critiche sono piovute da ogni parte (alcune con mezzi meschini, come nel caso di Antonio Ricci che spedisce le veline a darle la caccia per strada) per aver messo alla gogna un sistema maschile e maschilista che opera indisturbato ai danni di milioni di donne umiliate, insultate, sminuite, rese invisibili. L'attacco più comune e prevedibile che subirà sarà quello del moralismo nei confronti di ragazze più giovani e desiderabili di lei (ma certo: il nostro unico obiettivo è sempre quello di piacere agli uomini), ma anche l'accusa di sfoderare un décolleté scollato a un talk show su La 7, come a dimostrare che c'è sempre qualcuno impaziente di avere l'ultima parola sui nostri corpi: per tenere alti gli ascolti è lecito spogliarsi, per esercitare un diritto di autodeterminazione un po' meno.
Lettura valida, istruttiva e ancora urgente, mi ha aiutata a ritrovare convinzione in ideali talvolta sopiti nell’urgenza di combinare qualcosa di concreto nella vita.
Profile Image for ele.bi.
34 reviews
December 14, 2015
Da spettatori a cittadini
Un libro doloroso, ma necessario. Perché la tv non rappresenta la pluralità del femminile, ma riduce tutto ad una parodia della donna? Come mai la quasi totalità delle donne in tv sono giovani, quasi nude e per lo più incapaci? Perché, ancora, non si mostrano volti di donne mature, se non coperte da una maschera di silicone e botox? Zanardo ci accompagna in un viaggio all'interno della tv italiana, blocca ogni immagine e ci aiuta a decodificarla. Il testo ci fa capire che il messaggio che esce dagli schermi non è divertente, né innocuo: è possibile però sviluppare degli speciali anticorpi ed imparare a decifrare e quindi neutralizzare la potenza distruttiva di certe immagini. La tv com'è concepita oggi offende tutti: in primis le donne (ridotte a mero oggetto sessuale o graziosa decorazione) ma anche gli uomini, considerati poco più che primati in balia dei propri ormoni. La soluzione non è spegnere la tv, ma insegnare a chi ci sta intorno, soprattutto agli adolescenti, a guardarla con spirito critico e a protestare quando i modelli proposti sono umilianti.
Profile Image for GONZA.
7,525 reviews129 followers
June 19, 2013
Parecchie delle idee di questo libro, che riprende poi l'omonimo documentario, le avevo giá lette su "Ancora dalla parte delle bambine" della Lipperini, che poi ne riprenderá altre in "Non é un paese per vecchie". Altre sono state esposte anche in Videocracy, ora resta da chiedersi cos'altro dovrebbe succedere affinché qualcosa si muova ed inizi a cambiare, non aspettate me che comunque sono troppo pigra.
Personalmente ogni volta che leggo libri di denuncia di questo genere, sono sempre piú felice che:
1) ho un figlio maschio;
2) non vivo in Italia;
3) la televisione a casa nostra é un soprammobile utilizzato a tarda sera dal gonzorte per vedere film o sceneggiati televisivi.
Profile Image for Federica Talarico.
94 reviews
October 12, 2024
Letto tantissimi anni fa, quando ancora parlare del corpo delle donne e della sua strumentalizzazione non era all'ordine del giorno.
Oggi non mi sembrerebbe così straordinario e innovativo, ma ai tempi fu una lettura davvero interessante, che mi spalancò gli occhi su un mondo che ancora non ero abbastanza grande da saper affrontare da sola.
Profile Image for Rossella Cutraro.
3 reviews1 follower
August 16, 2012


Analisi attenta ed accurata sull'immagine femminile nei media e soprattutto nella televisione italiana. Spunto di riflessione importante sulle conquiste femminili del passato e la regressione dei valori di pariteticità allo stato attuale.
Testo di grande interesse ed attualità.
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