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Il raggio d'ombra

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Il raggio d'ombra si ispira liberamente a un fatto accaduto nel 1927: un evaso politico trova rifugio presso alcuni compagni clandestini, ma si rivela una spia e li fa arrestare. Tra le vittime anche un medico milanese, diviso tra moglie e amante, che per amicizia aveva dato ospitalità all'evaso e ne vedrà la propria carriera annientata. La ricerca del traditore, nel dopoguerra, avrà sviluppi sconcertanti e imprevedibili, che accentueranno l'aspetto enigmatico della vicenda. Alternando la scansione drammatica degli eventi agli indugi satirici sui personaggi (dal bibliofilo che vive in una torre di libri al professionista all'apice del successo e della vanità), Il raggio d'ombra fonda la suspense e l'ironia in una scrittura di rara efficacia e trasparenza.

172 pages

First published January 1, 1994

11 people want to read

About the author

Giuseppe Pontiggia

54 books20 followers
Giuseppe Pontiggia was an Italian writer and literary critic.

He was born in Como, and moved to Milan with his family in 1948. In 1959 he graduated from the Università Cattolica in Milan with a thesis on Italo Svevo. After a first unnoticed short story anthology published in 1959, Pontiggia, encouraged by Elio Vittorini, decided to devote himself entirely to writing starting from 1961.

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Nood-Lesse.
445 reviews340 followers
September 28, 2025
Grigio grafite 240

Mi è piaciuto molto l’incipit, in cui un medico viene messo di mezzo da un ex compagno di classe. Siamo alla fine degli anni venti, il compagno di classe ora è compagno e basta, è un rosso. Il medico è estraneo al partito, ma non riesce a sottrarsi alla richiesta di ospitare un evaso politico nella sua casa di campagna. Mi sono piaciute le angosce successive alla consegna delle chiavi. Emilio quasi le estorce a Mariano, lo blandisce e instilla in lui un senso di colpa preventivo che scongiuri il rifiuto. Mariano torna a casa e prova a confessarsi con la moglie per alleggerirsi, ecco che cosa ne esce

«Ma perché ha scelto proprio te?»
«Perché nessuno può sospettarmi.»
«No, la ragione è un’altra!»
Fece per continuare, ma indugiò. Si era curvata in avanti e l’ombra del suo corpo, proiettata sulla parete, continuava a oscillare.
«È che sei un debole!»

I dialoghi di Pontiggia saranno di questo tenore per tutto il romanzo. Essi, come il resto, hanno subito una levigatura accurata. Carta vetrata grigio grafite 240 fine, mano leggera, la lucidatura finale deve molto alla preparazione del fondo.
Il proseguo non è all’altezza dell’incipit: vengono introdotti una galleria di personaggi e ognuno di essi ruba la scena al precedente per la precisione con la quale viene caratterizzato. Per esempio ad un certo punto da Milano ci si sposta a Bergamo e si incontra il Prof. Perego. Per due capitoli viviamo in un’altra dimensione, quasi Perego fosse finito per caso ne “Il raggio d’ombra”, che il suo destino dovesse compiersi in un altro romanzo.
“Perego, tra i suoi amanti, non era quello che le aveva dato di più, ma quello che l’aveva ingannata di meno”
Eccovi una delle condensate formule Pontiggiane, giusto per capire cosa potete aspettarvi e giudicare se lo scrittore possa essere o meno di vostro gradimento.
Pontiggia ha uno stile epigrammatico, non troverete subordinate di varie gradazioni nei suoi libri. Cercherà sempre di essere il più conciso e affilato possibile. Alcuni gli rimproverano una certa artificiosità, io invece gli riconosco un’invidiabile padronanza della nostra lingua.
Ho messo la formula, non metterò la trama che si articola in tre parti e conduce dal 1927 al 1959. In quei trent’anni ci sarà un ribaltamento del potere, la clandestinità cambierà colore e verranno rifatti i conti.
Profile Image for Silvia.
306 reviews21 followers
June 16, 2023
Romanzo ispirato da un fatto avvenuto nel 1927, in cui l'investigazione mette in luce l'insolubilità dell'enigma, una zona d'ombra impenetrabile, una realtà che i protagonisti non potranno controllare. "...il libro non è un cibo che si deteriora, ma una provvista che si fa per altre stagioni..."
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
863 reviews115 followers
April 17, 2019
Un moralista ironico ed incerto

Reputo Pontiggia tra i più sottovalutati autori italiani: d'altra parte la sua scrittura asciutta e raffinata, il suo sguardo acuto, ironico e mai banale, la sua cultura profondissima ma mai sbandierata sono in antitesi con il "sentire popolare" in questo ignorante paese.
Quindi, anche questa vicenda ambientata negli anni Venti non è oggetto del solito giallo storico o stimolo per correttissime polemiche politico-sociali ma diviene una scacchiera dove i pezzi sono uomini persi, incerti, paurosi, dubbiosi ed ambigui. Non c'è alcuna condanna nelle pagine di Pontiggia, piuttosto una ironica (ma dolorosa) riflessione sulla nostra condizione - mantenuti in piedi da necessarie finzioni, sopravvivendo come possibile ad un mondo ipocrita, grigio, insensato. I personaggi di questo agile libro sono descritti con un pietoso moralismo, con una serietà intellettuale che mai scivola in un facile perdonismo fatalista, nè in una qualunquista condanna demagogica.

L'elemento che più apprezzo di Pontiggia è la capacità di regalarci pagine meravigliose in inserti quasi inutili nello sviluppo della trama, ma che restano scolpiti nella memoria del lettore - qui, meravigliosa la parte dedicata alla bibliopatologia del Professor Perego, quasi un raccontino infilato dentro il romanzo (come a dire, la trama non conta molto, ciò che è importante è la capacità di disegnare figure memorabili con le parole)
Profile Image for Gloria.
374 reviews14 followers
August 18, 2024
Un medico che vive nella paura, un gruppo di antifascisti, un uomo che devono tenere nascosto.
Ho gradito molto questo breve romanzo di Pontiggia. L'autore ha saputo trasmettere il clima di sospetto che circonda i personaggi e li costringe a guardarsi perennemente le spalle. La prosa accompagna piacevolmmente il lettore, elegante e mai artificiosa.
Ho scoperto Pontiggia quest'anno (mea culpa!) e sinora non mi ha deluso.
La citazione che ho scelto di riportare riguarda un personaggio secondario ma, da lettrice che si è più volte trovata nella situazione descritta, mi ha fatto sorridere.
"C'era una domanda alla quale Perego, come chiunque possegga molti libri, riusciva raramente a sottrarsi. Domanda che gli sembrava un indice tra i meno conosciuti, ma tra i più inquietanti, della ottusità universale: «Li hai letti tutti?».
Aveva sperimentato vari tipi di risposta, pur presago che quella più illuminante sarebbe stata il silenzio. Aveva provato, sfidando l'evidenza e precipitando nell'ebbrezza dell'assurdo, a rispondere:
«Sì.»
L'interlocutore di solito aveva un sussulto di sorpresa, i più ignari chiedevano, tra il dubbio e l'ammirazione:
«Ma veramente?»
e al secondo 'Sì' impavido reclinavano il capo.
Ad altri aveva cercato di fare capire che il libro non è un cibo che si deteriora, ma una provvista che si fa per altre stagioni, per inverni rigidi e per estati ombreggiate, e che il piacere dell'attesa non è meno intenso di quello dell'appagamento ed è, se non altro, più certo."
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books134 followers
February 15, 2018
"Il libro non è un cibo che si deteriora, ma una provvista che si fa per altre stagioni, per inverni rigidi e per estati ombreggiate, e [...] il piacere dell'attesa non è meno intenso che quello dell'appagamento ed è, se non altro, più certo." (p. 94)
18 reviews
March 19, 2023
Un intreccio di vite in cui non emerge la figura di un protagonista ma si evidenziano qua e là le impressioni degli attori.
Forse mi aspettavo di più.
Profile Image for Alberto Tebaldi.
487 reviews6 followers
October 11, 2024
romanzo breve ma interessante. il ritmo della narrativa originale e intrigante. finale a sorpresa. Pontiggia e' stato una piacevole scoperta.
Profile Image for Neuromancer crml.
6 reviews
October 16, 2010
Insolita ambientazione storica. All'interno i personaggi si muovono per ristabilire delle verità storiche che l'Autore con rapida ironia confonde nelle personali verità. Così a limite della trama, leggiamo senza fermarci nei particolari. Perché tutta la storia è particolare, nel nostro relativo incessante bisogno di leggi universali. La scrittura è pratica, dettata, iperrealistica.
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