l giovane Serenello in vacanza dagli zii in campagna un giorno incontra una “graziosa signorina” e lentamente se ne innamora. Le prime timide schermaglie, i baci, l’inevitabile piccolo dramma, il trionfo e, subito, la fine delle vacanze e il rito degli addii. Campanile disegna un ritratto umoristico di un piccolo mondo di provincia, dove si muovono personaggi come il cugino Amleto, nottambulo e fannullone, il vecchio don Alessio, pieno di tic e di drammatici segreti, il servitore Orazio che vuole diventare romanziere. Un turbinio di battute che, come dice Guido Almansi nell’introduzione, è “un magazzino così pieno di riso da soddisfare una città di cinesi durante un lungo assedio”.
Che libricino inaspettato. L'ho trovato in una di quelle piccole librerie urbane in cui puoi prendere un libro se ne lasci un altro. Non mi ero immaginata quello che poi mi sono ritrovata sotto gli occhi. Di sicuro è un testo umoristico, di sicuro è un testo molto vecchio e invecchiato (ho letto che è stato pubblicato per la prima volta negli anni '30). Il modo generale di condurre il testo, così libero e volutamente irriverente (titoli che compaiono a metà frase, pezzi di romanzi o altri meta-racconti) lo rendono molto piacevole. Certi passi sul femminismo o su argomenti radicalmente mutati nel tempo lo rendono antiquato. L'ho letto con leggerezza e piacere, lo consiglierei a chi è spiritoso e chi ha voglia di aver sott'occhio qualcosa di poco impegnativo. Comunque sia, 3,5 stelline di punteggio se le merita tutte.