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Sul tradurre: esperienze e divagazioni militanti
Tradurre è una forma di lettura, o di ascolto, ad alta intensità. Implica attenzione per il ritmo della scrittura, per i caratteri stilistici più riposti, per indizi infinitesimali, per simmetrie, opposizioni, enigmi, reticenze e bugie. Questo libro sul tradurre è un diario, un manuale, una resa dei conti, una collezione di storie. Entra nel lavoro quotidiano del traduttore (di un traduttore d'eccezione) e, partendo da rituali privatissimi (inseguire il testo completo di poesie delle quali è citato un solo verso, ricostruire in dettaglio lo svolgimento di una battaglia di cui occorreva controllare solo la data), parla di esperienze che lasciano il segno e di (provvisori) segreti di bottega; analizza zone tradizionalmente ostiche del tradurre (dialoghi, incipit, enigmi); racconta senza sentimentalismo l'incontro coi testi (l'invidia è un motore positivo); pratica il confronto con le versioni altrui (strumento per misurare, come in uno specchio, il proprio personale processo di manipolazione del testo). Questo è un libro che parla, ostinatamente, non di scrittori, ma di scritture. E concede, solo nell'Appendice, una galleria di ritratti (tra gli altri, Alice Munro e Ian McEwan): piccole storie di incontri mai dimenticati, che restituiscono per una volta, tra silenzi e lampi di svelamento, non pagine ma persone.
176 pages, Paperback
First published January 15, 2010
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Community Reviews
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
April 5, 2021
Brava, brava, brava. È grazie a lei e alle sue traduzioni che ho scoperto die capolavori prima di leggere con sicurezza in inglese. Testo super interessante per addetti ai lavori o anche a chi, semplicemente, interessa questo mestiere complicato e bellissimo.
La Basso ha scritto un testo sul suo percorso lavorativo e ci concede un sacco di spunti su cui riflettere, per esempio come si lavora su testi classici che hanno già un po' di traduzioni effettuate.
Utile, ben scritto e lei, insieme alla Fusini, è una delle mie traduttrici del cuore.
La Basso ha scritto un testo sul suo percorso lavorativo e ci concede un sacco di spunti su cui riflettere, per esempio come si lavora su testi classici che hanno già un po' di traduzioni effettuate.
Utile, ben scritto e lei, insieme alla Fusini, è una delle mie traduttrici del cuore.
May 8, 2012
Il resoconto onesto e appassionato di Susanna Basso sulla pratica del tradurre è un toccasana per chi desidera cimentarsi in questa difficile professione: l'autrice espone con umiltà, tra le altre cose, i suoi errori di gioventù, e ci fa capire che non esiste LA traduzione, ma solo LE traduzioni.
Con uno stile spigliato e mai noioso, una delle traduttrici più conosciute e apprezzate in Italia ci svela non i segreti del mestiere - sarebbe impossibile - bensì i retroscena, le piccole manie, lo sconforto e le soddisfazioni che ha ricavato dal suo lavoro negli ultimi decenni. Trovo che la sua sensibilià letteraria sia davvero incredibile!
Assolutamente da leggere, se si è affascinati dal mondo della parola scritta.
Con uno stile spigliato e mai noioso, una delle traduttrici più conosciute e apprezzate in Italia ci svela non i segreti del mestiere - sarebbe impossibile - bensì i retroscena, le piccole manie, lo sconforto e le soddisfazioni che ha ricavato dal suo lavoro negli ultimi decenni. Trovo che la sua sensibilià letteraria sia davvero incredibile!
Assolutamente da leggere, se si è affascinati dal mondo della parola scritta.
December 29, 2016
Non potevo non amare questo libro. Essendo traduttrice, mi parla in modo speciale. Non oso mettermi sullo stesso piano di Susanna Basso (ci mancherebbe altro) ma ogni passaggio provocava in me un sorriso. In in fin dei conti, tutti i traduttori sono accumunati dalle stesse sfide. Dalle stesse tormentose preoccupazioni. E' difficile descrivere esattamente tutto ciò che racchiude questo bellissimo mestiere (non posso non elogiarlo) e Susanna Basso ci riesce alla perfezione. Consigliatissimo a tutti, non solo a chi traduce.
Riporto un passaggio che mi stanno particolarmente a cuore.
"Ai traduttori capitano scioperi di parole, intere giornate passate a fissare le frasi di un testo come se non ne potesse uscire mai niente. Succede per accumulo, spesso. Certo, succede anche all'inizio di un libro, ma in quel caso non spaventa, in quanto fenomeno fisiologico. Entrare nella sintassi, nella punteggiatura, nel lessico di un altro richiede tempo, prudenza, delicatezza.
Ma il blocco da accumulo spiazza. Non te lo aspetti a pagina centosettanta. Ti mette in crisi, compromette il valore delle scelte passate, esalta la sensazione di fallimento, sempre in agguato.
Quelli sono giorni in cui tendi a saltare righe di testo perché non le vedi, e non le vedi perché le hai guardate con troppa testarda insistenza."
Riporto un passaggio che mi stanno particolarmente a cuore.
"Ai traduttori capitano scioperi di parole, intere giornate passate a fissare le frasi di un testo come se non ne potesse uscire mai niente. Succede per accumulo, spesso. Certo, succede anche all'inizio di un libro, ma in quel caso non spaventa, in quanto fenomeno fisiologico. Entrare nella sintassi, nella punteggiatura, nel lessico di un altro richiede tempo, prudenza, delicatezza.
Ma il blocco da accumulo spiazza. Non te lo aspetti a pagina centosettanta. Ti mette in crisi, compromette il valore delle scelte passate, esalta la sensazione di fallimento, sempre in agguato.
Quelli sono giorni in cui tendi a saltare righe di testo perché non le vedi, e non le vedi perché le hai guardate con troppa testarda insistenza."
December 8, 2015
La lezione che voglio conservare, al di là delle nozioni per l'esame di gennaio, è quella della modestia e del coraggio. Mi ha molto stupito la leggerezza (forse solo apparente) con cui Susanna Basso ripesca sue traduzioni non proprio perfette (anche se: quale traduzione lo è davvero?) e le usa come esempi, le incide sul figlio, memento degli errori, rendendosi umana, ecco.
Una lettura obbligatoria per gli aspiranti traduttori (soprattutto giovani) ma anche una breve ma completa introduzione a un mondo a parte, il nostro, fatto di solitudine, di dizionari, di dubbi, di dubbi, di dubbi e un po' di paura.
Ma, per citare l'autrice: "Ci sono stati momenti, nella mia vita di traduttrice, in cui ho pensato di fare davvero il lavoro migliore del mondo."
Una lettura obbligatoria per gli aspiranti traduttori (soprattutto giovani) ma anche una breve ma completa introduzione a un mondo a parte, il nostro, fatto di solitudine, di dizionari, di dubbi, di dubbi, di dubbi e un po' di paura.
Ma, per citare l'autrice: "Ci sono stati momenti, nella mia vita di traduttrice, in cui ho pensato di fare davvero il lavoro migliore del mondo."
January 10, 2024
«Ai traduttori capitano scioperi di parole, intere giornate passate a fissare le frasi di un testo come se non ne potesse uscire mai niente. Succede per accumulo, spesso. Certo, succede anche all'inizio di un libro, ma in quel caso non spaventa, in quanto fenomeno fisiologico. Entrare nella sintassi, nella punteggiatura, nel lessico di un altro richiede tempo, prudenza, delicatezza.
Ma il blocco da accumulo spiazza. Non te lo aspetti a pagina centosettanta.
Ti mette in crisi, compromette il valore delle scelte passate, esalta la sensazione di fallimento, sempre in agguato.
Quelli sono giorni in cui tendi a saltare righe di testo perché non le vedi, e non le vedi perché le hai guardate con troppa testarda insistenza.
Nessun lettore ritroverà mai quelle frasi aggiunte a freddo in fase di revisione, eppure gli scioperi di parole lasciano sempre una traccia di danno sul testo tradotto; a volte sotto forma di lingua stanca, senza sfumature, a volte invece in queste piccole cicatrici di parole cucite alla meglio in mezzo alle frasi, là dove il traduttore ha per un momento assecondato il suo silenzio interiore.»
Ma il blocco da accumulo spiazza. Non te lo aspetti a pagina centosettanta.
Ti mette in crisi, compromette il valore delle scelte passate, esalta la sensazione di fallimento, sempre in agguato.
Quelli sono giorni in cui tendi a saltare righe di testo perché non le vedi, e non le vedi perché le hai guardate con troppa testarda insistenza.
Nessun lettore ritroverà mai quelle frasi aggiunte a freddo in fase di revisione, eppure gli scioperi di parole lasciano sempre una traccia di danno sul testo tradotto; a volte sotto forma di lingua stanca, senza sfumature, a volte invece in queste piccole cicatrici di parole cucite alla meglio in mezzo alle frasi, là dove il traduttore ha per un momento assecondato il suo silenzio interiore.»
January 26, 2021
Susanna Basso, traduttrice di giganti del calibro di Alice Munro e Ian McEwan fra tutti) ci conduce in un appassionato, competente e minuzioso viaggio all'interno di uno dei processi più comuni eppure più complessi del linguaggio: la traduzione.
Ricco di esempi, documentato con minuzia e dovizia di particolari, Sul tradurre è una lettera d'amore alla lettura, al linguaggio e alle parole, il ritmo e la cadenza delle sillabe che compongono il senso, mutevole, cangiante e sempre 'in process', delle nostre esistenze.
Aperta e onesta, Basso porta con sé anni di esperienze e traduzioni, errori, correzioni, rimpianti e ritorni, e affonda la sua riflessione sull'immancabile necessità di riconoscere in ogni traduzione il prezioso afflato della dignità, dello sforzo, dell'interpretazione, e decostruisce il concetto di traduzione come di un processo lineare volto ad un fine ultimo di perfezione, per sostituirlo con quello di possibilità, scelta, temporalità, impermanenza ed effimero.
Non vi è traduzione per eccellenza, solo traduzioni più o meno efficaci, appassionate, approssimative.
Ricco di esempi, documentato con minuzia e dovizia di particolari, Sul tradurre è una lettera d'amore alla lettura, al linguaggio e alle parole, il ritmo e la cadenza delle sillabe che compongono il senso, mutevole, cangiante e sempre 'in process', delle nostre esistenze.
Aperta e onesta, Basso porta con sé anni di esperienze e traduzioni, errori, correzioni, rimpianti e ritorni, e affonda la sua riflessione sull'immancabile necessità di riconoscere in ogni traduzione il prezioso afflato della dignità, dello sforzo, dell'interpretazione, e decostruisce il concetto di traduzione come di un processo lineare volto ad un fine ultimo di perfezione, per sostituirlo con quello di possibilità, scelta, temporalità, impermanenza ed effimero.
Non vi è traduzione per eccellenza, solo traduzioni più o meno efficaci, appassionate, approssimative.
February 23, 2022
Questo testo offre molti spunti di riflessione grazie allo sguardo privilegiato di Susanna Basso, una delle traduttrici contemporanee più creative e brillantiche. Capitolo dopo capitolo, Basso ci accompagna per mano lungo il proprio percorso creativo, selezionando e confrontando brevi passaggi di romanzi o racconti in lingua originale con le proprie traduzioni (più o meno recenti).
Sicuramente interessante per chiunque si interessi di traduzione letteraria, ha anche il merito di aver acceso la mia curiosità per gli autori citati, tanto da spingermi a comprare alcuni dei libri analizzati.
Sicuramente interessante per chiunque si interessi di traduzione letteraria, ha anche il merito di aver acceso la mia curiosità per gli autori citati, tanto da spingermi a comprare alcuni dei libri analizzati.
December 21, 2021
Chi è del mestiere non sempre si sa spiegare, lei lo sa fare eccome e non si può che restarne affascinati
November 10, 2015
Sul tradurre, certo, ma non solo.
Raccontando le proprie esperienze professionali, Susanna Basso ci offre spunti di riflessione, molti esempi, aneddoti simpatici (come quando Henry Sutton si trova all’improvviso, sgomento, di fronte a 12 diverse traduzioni di una sua unica riga di testo), ci parla di lettura, letteratura e un po’ anche di sé.
Un saggio interessante, non esclusivamente per gli addetti ai lavori.
Raccontando le proprie esperienze professionali, Susanna Basso ci offre spunti di riflessione, molti esempi, aneddoti simpatici (come quando Henry Sutton si trova all’improvviso, sgomento, di fronte a 12 diverse traduzioni di una sua unica riga di testo), ci parla di lettura, letteratura e un po’ anche di sé.
Un saggio interessante, non esclusivamente per gli addetti ai lavori.
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