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La Synthèse du camphre
Deux histoires. Celle de Félix, dont la passion pour la chimie est contrariée par l'Occupation. La guerre le séparera de son frère, de ses parents, le propulsera sur les sommets des Pyrénées et l'entraînera dans une vie clandestine, puis vers une mort probable en Pologne. Celle d'Ernest, dont l'existence est bouleversée par une rencontre sur Internet. De ce hasard naîtra une correspondance passionnée, qui l'aidera à supporter une vie secrète et le transportera du Canada à la Floride, vers un amour entier. Deux histoires qui se mêlent. Qu'advient-il quand le passé précipite le présent ? Quand la réalité dissout l'imaginaire ? Quand vérité et mensonge entrent en fusion ?
- GenresGay
253 pages, Paperback
First published February 18, 2010
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
November 9, 2014

La lettura di questo romanzo mi ha lasciata molto perplessa.
La narrazione si sviluppa attorno a due nuclei principali.
Da una parte abbiamo la corrispondenza tramite mail tra due adolescenti omosessuali, che si sono conosciuti su un forum e abitano agli estremi opposti dell’Oceano Atlantico, uno in America (Chris) e l’altro in Francia (Ernest). O meglio, leggiamo solo le mail di Chris, perché unicamente queste sono riportate, e deduciamo il tenore di quelle di Ernest dalle risposte dell’altro. Il tutto è piuttosto sciapo e noiosetto, nonostante il “tristo” colpo di scena finale: .
Dall’altra, c’è invece la storia di Félix, il nonno di Ernest. E qui il racconto si fa piacevole, a tratti persino coinvolgente. Giovane studente di chimica ed ebreo, l’invasione nazista lo costringe ad abbandonare tutto e unirsi alla resistenza, ma verrà catturato e poi internato.
Quel che non ho capito è il motivo per cui sono state accostate due vicende così assolutamente estranee l’una all’altra. Le vicissitudini di Félix avrebbero tranquillamente potuto reggere l’intero narrato e l’insieme sarebbe risultato molto più armonioso. Peccato.
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December 5, 2012
Premiatissimo romanzo d'esordio di un esordiente ventenne, La chimica dell'incontro non sfugge in alcun modo alla definizione di romanzo strappalacrime. Perché questo è e nient'altro.
La narrazione procede su due binari distinti: il presente, con lo scambio di e-mail tra i due giovani amanti, e il passato, che racconta la storia del nonno di uno dei due, una giovinezza che è passata attraverso la seconda guerra mondiale e i campi di concentramento. Curiosa, per quanto artificiosa, la particolare struttura doppia del romanzo: la parte epistolare è monca, perché il lettore conosce sempre e solo una delle due voci, mentre la parte del passato è raccontata in seconda persona. Una scelta che si sposa bene con la ricercatezza stilistica, indiscutibile punto a favore di questo romanzo. Peccato che una così bella scrittura, dal lessico ricco, denso di lirismo, sia posta a servizio di una storia melodrammatica, disgustosamente stucchevole, strappalacrime, appunto: dall'abusatissimo temo della deportazione degli ebrei alla vicenda dei due amanti a distanza, intrisa di banalità, paroloni fuori luogo per un sedicenne, per poi peggiorare con l'infrapporsi del cancro, che attacca uno dei due.
Una lettura, dunque, che parte molto bene, ma tradisce ben presto le aspettative, finendo col suscitare più disgusto che altro. Qualcosa, però, si salva: innanzitutto l'apparato stilistico, davvero sorprendente. Si salva anche il finale, che a ben vedere rimette in discussione tutto quanto, facendo vacillare ogni certezza e pure il giudizio del lettore. Ma è troppo poco, comunque: e non basta a sciogliere la nausea per la violenta stucchevolezza che ti s'incolla addosso e non va via.
La narrazione procede su due binari distinti: il presente, con lo scambio di e-mail tra i due giovani amanti, e il passato, che racconta la storia del nonno di uno dei due, una giovinezza che è passata attraverso la seconda guerra mondiale e i campi di concentramento. Curiosa, per quanto artificiosa, la particolare struttura doppia del romanzo: la parte epistolare è monca, perché il lettore conosce sempre e solo una delle due voci, mentre la parte del passato è raccontata in seconda persona. Una scelta che si sposa bene con la ricercatezza stilistica, indiscutibile punto a favore di questo romanzo. Peccato che una così bella scrittura, dal lessico ricco, denso di lirismo, sia posta a servizio di una storia melodrammatica, disgustosamente stucchevole, strappalacrime, appunto: dall'abusatissimo temo della deportazione degli ebrei alla vicenda dei due amanti a distanza, intrisa di banalità, paroloni fuori luogo per un sedicenne, per poi peggiorare con l'infrapporsi del cancro, che attacca uno dei due.
Una lettura, dunque, che parte molto bene, ma tradisce ben presto le aspettative, finendo col suscitare più disgusto che altro. Qualcosa, però, si salva: innanzitutto l'apparato stilistico, davvero sorprendente. Si salva anche il finale, che a ben vedere rimette in discussione tutto quanto, facendo vacillare ogni certezza e pure il giudizio del lettore. Ma è troppo poco, comunque: e non basta a sciogliere la nausea per la violenta stucchevolezza che ti s'incolla addosso e non va via.
August 20, 2024
Eeehm… non me lo aspettavo così. Che sfiga però c’è
December 29, 2016
Un récit étonnant sur deux continents, un peu particulier parfois.
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