Un joven médico a la caza de un enigmático criminal...De regreso de Vietnam, el doctor Ken Philbin se reintegra a su puesto de residente de cirugía en el Washington Memorial Hospital. Mientras trabaja en la sala de Urgencias, colabora con la policía atendiendo a víctimas de accidentes y agresiones. Así debe acudir al escenario de varios asesinatos que tienen una característica en comú en cada escena del crimen el asesino ha recreado, de forma macabra, un cuadro famoso de la historia de la pintura. Ante la inoperancia de la policía, Ken se involucra cada vez más en la investigación de los crímenes mientras dos mujeres se disputan sus Eloïse, la enfermera que trabaja a sus órdenes, y Gladys, una exuberante portorriqueña, modelo de fotografías pornográficas.Esa turbulenta primavera de 1968 la humanidad asistirá a muchos los asesinatos de Martin Luther King y Robert Kennedy, las revueltas estudiantiles del mayo francés, la Primavera de Praga. Pero ninguno de ellos marcará tanto la vida del doctor Philbin como las terribles muertes firmadas por El Anatomista y su obsesión por atraparlo... antes de ser atrapado.Alejandro Arís, cirujano cardiaco a la vez que notable escritor, es el autor de este thriller que no da respiro, narrado con una pluma filosa y precisa como un bisturí, capaz de subir la adrenalina y obligar al lector a cerrar momentáneamente el libro, para tomar aliento antes del final.
Bel thriller scritto da un cardiologo, che è riuscito a descrivere molto bene le scene del crimine (ispirate a dei famosi dipinti), e le torture subite dalle vittime. Un chirurgo che aiuta la polizia a indagare su questi brutali delitti, ma si ritroverà invischiato nella faccenda. Finale un Po' banale, ma storia scorrevole che non finisce nella noia.
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Scritto in maniera scorrevole è un libro senza troppe pretese che comunque si legge con piacere. Non è molto originale visto che un paio di anni fa ho letto qualcosa di simile. In ogni caso un libro che costituisce senz'altro un buon passatempo.
Siamo nel 1968 a Washington e un medico, reduce da due mesi in Viatnam (durante la guerra ovviamente), tenta di riprendere la specializzazione al Washington Memorial Ospital, ma invece viene mandato a lavorare al pronto soccorso e a collaborare con la polizia per tentare di migliorare l'operato di entrambi i reparti. È qui che il protagonista, Ken, inizia a scontrarsi con le macabre opere dell'Anatomista. Un assassino che si diverte a inscenare, attraverso le sue vittime, opere d'arte come crocifissioni famose e tanto altro. Mi è piaciuto davvero tanto nonostante abbia intuito l'identità del killer prima del dovuto.
Perché ho apprezzato questo libro? Per tutti gli interessanti dettagli: - ci ritroviamo in America nel 1968, nel bel mezzo di rivolte e guerre... poco dopo l'assassinio di Kennedy e nel periodo dell'assassinio di Martin Luter King; - Il libro è stato scritto proprio da un medico specializzato in chirurgia cardiovascolare e toracica che ha vissuto in America in quell'esatto periodo e che quindi è stato capace di riportare operazioni chirurgiche e non nel dettaglio (argomento che a me affascina moltissimo) e anche esperienze vissute di persona sul clima teso e gli avvenimenti dell'epoca; - In più questa lettura è una piccola scusa per gli amanti dell'arte per ritornare ad ammirare (o rabbrividire di fronte a) qualche opera grazie all'Anatomista e a chi cerca di comprendere la sua mente e le sue idee per completare il puzzle.
Per me è stata una lettura affascinante e me la sono gustata finché ho potuto. ⭐⭐⭐⭐ Quattro stelline solo perché ho scoperto l'identità dell'assassino troppo presto e perché avrei voluto un po' d'azione in più.
È probabile che chi non apprezza certe tematiche, però, possa trovarlo a tratti un po' noioso. Quindi lo consiglio ad appassionati di medicina, anatomia e arte, in quanto si parla principalmente di questi temi nel dettaglio (la medicina in primis)... e anche a chi vuole dare un'occhiata al passato attraverso un libro ambientato nel 1968: un anno di cambiamento, ribellione ed evoluzione.
Interesante relato, con una muy buena idea pero llevada a cabo de forma brusca y sin profundidad. Se le podía haber sacado más partido al tema pero, en general, es sencillo de leer y entretenido. Destacar de forma negativa algunas escenas fuera de lugar, relatadas demasiado explícitamente para el género policíaco. Me refiero a las de sexo, que no vienen a cuento, y te desubica, más todavía, de la historia.
El autor escribe muy bien, pero en ocasiones da la sensación que se pierde en detalles que dificultan o entorpecen la lectura. Lo mejor, los momentos que tienen que ver con los cuadros y con aspectos clínicos. Lo cierto es que los momentos de Ken y Claudio en Urgencias son los que más he disfrutado
La trama di per se è una delle solite. Un Buono (sempre bello, intelligente non solo nel suo campo ma con la mente aperta per tutto il resto, sempre presente nel momento del bisogno, sempre pedina all’inizio e vittima per il gran finale), un Poliziotto (non sempre utile), un Aiutante o più (intelligentissimo/i ma sempre con l’idea che il Buono sia perfetto), la Bella (normalmente la sua presenza è inutile, bellissima e che non resiste al fascino del Buono, solitamente vicina in un modo o nell’altro al Cattivo) e il Cattivo (Cattivo ovviamente, con un’intelligenza particolare, disadattato per qualche motivo, sempre propenso a dare spiegazioni alla fine, con emozioni sempre di ghiaccio tranne alla fine). Nemmeno questa volta veniamo delusi in tal proposito! Dott. Ken il Buono, un Chirurgo eccellente che ha praticato in Vietnam durante la guerre e che dopo essere tornato a Washington viene assegnato ad un compito minore perché anche se è bravissimo (ovviamente) deve comunque continuare gli studi ed essendo arrivato quanto i corsi erano già iniziati, dovrà prendersi un anno sabbatico dallo studio. Il Nostro eroe però viene assegnato ad una nuova iniziativa della Polizia, che prevede il suo intervento ogni volta che ce ne sarà bisogno. Qui troviamo il Poliziotto, un personaggio abbastanza inutile che però, ci accompagnerà con la sua vitalità da cadaverillo e che sarà utile in pratica solo alla fine. Con il Buono, troviamo i due Aiutanti, il giovane Dott. Simone (Italiano, bellissimo, intelligentissimo e bravissimo con le donne) che con la sua mente pronta lo aiuta a svelare dei misteri e il padre del Buono. In contemporanea abbiamo anche la Bella, infermiera bellissima che fondamentalmente non farà nulla, tranne forse portarlo direttamente nelle grinfie dell’assassino. Per ultimo ma non meno importante, c’è il Cattivo (sempre intelligente, piacente, freddo e insospettabile) o Anatomista (come viene soprannominato dal Poliziotto) che si rivelerà quando meno uno se lo aspetti (non è vero, io l’avevo capito appena l’ho visto) e che ovviamente, da bravo paladino della malvagità, si metterà poi a spiegarci perché è arrivato a fare tutto sta carneficina. Dove sta il bello? Lo scrittore è assolutamente accurato nelle descrizioni delle varie torture e delle varie reazioni dei pazienti (questo va oltre una buona documentazione, lui SA come bisogna muoversi). L’unica pecca, che mi ha reso più difficile la lettura, è stato che per quanto l’idea possa essere strutturata bene, in pratica manca di quell’energia che ci si aspetterebbe. Non è noioso ma nemmeno esaltante.
Francamente, este libro no me ha gustado mucho. No es que él escriba mal, para nada (otro de sus libros, Matarratas, me gustó mucho), pero creo que, al ser este el primero, no es tan bueno como los demás. En mi opinión, esta historia apenas tiene intriga. Es todo muy forzado, muy obvio. Las partes de deducción, de misterio, de intriga, casi no existen. El final es bastante predecible. Además, creo que a los personajes les falta profundidad. Más carácter. Me es muy difícil empatizar con ellos (aunque quizá es solo porque viven en un mundo muy diferente al mío). También debo decir que el libro está lleno de... paja, por llamarlo de alguna manera. Como una decena de casos quirúrgicos innegablemente interesantes, pero que no tienen nada que ver con la historia. El lector busca asesinatos, deducciones, y en el libro hay poco de eso. También debo decir (aviso que es una manía personal) que no me gusta que se estén constantemente describiendo todas y cada una de las rutas que toma Ken cuando va hacia los sitos. En serio, es terriblemente específico. Quizá es porque no vivo en Washington, y que me digan que el protagonista pasa por esa calle que se llama así, y luego cruza para atravesar otra que se llama asá ni me sirve ni me dice nada. Pero bueno, este es un comentario personal. Lo que sí me ha gustado –en realidad encantado- han sido los crímenes. Juntar los conocimientos de un médico cardíaco como lo es el doctor Arís y los asesinatos dan como resultado una gran combinación. Unas descripciones específicas (aunque no imposibles de entender si se sabe un poco de anatomía humana) de cómo el Anatomista lleva a cabo sus macabras muertes. Además, lo de representar un cuadro famoso le da un toque psicópata que me encanta. Lo cierto es que, sin haber leído antes este libro, a mí se me había ocurrido escribir una historia sobre una asesina en serie que mata chicas como en los cuadros. Simplemente genial.