Julmaa ryöstömurhaajien sakki lietsoo silmitöntä tuhoa kulkiessaan hirmutöissään läpi Amerikan, länsiosien kuumilta preerioilta pohjoisille lumivuorille. Minne tahansa he osuvatkin, tuloksena on sekasortoa ja verevuodatusta: saluunoissa, postivaunulinjoilla, uudisasukkaiden reitillä, levottomilla intiaanialueilla sekä syrjäisten maatilojen siviilien keskuudessa. Halki ankarien vaarojen ja vastoinkäymisten heitä jahtaa sinnikäs oikeuden mies Tex Willer, joka on valmiina pysäyttämään inhimillisen rajuilman ja varmistamaan, että rötöstelijät eivät vältä laij lujan kirjaimen täytäntöönpanoa.
Antonio Segura Cervera fue un guionista de historietas valenciano que comenzó a trabajar en el medio en los años 80s.
Escribió obras para grandes autores españoles, muchos de la comunidad murciana (Bermejo, Ortiz, Leopoldo Sánchez) o valenciana (Miralles), dando lo mejor de sí mismo en series como Hombre, Bogey, Kraken, Sarvan (éstas, con Bernet), Burton y Cyb, Juan el Largo, Eva Medusa y otras. A partir de 1997 colaboró con la editorial italiana Sergio Bonelli en series como Tex o Magico Vento, a menudo acompañado de Ortiz.
Aunque Tex sigue siendo el héroe perfecto, Segura y Ortiz hacen un gran trabajo al sacarlo de su entorno habitual, rodeándolo de secundarios memorables (aunque con apariciones breves) y construyendo una trama bastante violenta que Ortiz visualiza a la perfección con su estilo. Se puede decir que ambos formaron un tándem de oro en el cómic español, aunque lamentablemente no lo suficientemente reconocido fuera de su trabajo en Hombre.
Ortiz ai disegni mi è sempre piaciuto un sacco. Su Tex la sua storia forse meno riuscita fu la prima, quella del Texone, che aveva piccoli difetti. Oggi, se mai la rileggessi, non so cosa ne penserei. Sulla serie regolare come sui Maxi Tex è sempre stato ottimo, ed in questo albo dell'ormai lontano autunno 2009 il mio parere è confermato.
Segura invece è un'altra storia. In questo albo, la lunga storia di Tex all'inseguimento, spesso interrotto, di una banda di rapinatori, sembra voglia inserire per forza tutti i tropi del West: c'è la carovana di emigranti, aiutata da Tex più di una volta; ci sono gli indiani, Utes ed Apache Jicarillas, con elementi cattivi ed altri meno; ci sono i capibanda, ex sudisti, rapinatori e senza scrupoli; ci sono gli sgherri, c'è il bandito solitario, ci sono gli sceriffi, la cittadina sotto il signorotto, il treno. Troppi tropi, dicevamo. Anche nelle avversità naturali accade di tutto: fiumi in piena, trombe d'aria, nevicate e valanghe, sole ardente, un ruscello con l'oro che però è pirite, i bisonti ed i cacciatori di bisonti. Troppa roba. Carson viene infortunato quasi subito, perché Segura preferisce gestire il solo Tex. Gli affianca un meticcio mezzo apache e mezzo bianco, ma anche qui lo infortuna dopo uno scarso centinaio di pagine. La geografia è abbastanza realistica, ma non mi tornano troppo i tempi dei percorsi, ma questa è secondaria.
La realtà è che Segura ha voluto buttare in questa storia un poco di tutto, quasi a creare l'equivalente di quello che è il flusso di pensiero in un romanzo. L'azione non manca, senza dubbio. Ma è anche eccessiva nel complesso; avrebbe fatto meglio, a mio parere, ad approfondire la psicologia dei comprimari come aveva fatto nei due capolavori Maxi Tex n. 3: L'oro del Sud ed Maxi Tex n. 2: Il cacciatore di fossili. Così non si va oltre le 3 stelle.
Sanoo Isä Palonen mitä tahansa, väittää hän kuinka paljon tahansa, että Tex Willer ei ikinä ole huono, niin aika tylsä tämä oli. Paljon ampumista ja paljon ympäriinsä kohtelmista, mutta tylsä.