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Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla.
Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana.
Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca.
Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole.
Con Fame d'aria , Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

180 pages, Kindle Edition

First published January 17, 2023

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Daniele Mencarelli

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5 stars
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891 (42%)
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2 stars
102 (4%)
1 star
27 (1%)
Displaying 1 - 30 of 283 reviews
Profile Image for ☆LaurA☆.
510 reviews153 followers
August 2, 2025
Un pugno in pieno volto.

Questo è la storia di Pietro e Jacopo. Questo quello che la vita gli ha messo tra le mani.
La loro storia è la storia di molte famiglie, purtroppo.
Famiglie lasciate a loro stesse, che non riescono a gestire la situazione come vorrebbero e niente e nessuno le può aiutare.

Nella mia vita al posto di Jacopo c'era Silvia o meglio la Silvietta. Ha solo 3 anni meno di me, ma per me è sempre la Silvietta. Lei, a differenza di Jacopo, non è autistica, ma è nata prematura ed è rimasta per alcuni minuti senza ossigeno. Questo ha causato danni al cervello e ad alcuni organi come i polmoni e il cuore. È rimasta in ospedale, dalla nascita, credo sei mesi. Quando è tornata a casa era la bambolina del condominio. L' amavamo tutti. Silvia non cresceva come gli altri bambini ed era più cagionevole, ma ha imparato a camminare, anche se a 2 anni, a parlare, anche se a modo suo, a rendersi un pochino autonoma. Ora Silvia di anni ne ha 35 e, per fortuna, è seguita da un' associazione e dal suo fratellone, perché Silvia la mamma l'ha persa 10 anni fa e suo padre ora è affetto dal morbo di Parkinson.
Io non ho mai sentito i suoi genitori lamentarsi delle condizioni in cui era, forse non lo facevano davanti a noi, ma posso dire che l'amavano come si amano tutti i bambini forse un po' di più.
Ammetto il mio egoismo e posso dire che io non ci sarei mai riuscita, non avrei retto. Direte che se non ci sei dentro non puoi capire, ma lo capisco eccome. Non è semplice crescere un figlio nemmeno se "normale", non è semplice fare i genitori e soprattutto farli bene. Hai sempre mille dubbi, mille domande, ti fustighi tutte le volte che pensi di aver sbagliato, di aver commesso quegli errori che ti eri ripromesso di non fare mai.
E se sei convinto che tuo figlio non ti capisca, non ti senta, allora tutto questo che senso ha? Dare amore per riceverne...vero non funziona così. Ai figli si dà e basta, senza pretendere nulla in cambio. Però vuoi mettere con un abbraccio, un bacio, un "mamma ti voglio bene"....

Io ho pianto per Pietro e lo avrei preso a pugni.
Profile Image for Come Musica.
2,075 reviews633 followers
January 21, 2023
“A chi tende la mano, senza mai ricevere aiuto, o carezza.Ai dimenticati che resistono.
A chi è andato giù.”


In questo nuovo potente romanzo, Daniele Mencarelli racconta la fatica di un padre di avere un figlio autistico a basso funzionamento.
Una fatica economica, nel non riuscire a sbarcare il lunario; una fatica psicologica, nel far prevalere l’amore sulla rabbia.

«Non è una battaglia.»
Gli occhi di Pietro sono tornati a essere precipizi di cui non si vede il fondo.
«O una guerra. Quelle si vincono o perdono. Altre malattie sono battaglie. Questa, questa è più una specie di maledizione. C’è chi vince alla lotteria e a chi tocca un figlio autistico a basso funzionamento, anzi, a zero funzionamento. Nessuna guerra. Solo giorni uguali ad altri giorni.»

Pietro, grazie al guasto della sua Golf, riesce a far venire fuori questa rabbia incontrollata che è sfociata nel disamore verso questo figlio, la cui vita sembra un’ingiustizia inferta dalla malasorte.

E sarà l’incontro con le umanità di Oliviero, Gaia, Agata a smontare le difese di Pietro e a dimostrargli con i loro gesti che per Jacopo si può provare tenerezza e amore.
Un romanzo duro e cupo e al tempo stesso così pieno di luce.
Pietro e Bianca dovranno attraversarlo tutto quel dolore e quel buio per poter poi ritrovarsi e rinascere come coppia è come genitori.

“Dalla terra, una alla volta, le braccia di Bianca si alzano.
Vanno a stringere Pietro.
Due corpi piegati sull’asfalto.
Così stretti da sembrarne uno.
Dritta, accanto a loro, una sentinella a vegliare sull’altrove.
Jacopo.
Restano così.
La pioggia li lava.”


Commento a caldo: Che libro potentissimo!!!
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,269 reviews163 followers
January 22, 2023
Questo libro merita una degna recensione, cosa che la mia non sarà.
Perché alle volte, quando ci si trova di fronte a qualcosa di così grande, non bastano le parole che si hanno.
Daniele Mencarelli, qui più di sempre, scrive con una sensibilità che spezza il fiato.
Daniele Mencarelli, qui come altrove, ci narra una storia dolorosa che chissà quante volte e in quante occasioni abbiamo incontrato, volgendo poi lo sguardo altrove, con un misto di imbarazzo e pietà.
Ma Pietro, no, non vuole pietà. E rigetta con rabbia la compassione della gente che si imbatte in suo figlio, Jacopo, da lui detto “Lo Scondro”, autistico a basso funzionamento, bassissimo. E quando qualcuno gli chiede cosa voglia dire, lui quasi si compiace nell’osservare la reazione sui volti altrui mentre spiega “Significa che non parla, non sa fare nulla, si piscia e casa addosso”. In pratica, una condanna, che negli anni ha distrutto l’amore che lui provava per il figlio che ha messo al mondo.
E così, quando, in viaggio verso la Puglia, dove è atteso per festeggiare con la moglie il loro anniversario di matrimonio (o così dice), la sua Golf va in panne, Pietro è costretto a fermarsi qualche giorno in una pensione di un paesino del centro Italia che pare dimenticato dal mondo…e qui conosce Agata, l’anziana proprietaria, Gaia, la spontanea e sorridente barista, e altri personaggi, che si muovono quotidianamente in questo microcosmo, una piccola e semplice e bellissima oasi, dove il tempo si è fermato.
Non c’è granché da raccontare, la storia è questa. E’ una storia comune, fatta di incontri, emozioni, frustrazioni, sguardi, riflessioni amare. E’ la storia di chi vive sulle proprie spalle la disabilità di una persona cara ed è stanco di sentirsi dire che è un eroe, di ricevere sguardi di compassione, di parlare con gli psicologi, di ascoltare che non è solo e che a tutto c’è un perché, in altre parole, è stanco di raccontarsela e di farsela raccontare.
Non c’è il lieto fine, del resto, ci sarebbe in una storia del genere?
Pietro ha fame d’aria, e anche noi. Il romanzo che ha scritto è talmente potente da bruciare fra le mani.
Riflettiamo, col cuore pieno di tristezza e tante domande senza risposta.
Profile Image for Cristian Fassi.
110 reviews244 followers
January 26, 2023
“Pietro urla con la voce di tutti i padri”

Mi ha lasciato vuoto e pieno. La rabbia e la miseria del protagonista e della storia mi hanno colpito in pieno al centro dello stomaco. Questo libro mi ha quasi distrutto, è stata una vera catarsi. Mencarelli molto bravo. Letto in un solo giorno, sicuramente tornerò a rileggere alcune sue pagine per molto tempo.
Profile Image for sfogliarsi.
434 reviews372 followers
July 3, 2023
"A guardarli, ora, il figlio sembra il padre. Il padre un bambino."
"I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione."

Fame d’aria, nonostante sia un libro brevissimo è davvero potente, si parla del rapporto padre-figlio, di un figlio autistico grave e della loro storia d’amore-di odio.
Un libro potente perché nonostante l’amore di un genitore sia assoluto, molto spesso improvvisamente gli stessi genitori devono sopportare e vivere con tematiche davvero forti e vengono messi a dura prova. Mencarelli ci parla dell'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.
Il protagonista Pietro sta viaggiando con il figlio Jacopo e in seguito ad un evento improvviso è costretto a fermarsi durante questo soggiorno, in una città conosciuta ma che ferma il tempo della sua vita, si rende conto di molte cose relative al figlio e al suo rapporto con lui. Ormai da tantissimi anni, si chiede “Perché è successo a me?" Pietro vive all’inferno, un inferno fatto di dolori, di momenti incompresi e di paura, soprattutto quella paura di non farcela. Mentre la moglie, diversamente da lui, riesce a reagire al figlio, lo ama come prima e non se ne fa una colpa.
La storia è ambientata in una locanda, una sorta di fuori idilliaco, un tempo lontano e perduto ma dentro i vari protagonisti del libro, specialmente in Pietro c’è un mare in tempesta e un terremoto; dentro Jacopo invece non c’è nulla, non parla, non comunica, un diciottenne che sembra un neonato. Un libro con diversi colpi di scena alla fine, ma con un finale, fin troppo affrettato.
Profile Image for Greylain.
146 reviews58 followers
September 13, 2023
“I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione.”

Un pugno nello stomaco avrebbe fatto meno male. O, quantomeno, sarebbe stato recepito meno violentemente.

Ma si dà il caso che Mencarelli sia un pugile professionista e sappia perfettamente dove assestare colpi potenti, che feriscono più gravemente, che tolgono ogni briciola di fiato.

“Fame d’aria” è un calcio in pancia lungo 200 pagine, un libro crudo, sincero, cattivo, che ti sbatte in faccia la realtà di quella parte di società dimenticata da tutti, da Dio in primis; perchè, a quanto pare, la combo perfetta per finire all’inferno esiste, ed è avere un figlio disabile e zero soldi in tasca.

Pietro e Jacopo sono padre e figlio; cinquant’anni il primo, diciotto il secondo. Anche se, a chiederlo a Pietro, ti risponderebbe che lui di anni se ne sente venti, venticinque al massimo, perché da quando è nato suo figlio, lui ha smesso di vivere.

Jacopo, infatti, è “autistico, a basso funzionamento, bassissimo”, come ripete suo padre quasi fosse un mantra. Quando qualcuno chiede più informazioni, la risposta arriva diretta, quasi crudele: “significa che non parla, non sa fare niente, si piscia e caca addosso”.

Un giorno, mentre Pietro e Jacopo sono diretti in Puglia, la loro vecchia Golf li abbandona in mezzo al nulla, precisamente a Sant'Anna del Sannio, un paesino molisano abitato da poche centinaia di anime. Lì, i due verranno accolti da Agata e Gaia, che offriranno loro ospitalità presso la piccola pensione che gestiscono.

Pietro e Jacopo avranno gli occhi di tutti addosso. Ma Pietro, di pietà, non ne vuole. Anzi, la disdegna, la evita come fosse una malattia. Tutto ciò che prova è rabbia: rabbia verso le istituzioni, che l’hanno abbandonato; rabbia verso i genitori dei figli sani, che si lamentano senza sapere; rabbia verso se stesso, che non riesce più ad amare suo figlio. Anzi, che quasi lo disprezza.

Tu, lettore, Pietro lo odi. Lo odi per come tratta suo figlio. Male, malissimo: non lo picchia, ma lo tratta ruvidamente, gli urla addosso, lo insulta, se lo trascina dietro. È inaccettabile il modo in cui Pietro tratta Jacopo, ti fa rabbrividire, ti fa disgustare, ti fa venire voglia di urlare.

Ma la dura e spietata verità, lettore, è che tu un figlio così non ce l’hai.

E quindi, non c’è niente che puoi fare: puoi solo osservare la vita di un uomo arrabbiato, stanco e abbandonato da tutti: lo spettacolo macabro di chi non può fare niente per cambiare la propria situazione, assolutamente niente.

“Vi riempite tutti la bocca, ma non ci state voi all’inferno”, grida Pietro.

È vero, non ci stiamo noi all’inferno. Ma dopo aver letto la storia di Pietro e Jacopo, forse lo capiamo un po’ di più ora, questo inferno.

5 stelle a un grande Mencarelli, 5 stelle a una grande storia ⭐
Profile Image for Federica Rampi.
707 reviews240 followers
February 24, 2023
"Alla fine si impazzisce. Si diventa cattivi"

Pietro è entrato in competizione con la malattia del figlio diciottenne ("autismo a basso, funzionamento, bassissimo") e ha perso.

Ha il cuore svuotato e di quell’amore di cui un genitore è capace restano la rabbia il disamore e l’odio verso tutti, perché Pietro è un padre che di fronte al problema è rimasto e ora Jacopo gli vive attaccato perché da solo è incapace di fare tutto e ha bisogno di tutto : "è un corpo vuoto, dondolante”, va cambiato nutrito i suoi lamenti sempre uguali vanno interpretati.
E così Pietro ha imparato a descrivere ciò che è il figlio in modo spiccio e brutale, stanco dei tanti cosa, come, perché…

Pietro parte con Jacopo da Anagni per raggiungere Marina di Ginosa, in Puglia, dove raggiungerà la moglie Bianca sulla spiaggia dove si erano conosciuti vent’anni fa, ma la vecchia Golf su cui viaggiano ha un guasto e i due si ritrovano in Molise, a Sant’Anna del Sannio, a cercare una stanza nel piccolo albergo di Agata.
Riluttante, Pietro si affida a lei e a Oliviero, il meccanico che farà di tutto per aggiustargli l’auto e in quel paesino fermo nel tempo, Pietro lotta anche solo per trovare i pannoloni della taglia di Jacopo
In quel piccolo mondo deve ancora una volta misurarsi con le sue miserie e il desiderio di vivere: quella fame d’aria che lo fa sbandare per Gaia, perché la fantasia è un dono “che così come viene, se ne va" e poi si torna a maledire la vita con rabbia.
Se Jacopo è isolato dalla realtà per colpa dell’autismo, Pietro è consumato dalla realtà che è costretto a vivere, fatta solo di assenze (umane materiali istituzionali)

Mencarelli scrive dei dimenticati, di chi vorrebbe una normalità qualunque e invece lotta da solo guardando gli altri vivere facendo ogni giorno i conti con il disagio e l’indifferenza, con i sacrifici di una condizione non voluta, con la fatica dell’accudire con il rancore per ciò che avrebbe potuto essere e mai sarà

E allora per sopravvivere ci si aggrappa ai sogni dove si può essere tutti e nessuno e a quel poco di ossigeno che la fantasia offre, per fingere che il male sia solo un ricordo lontano
Profile Image for Gabril.
1,055 reviews261 followers
March 6, 2023
“Sarebbe bello poter dire che un attimo, almeno uno, è risparmiato.
Un attimo d’amore, uno solo, come un brillante incastonato nell’anello.
Ma sarebbe falso.
Semplicemente.
Dal giacimento di pietra preziosa è stato strappato tutto. Negli altri umani, fortunati, la vena da cui estrarre si rigenera, anche di fronte al dolore e alla malattia, e anche in Pietro è stato così per giorni, anni.
Poi il tesoro si è prosciugato.
Sino a quello che rimane ora.
Come un cratere. Vuoto.”

Una storia durissima, quella di un padre in viaggio insieme al figlio diciottenne gravemente autistico.
Senza speranza di miglioramento, senza possibilità di comunicazione.
E poi: senza aiuti da nessuno. Istituzioni assenti e difficoltà sempre più insormontabili.
Fino all’esasperazione. All’odio. Alla disperazione.
Una scrittura scavata e scabra.
Sentimenti essenziali, elementari: amore, frustrazione, rabbia. E in modo essenziale e elementare Mencarelli ce li mostra.
Un racconto ruvido, teso, con uno stile sincopato che può piacere o non piacere.
Il pugno nello stomaco arriva, però. Netto e preciso. E ti manda ko.

3.5
Profile Image for Ilaria Quercia.
416 reviews114 followers
January 23, 2023
Mencarelli è tanta roba perché ha una capacità di raccontare i deboli, gli ultimi e "i dimenticati che resistono" fuori dal comune.
Lui ti fa soffrire, ti fa emozionare perché con i tuoi occhi riesci a vedere in prima persona quello che ti sta raccontando.
La considero una prima prova autoriale, in quanto i primi tre libri avevano fondamenti autobiografici e questa volta si è staccato da sè, raccontando anche un'altra territorialità spostandosi fra la Puglia e il Molise. Mi è mancato il suo accento romanaccio dei Castelli nei dialoghi e forse pur rimanendo la crudezza dei contenuti, ha perso un po'di spontaneità.
Il finale è atroce e drammatico, ma lascia intravedere la bellezza dell'umanità semplice, i "chiunque" che nelle difficoltà ti avvolgono col calore di un aiuto quando tutto sembra essere perduto.
Profile Image for Fede La Lettrice.
841 reviews89 followers
January 27, 2023
Non avevo mai letto questo scrittore, credo che avrei continuato a non leggerlo se non fosse stato per questo suo ultimo racconto. Parla di ciò che gira attorno alla disabilità, autismo nello specifico, e essendo personalmente coinvolta dalla tematica ho deciso di leggerlo.

Chi si prende cura di una persona disabile è sottoposta a uno stress inimmaginabile, se poi quella persona è un figlio e chi lo accompagna nel suo percorso è un padre magari impreparato, magari fragile, magari povero allora il dolore, la frustrazione, la rabbia, l'impotenza, la solitudine diventano folli e insopportabili.
Quando, troppo spesso, le istituzioni e le figure professionali che dovrebbero aiutare sono latitanti, allora una situazione che avrebbe solo bisogno di accoglienza, comprensione, empatia e condivisione degli sforzi fisico-psico-economici può diventare una gabbia di solitudine, un inferno di furore che minano ogni aspetto dell'esistenza.

In alcuni punti del racconto mi sono davvero tanto commossa, anche se non saprei dire quanto merito sia del libro e quanto invece sia dovuto ai miei ricordi e alla mia esperienza personale; però non posso dare un giudizio positivo a questo scritto perché il finale affrettato e posticcio toglie tanto del realismo che in un libro del genere occorre, perché lo stile è davvero troppo stringato e semplice; perché i vari errori sostanziali dimostrano che poca o nulla ricerca è stata fatta in fase di scrittura e poca revisione in fase di editing, e ancora e soprattutto lo stridere che le parti narrative fanno contro le parti esplicative creano una forte disomogeneità che fa apparire alcune scene, o personaggi o pensieri intimi solo come funzionali al successivo spiegone di quanto o come le cose in questo campo funzionino male.

Voto: 2&mezzo/5
Profile Image for Maria Luisa.
328 reviews8 followers
February 1, 2023
Questo libro non è forse potente come i precedenti scritti da Mencarelli anche se la scelta di raccontare il dolore della malattia, della solitudine e del disagio sociale è la medesima. Ci vuole coraggio nell'immergersi in questi dolori e nel condividerli. Non penso di riuscire a mettere per iscritto le sensazioni provate nel leggere le pagine di questo libro, soprattutto perché le ho vissute realmente sulla mia pelle e ancora oggi non riesco a condividerle perché sono ferite aperte che non guariranno mai. Ci vuole quindi un profondo rispetto e sensibilità per il dolore e per la quotidianità che ogni genitore e famiglia con un figlio ammalato e/o disabile deve affrontare. Mencarelli però ci riesce, anche se non scava nell'intimo e nel dettaglio come nelle prime opere, forse perché in parte autobiografiche. Il libro è più snello, più scattante meno introspettivo: grazie a dialoghi scarni e a scene ben inquadrate si entra immediatamente profondo della storia. Pietro, cinquantenne, è in viaggio con il figlio Jacopo, diciottenne, affetto da autismo, a basso funzionamento, bassissimo. Pietro lo ripete a chiunque glielo chiede, puntualizzando: "Significa che non parla, non sa fare nulla, si piscia e si caca addosso", forse per chiudere il discorso una volta per tutte.
Per questo padre, dopo un calvario di 18 anni, non c'è più spazio per la pazienza, la sopportazione, l'umiliazione o altro perché non c'è solo il dover affrontare i medici, le terapie, gli ospedali, c'è soprattutto la solitudine che piomba addosso alle famiglie che devono far fronte a spese ingenti, giornalmente, per assicurare una vita dignitosa ai propri cari senza avere dalla propria parte istituzioni e aiuti sociali adeguati, che sarebbero un sacrosanto diritto.
La montagna da scalare diventa sempre più alta e il sentiero sempre più stretto. E intorno il deserto e una domanda che risuona nella propria mente continuamente: "Perché a me? Che pena devo scontare? Che cosa ho fatto di male?".
Un libro che fa male, anche se si legge tutto d'un fiato, ma che deve far riflettere sul come poter accettare una situazione di malattia grave in famiglia, soprattutto dei figli, che è la cosa più inammissibile nei genitori perché contro natura.
Un'unica pecca: forse sarebbe stato meglio curare un po' di più il finale che mi ha dato l'impressione di essere stato scritto un po' di fretta.
Meravigliosi i ringraziamenti di Mencarelli:
"A chi tende la mano, senza mai ricevere aiuto, o carezza.
Ai dimenticati che resistono.
A chi è andato giù".
Profile Image for Giovanna Tomai.
408 reviews5 followers
January 21, 2023
Dopo Ammaniti, anche Mencarelli mi ha piuttosto delusa.
Nulla a che fare con i romanzi precedenti.
La casa degli sguardi, primo su tutti, mi aveva fatto precipitare in un vortice di scatenata emotività.
Qui uno stile più scialbo, meno poetico e coinvolgente.
Profile Image for Giulia.
33 reviews6 followers
March 30, 2023
A volte la scrittura mostra il suo potere più grande, quello di dare voce a coloro che la voce non ce l'hanno, riuscendo a creare un ponte con il mondo dei "dimenticati che resistono", di coloro che tendono una mano senza mai ricevere aiuto, e a denunciarne le sofferenze e battaglie quotidiane.

C'è molto realismo nel nuovo romanzo di Daniele Mencarelli, perché spesso il narratore lascia che siano le azioni del protagonista a parlare al suo posto; azioni che veicolano perfettamente la frustrazione che nasce quando la speranza "non è più una pratica concessa" e il dolore troppo grande da sopportare.

È la storia di Pietro, un padre in viaggio verso la Puglia con suo figlio Jacopo, autistico "a basso, bassissimo funzionamento" . Improvvisamente la macchina di Pietro va in panne e lui e Jacopo si trovano bloccati in un paesino sperduto del centro Italia. Ma forse questa volta il destino ha voluto fare un regalo a Pietro, perché in quel paesino, dove il tempo sembra essersi fermato, incontrerà Oliviero, Agata e Gaia, la cui gentilezza e discrezione nei confronti di quel ragazzo dallo sguardo fisso nel vuoto, hanno riacceso in Pietro la speranza che ci sia ancora un po' di umanità in questo mondo, una sorta di "fiammella in mezzo al dominio del buio". Da 18 anni, infatti, la vita di Pietro è un inferno, una battaglia continua contro tutto e tutti: contro i debiti che si accumulano sempre di più a causa delle numerose spese mediche, contro gli sguardi indagatori "oltre ogni pudore e decenza" e gli incoraggiamenti banali, contro quelle domande scomode e ripetitive della gente sul "come, e il cosa, e il perché". Ma la battaglia più grande di Pietro è soprattutto dentro di lui, perché da 18 anni non si incuriosisce più per niente e nessuno," non prova più nessun interesse per qualsiasi tema che riguarda l'esistenza; il suo disamore è talmente grande che anche di fronte a un atto di amore e di gentilezza sinceri non riesce a reprimere quella rabbia nera, frutto delle avversità della vita, che si è impossessata di lui e che, a volte, lotta per non prendere il sopravvento sull'amore che prova per suo figlio.

Un romanzo commovente, un pugno nello stomaco, con il quale l'autore è riuscito a descrivere in maniera precisa e diretta la sofferenza silenziosa di coloro che dedicano la loro vita all'accudimento di un'altra persona, fino all'annientamento di se stessi. Una tematica molto difficile da affrontare perché "nulla è veramente nostro di quello che ci vive dentro".
Profile Image for aurora torelli.
116 reviews237 followers
April 5, 2023
avevo aspettative alte solo perché è un libro di mencarelli, ma di sto libro mi sono piaciuti solo il finale e la scrittura, that’s it. daniele ascolta me: torna a scrivere in prima persona, perché empatizzare con pietro è stata un’impresa
Profile Image for Seregnani.
758 reviews39 followers
April 1, 2025
«Ti chiedi mai cosa senta? Anche rispetto a momenti belli, come questo.»
Gaia torna con gli occhi a Jacopo.
Pietro la guarda cercando di mascherarsi, come fa sempre con il mondo.
«Non sente niente.»
«Dài, lo sai pure tu che non è possibile.»
«Hai ragione. Non è lui che non sente. Sono io. Mia moglie ha il cuore più grande del mio. Lei continua ad amarlo, sempre, comunque. Io ho smesso. Io non ho più niente da dare. Niente.»
Gaia gli poggia una mano sul ginocchio.
«Sono periodi. Il bene finisce, ma è come una pianta, basta aspettare, far passare l'inverno, e tutto ricomincia.E poi oggi si è meno soli rispetto a tante situazioni, malattie. Anche gente dello spettacolo ne ha parlato, ne par-la, c'è meno pregiudizio.»
Pietro sorride, d'amarezza.
«A tutti quelli che parlano di certe malattie dei propri figli, mi piacerebbe chiedergli quanto guadagnano al mese, quante persone li aiutano, quanto tempo passano veramente con i figli. La verità è che esistono ancora i ricchi e i morti di fame, e se sei un morto di fame e ti ritrovi a combattere non ti aiuta nessuno, non interessi a nessuno.»



5 ⭐️ Mi ha colpito tantissimo questo libro per il tema che tocca, che tocca il cuore davvero nel profondo. E come dice alla fine Daniele, grazie a chi tende la mano senza mai ricevere aiuto, o carezza.
Ai dimenticati che resistono.
A chi è andato giù.
Profile Image for Ambrogio Sanelli.
23 reviews
February 26, 2023
Veramente bellissimo. A questo libro non manca nulla: forza del tema, ritmo della narrazione, colpo di scena finale.
Forse, non essendo un’esperienza diretta dell’autore, a volte il tono rischia di suonare un po’ forzato: non avendo in sé il valore della testimonianza, scivola nel libro di denuncia, con tutti i difetti che ciò comporta.
Un appunto particolare di merito: la lettura di Federico Cesari su Audible è da dieci e lode.
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
242 reviews22 followers
February 5, 2024
Fame d’aria è pieno di dolore, il dolore senza compassione e senza causa nè giustificazione. Il lettore insieme ai protagonisti cerca dall’inizio alla fine una via di uscita, una redenzione ma non c’è e non verrà forse arriverà un po’ di solidarietà ma non servirà o servirà forse a poco. Pietro e Jacopo sono simboli di una sofferenza cruda e dura senza alibi . Peccato per il finale troppo cinematografico e forse un po’ prevedibile ma questi sono dettagli .
Profile Image for Adriana Moretti.
723 reviews7 followers
December 28, 2023
Un racconto davvero doloroso. Lo stile dell’autore mi piace, mi é sempre piaciuto: asciutto, diretto, di facile lettura e la storia ti coinvolge, tanto. L’autismo raccontato senza fronzoli nella sua crudezza e difficoltà è un padre che non ce la fa più. Ho dovuto fermarmi più volte nella lettura perché ero in un mare di lacrime.
Profile Image for Jay .
546 reviews32 followers
July 31, 2023
3.5 ⭐

Primo libro che leggo di Mencarelli. Una storia onesta, vera, un vero e proprio pugno nello stomaco. Il voto è dettato quindi semplicemente dal fatto che lo stile non combacia con il mio gusto personale, troppo da telegramma. Però è uno di quei libri che consiglierei.
Profile Image for Virginia.
949 reviews39 followers
April 1, 2023
I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione.
Profile Image for zetatl.
84 reviews6 followers
March 15, 2023
Storia abbastanza scontata, resa però unica dallo stile e dalla scrittura di Mencarelli
Profile Image for Daniele.
311 reviews68 followers
May 22, 2023
Pietro moderno Sisifo, che ogni mattina si fa carico di Jacopo, il suo masso, per portarlo in cima alla sua montagna e vederlo rotolare da piedi e ricominciare.

Ecco, io la vedo così una famiglia che deve gestire una disabilità invalidante al 100%, ma non siamo tutti Sisifo, che ogni mattina si fa carico di questo peso come se niente fosse, noi siamo umani e senza il supporto di parenti, amici e associazioni, non tutti riescono a cavarne le gambe.

È un bel romanzo questo di Mencarelli, estremamente toccante e straziante, non è difficile immedesimarsi in Pietro, allo stesso tempo però l'ho trovato un po' ruffiano proprio per questo....

Gli occhi di carbone cercano di trattenere la pietà, ma quest'ultima è come una bestia che alla fine riesce sempre a trovare un varco.
Profile Image for La Libridinosa.
605 reviews246 followers
October 1, 2023
Non usa giri di parole Mencarelli: in 170 pagine appena ci mette davanti alla rabbia, al dolore, alla delusione, allo sdegno di un padre verso quel figlio che lui avrebbe voluto fosse “normale” e che, invece, è solo un guscio vuoto.

Non emergerà alcun giudizio nei confronti di quest’uomo stanco e disperato, ma solo tanta tanta pena.

📘Te lo consiglio se:
- Non hai remore ad affrontare il dolore
- Non sei propenso ai giudizi
- Ami il lieto fine

#lamiafascetta Avrei voluto avere fame d'aria sino alla fine

La recensione completa nel blog
Profile Image for Ale N.
157 reviews9 followers
May 15, 2023
E vabbè Mencarelli mi fa piangere anche stavolta 😭
Il padre mi è stato antipatico per tutto il libro sinceramente, ma alla fine ho compreso il suo dolore tramutato in rabbia.
È stata una lettura toccante ❤️

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Eh great Mencarelli managed to make me cry even this time 😭
I couldn't stand the father for the whole book to be honest, but at the end I understood his pain turned into anger.
It was a touching reading ❤️
Profile Image for Flavia.
219 reviews9 followers
January 23, 2023
È spietato, perche spietata può essere la vita di chi vive queste esperienze 365 giorni su 365 giorni l’anno.

La scrittura di Mencarelli è sempre coinvolgente. Ha forse una velocità in più rispetto agli altri libri che fa un po’ perdere quella parte poetica dei libri precedenti, ma ha una schiettezza da brividi.

Al solito, il finale da lacrime e i ringraziamenti sono sempre bellissimi.
Profile Image for Teresa bee book a lula.
179 reviews147 followers
May 9, 2023
Una lettura dolorosissima che rompe i tabù che circondano la genitorialità e i figli disabili. Un libro estremamente coraggioso, che racconta tutta la rabbia e la stanchezza di chi non riesce nemmeno più a fingere che qualcosa sia ancora intatto dentro di sé. Grazie ancora una volta, Daniele Mencarelli, per aver raccontato ciò che ci fa girare la testa dall'altra parte.
Profile Image for Maika Medici.
594 reviews19 followers
April 26, 2023
Ho scoperto la penna di Daniele Mencarelli con “Tutto chiede salvezza” e ho atteso con ansia questo romanzo. È anche vero che una volta che è arrivato in libreria lui ha atteso me perché io avevo già iniziato a combattere con il male che ha attaccato mia madre. Il mondo mi è precipitato sulle spalle e sapevo che “Fame d’aria” avrebbe tolto l’aria a me come alla mia mamma che ora non sopravvive senza quella artificiale.

Cosa succede quando una persona viene a conoscenza della malattia del proprio caro? Be’, si scava ovunque in cerca della forza necessaria per affrontare l’ignoto, quel grosso gigante che non sai da quale parte attaccarlo o se aggirarlo. Ma si può aggirare un male? Pietro Borzacchi, in qualche modo, ci ha provato. Ora tento di raccontarvi.

"«Lui è Jacopo.»

Il figlio è poco più alto del padre, che basso non è affatto. È slanciato, e bello, Jacopo è bello, di una bellezza che può ingannare per qualche istante, poi, anche mentre cammina, non si può non notare il leggero dondolamento, l’andatura da sonnambulo aggrappato al braccio del padre, e la mano sinistra, le dita della mano sinistra, che non smettono mai di passare e ripassare sulla coscia. Una carezza senza significato. Un gesto meccanico. Una stereotipia. Così dissero a Pietro e Bianca i dottori, ormai tanti anni fa. Jacopo, quando sta in piedi e cammina, non può non compiere quel gesto. Sin da ragazzino, la punta delle dita a fine giornata gli diventa del colore dei pantaloni, e i pantaloni, in quel punto preciso, ce li ha tutti scoloriti. Una specie di firma della malattia."

Autistico. Autistico e non solo. Di quelle forme che peggiorano con il tempo e che non lasciano spiragli di luce anche se qualcuno prova a farti credere il contrario. Un male che ti toglie tutto, anche quello che più non hai, come pazienza e denaro. Pietro sta affrontando un lungo viaggio con Jacopo, da Anagni fino in Puglia, per festeggiare l’anniversario di matrimonio con la moglie, nel posto dove le ha fatto la proposta… una vita fa. Pochi giorni per spensierarsi, ma altri “pensieri” nel frattempo glieli mette in testa la vecchia golf fermandosi a Sant’Anna del Sannio, piccolo borgo sperduto tra le montagne, che vanta una piccola alimentari, una farmacia e l’ex albergo dove l’uomo e il figlio trovano rifugio. Poche anime a popolarlo e tre angeli: il meccanico in pensione, Agata la ristoratrice e Gaia – non solo di nome! – la cameriera.

Pietro è rinchiuso nel suo guscio, ove è difficile fare entrare Jacopo. Il padre prova repulsione, disprezzo per quel figlio, scherzo della natura. Eppure trova la solidarietà di tutti, che si spendono per mettergli in moto l’auto quanto prima e dargli ristoro. Si preoccupano anche per il giovane disabile, che solo con dei mugugni riesce a farsi capire quando è ora di cambiarsi o di mangiare.

«È autistico, a basso funzionamento, bassissimo. […] Significa che non parla, non sa fare nulla, si piscia e caga addosso.»

È così che Pietro mette a tacere chiunque, con la cruda realtà. Per il resto è un gran mentitore, ma questo lo scoprirete poi. Il Borzacchi, a quanto pare, vive con la moglie, ma in quel breve soggiorno prende una sbandata per Gaia, e si confida…

Cari lettori, talvolta le donne sono davvero la rovina per gli uomini, ma altre una fonte di speranza, peccato che Pietro non sappia coglierla immediatamente. E sbrocca, buttando all’aria un’amicizia che sembrava davvero profonda. Gaia per Pietro e Jacopo ha una stima profonda e riuscirà a sanare un rapporto che appare malato. Tutti li aiuteranno, a dir la verità.

Ieri sera, quando ho iniziato la lettura, mi sono ritrovata a correre e a dover prendere aria, troppo spesso. Poi il cuore accelerava per perdere battiti… e trovare il ritmo originario, per molto poco. Ero consapevole, come già detto, delle forti emozioni, solo non credevo di ritrovarmi con entrambi i piedi dentro la storia, tantoché in farmacia stavo per aprire il portafogli…

Pietro mi ha ricordato un amico caro, anche Fede si tappava le orecchie quando sentiva i rumori; e le nostre famiglie quando si riunivano di caos ne faceva. Ma nessuno di noi si è mai stancato di vedere quegli occhi così belli, vuoti ma espressivi al tempo stesso. Eravamo poco più che bambini, io e i miei cugini, poi adolescenti, ma l’abbiamo sempre preso per mano il nostro amico, con la premura e l’amore che Bianca ha avuto sempre per Jacopo. Pietro, invece, si è smarrito; non si è fidato più di nessuno e ha fatto di testa sua, rischiando tutto. Ma l’amore vince sempre, anche se sa che prima deve affrontare troppe peripezie.

Non ho parole per descrivere Fame d’aria, e non c’è titolo più appropriato perché come vi ho detto vi troverete a boccheggiare. Ciò, tuttavia, non deve farvi demordere, dovete arrivare dall’altra parte della sponda, a testa alta, affontando anche le maree.

La scrittura di Daniele Mencarelli è cruda perché vera. Veri sono pure tutti i personaggi, ognuno con la sua corteccia plasmata dalle sventure del passato. Nessuno è secondario, come in una grande famiglia. Vi sfido a comunicarmi se anche voi non vi siete sentiti tirati in ballo.

Vi auguro buon viaggio in compagnia di Pietro e Jacopo.
Profile Image for Recensioniconcise.
43 reviews57 followers
December 15, 2023
Intenso, dolce amaro

Storia bella, intensa e raccontata con uno stile crudo, ma efficace.
L' autore riesce a trasferire tutta l'esasperazione e la sofferenza del protagonista e a portarti nella sua disperazione.
Un pò affrettato il finale...comunque da leggere!
Profile Image for Francesco Morra.
166 reviews23 followers
January 22, 2023
Grazie Daniele Mencarelli per averci donato un libro di una bellezza straziante.
Profile Image for Giorgia.
256 reviews8 followers
January 22, 2023
Non avevo aspettative, solo certezze.

Mencarelli e la sua empatia con i piú fragili è una certezza.

Bellissimo.
Displaying 1 - 30 of 283 reviews

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