Micio vive in una casa con il fratello Ramirez e due 'esseri grandi' (l'Uomo e la Donna): sa di essere un 'gatto', ma sicuramente è anche un 'coniglietto' e un 'orsacchiotto', visto che i due grandi a volte lo chiamano così. Il racconto di Micio inizia dal giorno in cui è arrivato nella nuova casa e prosegue con viaggi, avventure, cronache di vita quotidiana, e tantissime scoperte: il treno, la neve, le farfalle, i dottori, i topi, i cani, il gioco della salsiccia, gli scacchi, gli altri gatti. Micio è un animale intelligente, sensibile, e soprattutto molto curioso, si interroga sulle abitudini di vita dei grandi, che ai suoi occhi appaiono davvero bizzarre, a volte incomprensibili.
Chi non si è mai chiesto: cosa pensa il mio gatto quando mi guarda? Io in realtà ho smesso di chiedermelo, però in passato sì, me lo sono chiesta. Ho smesso perchè il mio gatto, essendo mio figlio, ha ereditato le mie doti migliori: la stronzaggine e la stupidità. Quindi essendo stronzetto e stupido, non pensa granché. Comunque, questo libricino tenta di dare simpaticamente una risposta. E' un libro carino, divertente, ma niente di più. Dopo un po' mi sono anche stufata perchè i meccanismi si ripetono e vengono a noia. Certo, a scanso di equivoci lo specifico, è un libro riservato alla categoria RDG: rincoglioniti dai gatti. Se vedo un bambino ridere, se vedo un delfino saltare (ridere ride sempre), se vedo un cane fare cose da cani (sotterrare un osso? Si usa ancora?) non mi si smuove niente, forse sbadigli, ma fatemi vedere un gatto, un gatto qualsiasi, e divento istantaneamente un grosso ammasso di gelatina rincoglionita pronta a sciogliersi al primo *miao*. C'est la vie.
Molto carino. La storia di un micio di nome Micio, o anche Sua Grazia Micio de Orsi, come gli piace chiamarsi, e di suo fratello Ramirez, inizia il giorno in cui i due cuccioli vanno a vivere con un Uomo e una Donna. Micio scoprirà un mondo vasto e vario, pieno di curiosità e di cose interessanti: la neve, i "topitopi", le farfalle, la musica di un tale "Puccetto o Puccino" (che poi sarebbe Puccini), il dottore antipatico e quello simpatico, il treno, l'acchiappa-salsiccia e una marea di avventure! E anche se Micio non ha il senso del tempo e sa contare solo fino a due, e fa anche un po' di errori di grammatica, resta sempre un gatto davvero simpatico, con la sua incompleta comprensione del mondo degli umani!
E scusatelo se si assenta per un attimo... non può resistere al suono dei croccantini o alla prospettiva di una bella pettinata! Ma soprattutto non ditegli che è un gatto... tutte storie! Perché lui è un vero orso: Sua Grazia Micio de Orsi!
(2.5) Libro carino, un po' ripetitivo e monotono in alcune parti ma tutto sommato una lettura scorrevole. Unica pecca: ho trovato che il gatto protagonista utilizzi un linguaggio fin troppo "umano" in alcuni punti e abbia un lessico fin troppo forbito. E' una valida lettura se cercate un libro non troppo impegnativo.
"Io, per lo meno, non sento alcun bisogno (...) dei libri. Il mio spirito si rivolge a cosa più elevate: calore, tranquillità, un posto comodo, profumi, pasti gustosi e tutti i diversi tipi di sonno" Ecco, tre stelle sono meritate solo per questo compendio della filosofia felina :-)))
2,5⭐️ Diciamo che per gli amanti dei gatti è una lettura carina da fare in un pomeriggio per entrare nella mente di un gatto e cercare di metterci nei loro panni. Tuttavia, ovviamente questo è ciò che un umano pensa che il gatto pensi, quindi boh, se vi piacciono i gatti e un pomeriggio non sapete che leggere ok, altrimenti lasciate stare :)
Ci sono vari tipi di racconti con animali come protagonisti. Possiamo avere la descrizione della convivenza tra umani e animali, raccontata dagli umani. Oppure abbiamo animali che parlano tra loro e che collaborano con le loro controparti umane che, la maggior parte delle volte, è all'oscuro delle capacità dei propri animali. Poi abbiamo racconti come questo, dove la storia è vista e raccontata dall'animale. Solitamente sono le situazioni che gradisco di meno, anche se tutto dipende dalla voca narrante. In questo caso il gatto narratore non sa di essere un gatto, utilizza il linguaggio unano stupendosi di conoscere certi termini o chiedendosene il significato. Risultando, almeno ai miei occhi, discretamente insopportabile. Gli episodi raccontati sono i soliti che si posso leggere e vivere quando si è a contatto con un gatto. Ma non scatta empatia, né con gli anonimi umani, né con il gatto che non ha idea di essere un gatto.
Non il mio genere di racconto. Meglio le disavventure tutte umane di Doreen Tovey o Deric Longden.
Libro davvero molto carino, simpatico e dolcissimo ^__^ Assolutamente consigliato a tutti gli amanti dei gatti e soprattutto a quelli che come me ne hanno in casa 2!!!! E' scritto in maniera semplice e scorrevole proprio come se a scriverlo fosse davvero un gatto (uno di quelli che conosce quasi tutti i vocaboli pero'... e che quasi riesce a riconoscere i colori!!!)