P2, P3, P4 e P5
"In conclusione, deve ritenersi che l’esecuzione materiale della strage di Bologna sia imputabile ad un commando di soggetti provenienti da varie organizzazioni eversive, tra i quali era presente Paolo Bellini, uniti dal comune obiettivo di destabilizzazione dell’Ordine democratico, coordinati dai funzionari dei servizi segreti o da altri esponenti di apparati dello Stato, che a loro volta rispondevano delle direttive dei vertici della Loggia P2, a cui avevano giurato fedeltà, con un vergognoso tradimento della Costituzione Repubblicana"
Corte d'Assise di Bologna, aprile 2022, ergastolo Bellini ( ex esponente Avanguardia nazionale, pluriomicida confesso, in attesa degli altri gradi di giudizio), ritenuto il quinto esecutore della Strage insieme a Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Luigi Ciavardini.
Un saggio composto da due parti: la prima, più tecnica - ma non per questo meno interessante - ricostruisce le fasi salienti storico-giudiziarie riguardanti i fatti di quel 2 agosto 1980 fino al pronunciamento della Corte d'Assise del 2022, pronunciamento nel quale sono emerse nuove considerazioni da parte della Procura generale in merito ai compensi agli esecutori da parte di quelli che vengono ritenuti i mandanti:
- Licio Gelli, Maestro venerabile della P2;
- il banchiere Umberto Ortolani (P2: crac del Banco Ambrosiano);
- l'ex Senatore Missino Mario Tedeschi (P2);
- Federico Umberto D'Amato (P2; funzionario, poliziotto, agente segreto).
Ahinoi tutti morti da tempo.
La seconda parte - quel 'e un perdono tradito' del titolo - si occupa delle vittime, nello specifico della vicenda di Mauro Di Vittorio, 24 anni, l'85° vittima, l'ultima identificata.
La sorella di Mauro, Anna, e il marito Gian Carlo (morto nel 2023) - promotori da tempo di quella che poi nel 2007 diventerà il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, riconosciuta nel 9 maggio - nel 2008 vogliono tentare la via della 'riconciliazione' tra loro e gli accusati Fioravanti/Mambro.
Comincia così un rapporto epistolare tra le due coppie che partendo da un sentimento di superamento del dolore (Anna e Gian Carlo, che non parlano di perdono), verrà utilizzato dalla Mambro (la prima a dirottare il senso delle lettere sul perdono) per la sua richiesta di libertà condizionale, concessale appunto nel 2008.
Da lì a qualche anno, intorno al 2012, i due ex ergastolani (9 ergastoli lei, fine pena 2013; 8 lui, fine pena 2009) indotti dalle ossessioni (leggi, pista Palestinese) del politico Enzo Raisi (MSI, AN, PdL, FLI, autore del libro 'Bomba o non bomba') sostengono la tesi secondo la quale Mauro di Vittorio sarebbe stato l'uomo-corriere dell'esplosivo. E tranquillamente cercano di tirare dalla loro parte proprio Anna e Gian Carlo.
Insomma, colui che è morto ed è servito a far ottenere la libertà a coloro i quali per la Legge sono colpevoli, ora è diventato colui che la bomba l'avrebbe messa, prendendo di fatto il posto di chi invece è stato giudicato colpevole.
Il gioco delle tre carte.
Mauro di Vittorio è stato giudicato dalla procura di Bologna 'vittima oggettiva' della bomba, ossia senza responsabilità alcuna, ma la seconda parte di questo saggio ha il merito di diradare quei fumi negli occhi dall'olezzo di merda.
Libro da leggere.