NON ESISTONO INDIZI, MA SEGNI.NON ESISTONO CRIMINI, SOLO ANOMALIE.E OGNI MORTE È L’INIZIO DI UN RACCONTO «C’è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre. È lì che avviene ogni nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso, incerto. Noi siamo i guardiani posti a difesa di quel confine. Ma ogni tanto qualcosa riesce a passare... Io devo ricacciarlo indietro.» Marcus è l’ultimo dei penitenzieri, un prete che appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Egli ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. È un cacciatore del buio, addestrato a scovare il male. Non si tratta di una professione, è la sua natura. Il male è una dimensione. E il penitenziere riesce a scorgerla, vedendo ciò che gli altri non possono vedere. Marcus da giovane non parlava mai con nessuno, non aveva amici. Però conosceva cose che non avrebbe voluto sapere. Cose sugli uomini e sul male che riescono a fare. Cose talmente terribili da far vacillare qualsiasi fiducia, da contaminare per sempre qualunque cuore. Guardava le persone intorno a sé vivere senza quel fardello di consapevolezza, e le invidiava. Era stato salvato, ma la sua salvezza era coincisa con l’ingresso in un mondo di ombre. Perché chi metteva in contatto vittime e carnefici era un penitenziere come lui.
Donato Carrisi was born in 1973 and studied law and criminology. Since 1999 he has been working as a TV screenwriter. The Whisperer, Carrisi’s first novel, won him five international literary prizes, has been sold in nearly twenty territories and has been translated into languages as varied as French, Danish, Hebrew and Vietnamese. Carrisi lives in Rome.
Questo è stato, per me, il primo impatto con un libro di Carrisi. Avevo un buono da fare fuori in libreria e lo stesso giorno ho comprato una trilogia (questa) ed una quadrilogia (Alaska), entrambi dai toni thriller e cupi. In molti mi parlavano di Carrisi, specie perché, essendo io cresciuta con Stephen King, mi dicevano che il tipo di linguaggio utilizzato fosse simile: molto alto, termini aulici, storie ricche di suspence e colpi di scena, ma soprattutto begli intrecci narrativi. Che dire... È stato tosto. Tosto perché c'è molta storia, a me sconosciuta. Molta geografia del territorio nazionale, sempre a me sconosciuta. Ma soprattutto, c'è dietro una storia così ricca di intrecci, di interessanti novità e difficoltà che vorresti finire subito per arrivare alla fine, ma anche non finire mai. La sera mi ha fatto compagnia prima di andare a letto, e le mie occhiaie parlano per me. Al contrario di molte saghe e libri da me letti, questi non scorre così facilmente, nel senso: se. Si è stanchi, se si ha voglia di qualcosa di semplice e per niente complesso, questa lettura non fa al caso vostro.
SPOILER
Io son rimasta colpita da questa narrazione, da questa storia degli archivi segreti dei peccati a me prima sconosciuta, e si, ammetto di essermi presa anche io, come Sandra, per Marcus. Vuoi la sua intelligenza, il suo mistero, il suo carattere, o il suo modo di affrontare anche le situazioni più disperate (amnesia e tutto ciò che ne consegue), fatto sta che questa coppia improvvisata che si trova, si aiuta, si ritrova, si sta vicino nuovamente... A me è piaciuta molto, anche se è ben lontana dalla tipica storia che sono abituata a leggere (non è un romanzo d'amore, ma diamine, Carrisi ha saputo dipingere alcune scene romantiche tali da farmi venire le lacrime agli occhi). Nuovamente, non è una lettura da prendere sottogamba né da iniziare tanto per: è un qualcosa da leggere man mano, passo per passo, avendo ben in mente tutti i passaggi. Consiglio anche, specie ai non esperti come me, di tenere sempre di fianco Google per cercare le foto di ciò che viene citato, delle reali storie narrate. Il suo stile di scrittura mi ha coinvolta e convinto così tanto che ho già acquistato gli altri libri, ma questa edizione 3 in 1 era davvero comoda, almeno si aveva tutto a portata di mano. Religione, amore, abusi, violenze, umani che perdono la loro umanità, conflitti, natura umana e non, tutto verrà posto a quesito e verrà fuori. 10/10.
Consiglio. È il mio terzo romanzo di Carrisi, dopo "la casa delle voci" e "io sono l'abisso" che non mi sono piaciuti per niente, anzi ho sempre ritenuto che Carrisi fosse sopravvalutato. Mi è stato regalato questa trilogia e devo dire che mi mi è piaciuto. Diversi dagli altri, questo libro mi ha incollata fino alla fine, l'ho divorato... Anche se... Avrei preferito che fossero stati spiegati più punti che troviamo nella prima parte del libro. Lo consiglio non avevo mai letto niente di questo genere e mi ha incuriosito molto. Non penso leggerò altro di Carrisi ( a meno che non sia un regalo) non sono ancora convinta di questo autore, però questa trilogia secondo me è fatta bene e merita una lettura!
Libri mooolto belli, ma gli do 4 stelline, perchè a parer mio ci sono ancora dei punti interrogativi sulla storia di Marcus e soprattutto il primo libro mi ha lasciato qualche domanda, che non ha avuto risposta con il proseguo dei libri. Comunque secondo me man mano che si va avanti con la trilogia i libri diventano sempre più belli. I personaggi sono molto caratterizzati, vi sono molti colpi di scena che tengono viva la storia e non fanno mai annoiare il lettore. L'ultimo libro a mio parere è il più bello, soprattutto per il colpo di scena finale, ma arrivata all'ultima pagina si percepisce che ci sarà un continuo, perchè il finale è troppo aperto, quindi spero che prima o poi ci sia un seguito. Carrisi non delude mai!
Era parecchio che non sentivo quel fastidioso senso di abbandono e solitudine dopo aver finito di leggere un libro (in questo caso tre raccolti assieme, collegati in successione temporale). Questa trilogia mi ha assorbito come non accadeva da molto tempo e il dispiacere di averla terminata resterà ben presente ancora per un po'. In questa serie mi sono affezionata ai protagonisti ben caratterizzati e alle ambientazioni nostrane (Milano e Roma) descritte con dovizia di particolari ben amalgamati al mistero che fa da filo conduttore dall'inizio alla fine di ogni storia. La lettura è scorrevole, mai noiosa e le storie raccontate mai banali, con colpi di scena e rivelazioni piazzate al punto giusto per tenere sempre viva la curiosità del lettore.
Il protagonista Marcus per me è assolutamente magnetico. Con un passato oscuro e tormentato, con un animo diviso tra bene e male, fede e razionalità, sempre alla ricerca di un senso alla sua esistenza; ricerca che, inevitabilmente, si scontra con i limiti della ragione umana che arriva sempre fino a un certo punto e non più in là. Poi, dove manca la razionalità subentra (talvolta con fatica) la fede, il lasciarsi andare, lo sforzo di accettare che non tutto può essere compreso e controllato. Questa dicotomia è alla base del lungo lavoro di indagine e ricerca di Marcus per scoprire e sventare crimini efferati che danno origine alle vicende che si svolgono nei tre libri.
Questa serie secondo me è anche meglio di quella di Mila Vasquez anche se "Il suggeritore" resta ancora il mio libro favorito di Carrisi. Ma qui la storia si dipana molto meglio (il finale della trilogia di Vasquez pur essendo molto originale ed elaborato, finisce per essere troppo distopico a mio parere) e il finale lascia intendere che questa trilogia probabimente non si è chiusa qui, troppi punti sono rimasti aperti (non fare scherzi Donato, che fine ha fatto Shalber????). Comunque i suoi libri li divori non li leggi. Penso che a breve cominceroʻ il ciclo di Geber.
Questo volume racchiude tutta la trilogia di Marcus ad un prezzo mai visto, in altre parole è un'occasione da non perdere. Sul libro che dire... È Carrisi, ossia un perfetto insieme di personaggi, trama e ambientazione. L'idea del personaggio di Marcus è eccezionale e il lettore si immedesima in lui già dalle prime pagine, provando a prevedere le mosse, i suoi pensieri... 900 pagine che meritano senza ombra di dubbio le 5 stelle.
Forse sarò un tipo esigente, ma l'ho trovato noioso, almeno per i miei gusti, senza togliere nulla al valore dell'opera. Io non sono riuscito a terminarlo
“Siamo così insignificanti nell'immensità dell'universo che sembriamo non meritare il privilegio di un Dio che s'interessi a noi, si ripeteva. Ma stava cambiando idea.”