Nikolaus Faust. Ein Gedicht Entstanden 1833/36 und 1840. Erster vollständiger Stuttgart und Tübingen (Cotta) 1836. Der Text folgt der zweiten, veränderten Stuttgart und Tübingen (Cotta) 1840. Neuausgabe mit einer Biographie des Autors. Herausgegeben von Karl-Maria Guth. Berlin 2017. Textgrundlage ist die Nikolaus Sämtliche Werke und Briefe. Auf der Grundlage der historisch-kritischen Ausgabe von Eduard Castle mit einem Nachwort herausgegeben von Walter Dietze, Band 1-2, Leipzig, Frankfurt Insel, 1970. Die Paginierung obiger Ausgabe wird in dieser Neuausgabe als Marginalie zeilengenau mitgeführt. Umschlaggestaltung von Thomas Schultz-Overhage unter Verwendung des Carl Gustav Carus, Faust im Gebirge, 1820. Gesetzt aus der Minion Pro, 11 pt.
Ci è voluto un po' di tempo per capirlo, ma credo che quello di Lenau sia il mio Faust preferito in assoluto. Non si risenta il sommo Goethe, lui è un fuori categoria che nessun autore, per quanto grande, potrà mai intaccare. Il Faust di Lenau però ha tutti gli ingredienti per sgraffignare un pezzo bello grosso del mio cuore e portarselo via con sé ad vitam.
Il motivo è semplice: Mefistofele si prende quasi tutta la scena e fomenta il nostro Faust come se volesse spronarlo a compiere il Putsch più ardito della storia, per poi mettere a soqquadro tutta la cara vecchia Mitteleuropa. In realtà, più che la scalata al potere, è il mantenimento dello status quo che affligge i pensieri di un Faust che si interroga sulle condizioni mansuete del popolo. E Mefistofele gli snocciola quelle tre o quattro verità talmente semplici da sfuggire alla massa silenziosa e ruminante, che si fa asservire e portare al laccio con grande docilità.
Il Mefistofele di Lenau è dunque la degna rappresentazione del pifferaio di Hamelin, suadente come il flauto di Pan, e chi mi conosce bene sa che in situazioni come queste ci vado a nozze e ci prendo pure la residenza.
Se potessi, mi tatuerei l'intero libro nell'anima, sul cuore, sulla pelle. Quanta sfrontata poesia! da lacrime agli occhi.